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Pensioni Quota 96: Storia di una ingiustizia



Pensioni Quota 96: Storia di una ingiustizia 3.73/5 (74.50%) 40 Vota Questo Articolo

Pensioni quota 96: Interrogazioni parlamentati, giudice di pace, Tar, Corte dei conti e perfino la Corte Costituzionale non sono bastate a far compiere al MIUR un semplice passo indietro liberando oltre 3mila insegnanti che si trovano imprigionati nella maledetta quota 96 per l’accesso alla pensione. Quelli della polemica pensioni quota 96.

Congelato anche l’emendamento dell’on Ghizzoni nato per modificare la riforma Fornero, il quale proponeva per i docenti che hanno i requisiti dei 60 anni di età e 36 di contributi entro il 31 agosto la possibilità di andare in pensione al primo settembre. Quindi se tutti gli altri dipendenti statali possono accedere alla pensione con le vecchie regole, avendo maturato i requisiti entro il 31 dicembre scorso, per i docenti la verifica dei requisiti scatta al 31 agosto, quando finisce tecnicamente l’anno scolastico: una differenza di cui Fornero non aveva tenuto conto neanche dopo la messa in luce dell’errore. 

Ricordiamo infatti che la Legge Fornero non riconosce lo spostamento al primo settembre 2012 dei benefici della precedente legge Damiano basata sulle quote ovvero l’età anagrafica sommata a quella lavorativa.

 

Pensioni Quota 96 e gli errori di calcolo

 

pensioni quota 96Quindi per un banale errore di calcolo e per un orgoglio tecnico che non ha tenuto conto del fatto che i lavoratori del comparto scuola, a differenza di tutti gli altri dipendenti della pubblica amministrazione, lavorano per anno scolastico e non per anno solare ovvero dal 1° settembre al 31 agosto, gli insegnanti appartenenti a pensioni quota 96 devono attendere ancora per accedere alle loro pensioni.

 

 

 

 

Ma quando possono accedere alle pensioni quota 96?

 

Per i docenti di quota 96 l’arrivo della pensione non è previsto prima del compimento dei  60 anni con 36 anni di contribuzione; oppure con 61 anni di età e almeno 35 anni di contribuzione; oppure ancora con 40 anni di contribuzione e in questo caso  si può andare in pensione con qualsiasi età anagrafica. La quota 96 deve essere raggiunta in modo pieno, cioè senza neppure un giorno in meno.

Per coloro che hanno avanzato domanda di pensionamento entro il 31 agosto 2011 i requisiti previsti dal regime della Quota 96 potevano essere maturati fino al 31 agosto 2012, accedendo così al regime pensionistico dal successivo 1° settembre. Il Governo Monti, indicando il 31 dicembre 2011 come data di “separazione”, ha però di fatto privato oltre 3.500 insegnanti (colpevoli di aver perfezionato i requisiti dopo tale data) della possibilità di ritirarsi dal lavoro, pur avendone diritto.

La dichiarazione del presidente dell’INPS Antonio Mastrapasqua subito dopo l’entrata in vigore della Riforma Fornero ha rilasciato una dichiarazione molto discussa dalle associazioni di categoria: “l’età pensionabile è agganciata all’aspettativa di vita perché per fortuna si vive di più, quindi si lavorerà di più e si percepirà una pensione per più tempo (…) La riforma è cominciata vent’anni fa con Amato, poi con Dini e tutti i governi che si sono susseguiti. Di fatto la riforma Monti-Fornero, chiude un ciclo di transizione molto lungo (…) L’età pensionabile è agganciata all’aspettativa di vita perché per fortuna si vive di più, quindi si lavorerà di più e si percepirà una pensione per più tempo (…) La riforma è cominciata vent’anni fa con Amato, poi con Dini e tutti i governi che si sono susseguiti. Di fatto la riforma Monti-Fornero, chiude un ciclo di transizione molto lungo”.

Gli insegnanti, riguardo le pensioni quota 96, che hanno avanzato ricorso hanno ottenuto soddisfazione in diversi casi sia con i ricorsi al TAR e alla corte dei conti ma non esiste ancora alcuna rettifica ufficiale a questa legge palesemente sbagliata.

