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Pensioni Pubblico Impiego: come fruire dell’APE (Anticipo pensionistico)



Pensioni Pubblico Impiego: come fruire dell’APE (Anticipo pensionistico)
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A partire dall’anno prossimo (2017) i lavoratori con almeno 63 anni di età e 20 di contributi potranno smettere di lavorare fino a 3 anni e 7 mesi prima rispetto al raggiungimento della pensione di vecchiaia? Questo quello che affiora dal disegno di Legge di Bilancio 2017 presentato dal Governo il 29 ottobre scorso. Il testo transiterà all’esame delle commissioni della Camera in questo mese di novembre e poi al Senato per l’approvazione finale da ottenere (dopo la necessaria pausa per il referendum costituzionale del 4 dicembre) entro Natale. Ma cerchiamo di capire meglio come dovrebbe essere applicato l’istituto dell’anticipo pensionistico (APE, che esisterà in 3 tipologie, volontario, aziendale e social) o anticipazione pensionistica ai lavoratori del Pubblico Impiego. Una novità molto importante presente nelle bozze di quella che fino all’anno scorso era denominata Legge di Stabilità.

 

Pensioni Pubblico Impiego: APE

APE; L’Anticipo pensionistico nella Legge di Bilancio: cosa sappiamo

 

Già nello scorso mese di luglio uno dei nodi più rilevanti delle mosse programmatiche del Governo Renzi in vista della Manovra d’autunno era rappresentato dal progetto dell’APE e dalla sua potenziale estensione anche al Pubblico Impiego. L’ipotesi era quella della composizione di un pacchetto specifico per coloro che sono impiegati presso la Pubblica Amministrazione: anche a questi ultimi si punta pertanto a garantire l’APE, tenendo conto delle leggere differenze che attualmente sopravvivono in parte sulle “uscite” e in toto sulle liquidazioni, accantonate figurativamente nel pubblico impiego sotto forma di Tfs.

 

Come fruire dell’APE

 

L’art. 25 della attuale bozza della Legge di Bilancio, recante rubrica “Anticipo Finanziario a garanzia pensionistica – APE sociale” disciplina infatti la possibilità di accedere alla pensione in via anticipata a decorrere dal 1 maggio 2017 e fino al 31 dicembre 2018, attraverso l’attivazione dell’istituto di un prestito finanziario fino alla maturazione della pensione di vecchiaia. I requisiti per poter accedere a tale istituto sono i così enumerati: è necessario essere iscritti all’assicurazione generale obbligatoria, alle forme sostitutive ed esclusive della medesima e alla gestione separata, aver una età anagrafica minima di 63 anni, aver maturano il diritto ad una pensione di vecchiaia entro 3 anni e 7 mesi ed essere in possesso del requisito contributivo minimo di 20 anni. Per accedervi non si può già essere già titolari di un trattamento pensionistico diretto.
Qualora si sia in possesso dei requisiti richiesti, i soggetti sono tenuti ad inoltrare domanda direttamente o tramite un intermediario autorizzato all’INPS, tramite il suo portale. L’Istituto Nazionale di Previdenza Sociale, una volta verificati i requisiti, sarà in grado di comunicare al soggetto richiedente l’importo minimo e l’importo massimo dell’APE ottenibile. Importante sottolineare come l’eventuale domanda di APE e di pensione non sono revocabili.

 

L’esito della domanda di accesso all’Anticipo pensionistico

 

Inoltre nella domanda prestata dal soggetto richiedente, deve essere assolutamente indicato il finanziatore cui richiedere l’APE, oltre all’impresa assicurativa alla quale richiedere la copertura del rischio di premorienza. Nel caso di esito positivo, l’INPS avrà il compito di trattenere successivamente sulla pensione mensile l’importo della rata per il rimborso del finanziamento riversandolo al finanziatore tempestivamente e comunque non oltre 180 giorni dalla data di scadenza della medesima rata.

 

Fonte: IlSole24Ore

 

Patrizia Caroli

 

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