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Permessi per i Dipendenti Pubblici: Tutti i casi in cui si possono richiedere



Permessi per i Dipendenti Pubblici: Tutti i casi in cui si possono richiedere
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Permessi per i dipendenti pubblici: Cosa sono e come richiederli

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PermessiperDipendentiPubbliciStataliI permessi per i dipendenti pubblici danno diritto ad assentarsi dal lavoro per determinati motivi quali, lutto o grave infermità, cariche pubbliche elettive etc., mantenendo il proprio posto di lavoro, il trattamento retributivo e il riconoscimento dell’anzianità di servizio. Di solito ad un ente o amministrazione grava maggiormente il costo dei permessi retribuiti rispetto alla paga legata ai giorni di ferie. Per questo motivo il datore di lavoro preferisce che i propri dipendenti si avvalgano prima dei permessi retribuiti e successivamente delle ferie. La legge e la contrattazione collettiva nazionale dei singoli comparti disciplinano questa materia e, anche se i singoli comparti possono regolamentare l’istituto dei permessi in modo differente, ci sono delle linee guida comuni.;

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Permessi per i dipendenti statali e pubblici: Permessi a ora, permessi a giornata

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Il Decreto Legge 112/2008, convertito nella Legge n. 133/2008 regolamenta i permessi per i dipendenti pubblici indicandone le modalità di fruizione e interviene sulla Legge 104/1992 che disciplina, specificatamente, i permessi riservati ai lavoratori disabili e ai familiari che li assistono.

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Secondo la Legge n. 133, i Contratti Collettivi devono indicare chiaramente l’esatto monte ore dei permessi per evitare che il dipendente pubblico scelga regolarmente come giorni di permesso lavorativo quelli in cui l’orario è maggiore. Il Dipartimento Funzione Pubblica, con la Circolare 7/2008, precisa ulteriormente questo punto indicando che il dipendente può beneficiare sia dei permessi a ora che dei permessi a giornata, ma che i contratti collettivi devono conteggiare il massimo di ore fruibili nel mese.

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Per comprendere meglio, prendiamo come esempio il Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro dei dipendenti delle Regioni e autonomie locali che prevede che i dipendenti possano usufruire di tre giorni di permessi lavorativi anche in modo frazionato, per un massimo di 18 ore mensili. Quindi, se il lavoratore sceglie come giornata di permesso una in cui l’orario di lavoro è maggiore, le ore godute saranno sottratte dal monte ore complessivo.

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Non possono beneficiare dei permessi per i dipendenti pubblici i lavoratori a domicilio; gli addetti ai lavoro domestici e familiari; i lavoratori agricoli a tempo determinato occupati a giornata; i lavoratori autonomi; i lavoratori parasubordinati.

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Permessi per disabili gravi e familiari

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Per quanto riguarda i portatori di handicap e i loro familiari, si parla di permessi retribuiti, previsti sia per i lavoratori dipendenti che per quelli del settore privato.

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Secondo la normativa vigente, ai disabili gravi spettano 2 ore al giorno o 3 giorni al mese, anche frazionabili in ore, di permessi per i dipendenti pubblici.

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I genitori di bambini sotto i tre anni, affetti da grave disabilità, possono prolungare il periodo di astensione facoltativa dal lavoro oppure possono usufruire di 2 ore di permesso al giorno fino al compimento o, in alternativa, di 3 giorni al mese anche frazionabili in ore.

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Anche il coniuge può usufruire di 3 giorni al mese, frazionabili in ore, di permessi retribuiti per l’assistenza del familiare disabile.

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I 3 giorni di permessi mensili possono essere fruiti anche da parenti ed affini entro il 3° grado nel caso in cui i genitori del disabile siano deceduti o abbiano superato i 65 anni di età o siano anche loro affetti da patologie invalidanti. La stessa regola vale per l’assistenza ai minori di tre anni affetti da disabilità.

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 Permessi per lutto o grave infermità

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I dipendenti pubblici hanno diritto, entro i sette giorni successivi alla data del decesso, a 3 giorni complessivi di permesso retribuito all’anno per ogni evento luttuoso che coinvolga un parente entro il secondo grado (nonni, nipoti etc), un componente della famiglia anagrafica e il coniuge (anche legalmente separato). Questi giorni devono essere fruiti continuativamente, compresi i giorni festivi e non lavorativi. Nel comparto Regioni ed Enti Locali, il permesso per lutto è valido anche per il decesso degli affini entro il primo grado (suoceri). I permessi per i dipendenti pubblici possono essere fruiti secondo le stesse modalità in caso di grave infermità di un componente della famiglia e devono essere utilizzati entro sette giorni dal dall’accertamento dell’insorgenza della grave infermità.