 

Fonte: Compartoscuola2012 / Tecnica della Scuola

 

Valentina Stipa

 

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8 Commenti a “Pensioni Quota 96: Storia di una ingiustizia”

  1. Lorenzo52 Says:

    Scusate, ma anche conteggiando sino al 31-12-2011, 59 anni e 9 mesi + 37 anni di contributi non fanno 96 pieno? La stessa Legge porta l’esempio e quando dice “60 anni e 4 mesi di età + 35 anni e 8 mesi di contributi” non possono avere un significato monodirezionale ovvero vale anche “59 anni e 9 mesi di età + 37 anni di contributi”. O no?

  2. michele 53 Says:

    Lorenzo 52 sono pienamente d’accordo con te. MIa moglie si trova nella stessa condizione: al 31/12/2011 aveva 59 anni di età e 37 di contributi uguale a quota 96 e purtroppo deve lavorare ancora. E’ una grande ingiustizia. nessuno si rende conto della fatica fisica e mentale che è costretta a fare una insegnante di 60 anni, con una classe di 26 bambini. Signora Fornero provare per credere. Provi a fare solo una settimana in una classe delle primarie e poi potrebbe dire la sua e leggiferare. così è fare le cose alla carlona!

  3. Giusy 52 Says:

    Io al 31-12-2011 avevo 59 anni 9 mesi e 15 giorni +, 39 anni 4 mesi e 19 giorni di contribuzione, quota 96 ampiamente superata. Purtroppo non avevo i fatidici 60! A luglio avevo la certezza del pensionamento da settembre 2012 invece, grazie alla Signora Fornero, sono ancora in servizio e dovrò restarci fino al 1-9-2014 perchè mi mancano 11 giorni per completare i 41 e 5 mesi richiesti entro il 31-12-2013. NO COMMENT!!!

  4. Antonio da Alghero Says:

    Il discorso che non c’è copertura finanziaria per i quota 96 è puerile, tutti a parole dicono di essere d’accordo ma nei fatti è un continuo rinvio e una umiliazione che non ha pari, su una ingiustizia e una discriminazione lampante.

  5. luigi Says:

    Chiacchiere – chiacchiere – chiacchiere: dicono che non c’è la copertura finanziaria e si sperperano milioni di euro per politici inefficienti, corrotti e e ladri. Vergognatevi!!!

  6. matteo Says:

    continuo a non capire perché la quota 96 vale solo per gli insegnanti e non per tutti gli altri lavoratori è semplicemente assurdo.
    basta con le lobby e le categorie vogliamo leggi uguali per tutti , l’alternativa è : separiamoci definitivamente dal sud e dai lavoratori pubblici.

  7. patrizia Says:

    quota 96 deve valere per tutti e non solo per il comparto scuola! Ora, noi ex quota 96, e non vale solo per gli insegnanti, siamo stanchi di lavorare vogliamo lasciare il posto ai giovani e poter spendere la nostra liquidazione con qualche viaggio o spesa prima di morire! Perché è questo che forse i nostri politici si aspettano! Allungando sempre di più gli anni di lavoro forse, e non solo forse, perché io ho perso tre care amiche due più giovani di me, la maggior parte della popolazione non andrà più in pensione! E cosi tutti i politici continueranno a mantenersi i loro stipendi favolosi e i loro privilegi inauditi, senza un minimo di pensiero: per gli imprenditori che per disperazione continuano ad uccidersi, per le migliaia di persone che si trovano senza stipendio e
    senza pensione, per i giovani che non possono entrare nel mondo del lavoro, per noi anziani che non ci vogliono far lasciare il posto di lavoro ai giovani. E’ questa l’Italia in via di ripresa come commenta il premier Letta!!!!!!

  8. antonio da alghero Says:

    Se nel 2012 avevo 98 anni fra età anagrafica ed età contributiva adesso nel 2014 ne ho 100, intanto un precario che nel 2012 aveva 45 anni nel momento in cui dovesse essere inserito sarebbe anche lui già vecchio, questo sta succedendo a forza di rinvii di anni, non ci si rende conto che il tempo non può essere fermato da nessuno; e se nessuno risolverà questo problema alla fine sarà come quando si rompe una diga!!!!

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