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Pensioni Polizia di Stato: tutto quello che è necessario sapere



Pensioni Polizia di Stato: tutto quello che è necessario sapere
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Il trattamento pensionistico della Polizia di Stato viene definito dal diverse variabili: alcune fisse ed impresse nella metaforica pietra della legislazione nazionale, altre caratterizzate dalla contingenza dei tempi e quindi soggette ai fisiologici (a volte purtroppo patologici) mutamenti della temperie storica ed economica. Ecco un rapido affresco che tratteggia i margini della materia delle pensioni per il personale della Polizia di Stato.

 

Pensioni Polizia di Stato

 

Le variabili che definiscono le pensioni per la Polizia di Stato

 

Tra flessibilità, superprelievi e penalizzazioni per uscite anticipate, la materia delle pensioni della Polizia di Stato sembrerebbe essere divenuta molto complessa: da una parte la spending review e gli ampi tagli alla spesa pubblica che hanno caratterizzato questo 2014 di lacrime e sangue; dall’altra le cospicue modifiche che hanno colpito la normativa nazionale in materia. Il trattamento pensionistico garantito al personale dipendente della forza di polizia che possiede la competenza sulla gestione dell’ordine pubblico nel nostro paese si configura attraverso uno schema non troppo differente da quello che sovrintende la struttura delle pensioni dei dipendenti pubblici in genere. Per quanto riguarda la pensione di vecchiaia, ecco un tratteggio della disciplina: hanno diritto ad usufruire di questa tipologia di trattamento i dipendenti che hanno raggiunto l’età massima per la permanenza in servizio (così come fissata dai singoli ordinamenti). I limiti di età sono i seguenti: al compimento dei 65 anni di età per i dirigenti generali, a 63 per i dirigenti superiori e a 60 per ciò che concerne le qualifiche inferiori. A livello di cornice disciplinare non va dimenticato che il requisito minimo per il diritto alla pensione di vecchiaia è costituito dal raggiungimento dei 20 anni di anzianità contributiva.

 

La pensione di anzianità: requisiti

 

Con riferimento invece al regime della pensione di anzianità per il personale impiegato presso la Polizia di Stato, va detto che la disciplina si configura in maniera differente: sono autorizzati ad accedere a questa tipologia di trattamento pensionistico i dipendenti che abbiano maturato i seguenti requisiti di anzianità contributiva e di età anagrafica: 57 anni e 3 mesi di età combinati con 35 anni di anzianità contributiva, oppure 40 anni e 3 mesi di anzianità contributiva utile. Inoltre si ottiene il lasciapassare per la pensione di anzianità nel momento del raggiungimento della massima anzianità contributiva fissata dagli ordinamenti di appartenenza, ovvero raggiungendo i 53 anni e 3 mesi di età e possedendo la massima anzianità contributiva prevista dall’ordinamento di appartenenza. In tale circostanza è necessario però tenere in considerazione la specificità del rapporto di impiego e le obiettive esigenze del proprio settore di attività.
Va inoltre sottolineato in rosso che la legge stabilisce che la quota di pensione corrispondente alle anzianità contributive maturate a decorrere dal primo gennaio 2012 venga calcolata attraverso il sistema contributivo.

 

Pensioni Polizia di Stato: conclusioni

 

Questi in breve i requisiti che definiscono, cesellano ed informano la complessiva disciplina inerente al trattamento pensionistico per coloro che sono impiegati presso la Polizia di Stato. Per le eventuali novità in prospettiva 2015 vi consigliamo di continuare a consultare nelle prossime settimane questo sito, ovvero dipendentistatali.org.

 

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