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Permessi per i dipendenti della PA: Permessi per motivi personali

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I permessi contemplano la possibilità di beneficiare di 3 giorni di permesso retribuito all’anno per particolari motivi personali. Non esiste all’interno dei CCNL una precisa indicazione che stabilisca in quali casi concedere il permesso; sarà l’Ufficio del Personale dell’azienda, allora, a valutare se la motivazione che spinge il lavoratore a richiedere un permesso retribuito possa rientrare tra i “gravi motivi personali” e a stabilire se concedere o meno questi giorni di permesso considerando anche le esigenze organizzative dell’azienda.

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Permessi per matrimonio e nascita dei figli

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In caso di matrimonio il dipendente ha diritto a 15 giorni consecutivi di assenza dal lavoro pagata. Tali permessi non influiscono sui giorni di ferie maturati e sono considerati ai fini dell’anzianità di servizio. In caso di nascita dei figli, i papà lavoratori possono beneficiare di circa 3 giorni di permessi retribuiti.

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Permessi per concorsi ed esami

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I dipendenti pubblici possono usufruire di 8 giorni di permesso retribuito all’anno per sostenere concorsi o esami. Il giorno di permesso vale solo per quello di svolgimento della prova. Se non se ne beneficia nel corso dell’anno solare, questi permessi non potranno essere cumulati con quelli spettanti per l’anno successivo. Il dipendente pubblico che chiede il permesso per accedere ad un concorso o esame deve presentare al suo datore di lavoro la certificazione rilasciata dalla Commissione esaminatrice.

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Permessi per cariche pubbliche elettive

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Nei Comuni con più di 500.000 abitanti, i dipendenti pubblici possono chiedere dei permessi per presiedere alle sedute dei consigli presso i quali sono stati eletti (consiglio comunale, provinciale etc.).

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Con la “riforma Monti” si è stabilito che il permesso viene concesso per il tempo strettamente necessario alla partecipazione a ciascuna seduta e per il raggiungimento del luogo di suo svolgimento. Se la consultazione si protrae oltre la mezzanotte, il giorno successivo il dipendente può assentarsi dal servizio. I lavoratori che ricoprono particolari cariche elettive (presidente di consiglio comunale o provinciale, assessori comunali etc.) possono beneficiare di permessi retribuiti per un massimo di 24 ore lavorative al mese, aumentate a 48 nel caso in cui ricoprano la carica di presidente della provinca, sindaco etc.

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Permessi per i dipendenti pubblici: Permessi per donazione sangue

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Il dipendenti pubblici che donano almeno 250 grammi del loro sangue hanno diritto ad astenersi dal lavoro per l’intera giornata in cui effettuano il prelievo. Il datore di lavoro deve retribuire il lavoratore per la giornata di permesso, ma può chiedere il rimborso all’INPS. Il lavoratore ha anche diritto all’accredito dei contributi previdenziali, senza oneri a suo carico, per i periodi durante i quali non ha prestato attività lavorativa.

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Permessi per donazione di midollo osseo

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I lavoratori dipendenti, se donatori di midollo osseo, hanno diritto a permessi retribuiti per il tempo necessario alla complessa procedura finalizzata al prelievo e al completo ripristino del loro stato fisico secondo quanto certificato dal medico competente. Il dipendente, inoltre, ha diritto ai contributi accreditati, senza oneri a suo carico, per periodi durante i quali non ha prestato attività lavorativa.

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Permessi studio

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Possono servirsi dei permessi studio tutti i lavoratori studenti che risultano iscritti e che seguono regolari corsi di studio. Solitamente l’ammontare dei permessi studio è di 150 ore nel corso di un triennio, ma le ore possono aumentare fino a 250 se il titolo di studio che il dipendente vuole conseguire è della scuola dell’obbligo. In più, sono previsti dei permessi giornalieri per sostenere i singoli esami.

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I permessi studio possono essere usati solo per la frequenza dei corsi e non per la preparazione dell’esame. I dipendenti non sono tenuti a prestare lavoro straordinario o a lavorare durante i riposi settimanali e possono richiedere di essere inseriti all’interno di una turnazione che permetta loro di agevolare la frequenza delle lezioni.

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Permessi per i dipendenti della PA: Permessi per attività sociali e di volontariato

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Possono essere concessi particolari permessi retribuiti ai dipendenti pubblici che svolgono attività di volontariato presso enti, come la Protezione civile, che operano a favore della solidarietà sociale.

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In tutti casi sopra descritti, quando il dipendente chiede di poter usufruire dei permessi , deve apportare pertinente documentazione che attesti la sua impossibilità a recarsi sul posto di lavoro.

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Patrizia Caroli

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