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Personale dell’Esercito: gli straordinari e l’attività fuori sede



Personale dell’Esercito: gli straordinari e l’attività fuori sede
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Per il personale impiegato presso l’Esercito italiano esistono particolari fattispecie che vanno a definire in maniera molto peculiare la importante questione del lavoro straordinario. Lavoro straordinario che si articola in vari rami sottotematici: le attività fuori sede, le eccedenze lavorative e tutta una serie di prestazioni riconducibili in un modo o nell’altro alla grande famiglia del lavoro straordinario, appunto. Andiamo ad osservarne le principali caratteristiche.

 

Personale dell'Esercito

Esercito italiano, l’attività in territorio estero

 

Discreto rilievo assume in questa direzione, ad esempio, il tema dell’attività fuori sede in territorio estero: infatti al personale in servizio in territorio estero percettore dell’indennità di missione estera non compete il compenso per lavoro straordinario. È la legge a statuire ciò. Al contrario, con riferimento al personale impiegato presso l’esercito che partecipa alle missioni internazionali per le quali non è attribuito il trattamento economico di missione estera (il cosiddetto “contingente”) la “musica” cambia: in questo caso il compenso per lavoro straordinario può essere corrisposto oltre i limiti stabiliti dal monte-ore individuale.

 

Il lavoro straordinario fuori sede e le indennità

 

In seconda istanza va poi detto che le prestazioni di lavoro straordinario rese durante le attività fuori sede danno diritto al compenso in denaro ovvero al recupero compensativo secondo le medesime modalità e misure previste per le attività svolte nell’ordinaria sede di servizio: in tale circostanza il compenso per lavoro straordinario è cumulabile con l’indennità di missione.
Ma come ottemperare al calcolo delle eccedenze lavorative? Soltanto le ore di lavoro effettivamente prestate dovranno essere conteggiate in relazione a tali eccedenze: consequenzialmente dal computo vengono esclusi i tempi di pernottamento, permanenza libera fuori sede, viaggio da e per il luogo di missione (con l’eccezione rilevante di coloro che nel corso del viaggio stesso svolgono attività lavorativa vera e propria, ovvero autisti e Comandanti di colonne).

 

Personale dell’Esercito italiano: la certificazione per le eccedenze lavorative

 

È necessaria una certificazione per le eccedenze lavorative prestate nel corso dell’attività fuori sede? La risposta è ovviamente affermativa, la certificazione è imprescindibile. A tal fine bisogna produrre un apposita dichiarazione, dall’Ente (o Reparto) presso cui l’attività è stata svolta. Tale tipologia di certificazione non è richiesta invece per il personale dirigente.
Per completare il discorso va poi detto che il pagamento dello straordinario al personale inviato in missione è a carico dell’Ente nel cui interesse la missione è svolta. La normativa attuale ha previsto il pagamento delle ore di viaggio, quando effettuate in eccedenza all’orario giornaliero, con una maggiorazione dell’indennità di missione di 6 euro per ogni ora,  non cumulabile in alcun modo con il compenso per lavoro straordinario. Nel caso specifico in cui il servizio si protragga oltre le ore 24 (mezzanotte) per un lasso di tempo superiore alle tre ore, il dipendente ha diritto ad un intervallo per il recupero psicofisico non inferiore a dodici ore.
Sono quindi molteplici e diversificati tra loro gli aspetti che caratterizzano il tema della retribuzione e della disciplina generale dell’attività fuori sede per ciò che riguarda il personale impiegato presso l’Esercito italiano.

 

Fonte: Direttiva Stato Maggiore dell’Esercito
Marco Brezza

 

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