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Polizia Di Stato. L’agente senza volto e la sua campagna fai-da-te



Polizia Di Stato. L’agente senza volto e la sua campagna fai-da-te
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Fonte: supu.it

Fonte: supu.it

Non si parla di stipendi, di pensioni, di carriere o di condizioni di lavoro. Per una volta tutto questo è relegato a contorno. Si parla di impegno e professionalità. Di passione e dedizione al proprio lavoro. Di rispetto per la divisa e per il coraggio che rappresenta.

 

Sul cartello in mano a quel poliziotto la cui foto campeggia su molti profilo dei social network significa tutto questo. “Chiediamo la certezza della pena perché chi delinque è consapevole che rimarrà impunito, ed ogni nostro sforzo sarà sempre inutile”. Recita così quel foglio in A4, che racchiude tutta la frustrazione di una categoria che per non perdere la propria dignità professionale, si affida al fai-da-te.

 

 

Polizia Di Stato. Un Viso Coperto, Il Viso Di Tutti

 

 

Il nome di chi regge quel cartello non è stato reso noto, pertanto si possono fare solo supposizioni, ma è certamente possibile che tale gesto sia scaturito dalle ultime dichiarazioni arrivate anche dalla Santa Sede, rispetto a una possibile nuova amnistia che preoccupa non poco tutti gli agenti che lavorano per catturare i delinquenti, ma anche i baschi blu, delegati a far rispettare la legge dietro le sbarre.

 

Approvazione unanime da più parti per questo poliziotto senza volto, che ottiene sostegno e solidarietà da parte di tutte le sigle sindacali, senza distinzione alcuna.

Uno tra tutti, il Consap che in una nota a commento del post, dichiara: “L’unico modo per ridurre la criminalità è quello di far capire a queste persone che chi sbaglia paga. Con la galera. Noi abbiamo sempre fatto il nostro mestiere, abbiamo le scrivanie piene di fogli di richieste di arresto. Ma i giudici decidono sempre il contrario, e il più delle volte rimettono in libertà ladri e balordi. Una battaglia persa in partenza”.

 

Giuseppe Moretti, Presidente della U.S.P.P. (Unione Sindacati Polizia Penitenziaria già UGL Polizia penitenziaria) in una nota ufficiale del sindacato ha sottolineato come non si possa pensare che “la Politica italiana possa occuparsi esclusivamente di adottare estemporanei provvedimenti di amnistia o indulto dei detenuti, non salvaguardando le condizioni di lavoro del personale di Polizia Penitenziaria. (…) riteniamo che occorra lavorare tutti per la realizzazione di strutture penitenziarie più moderne e vivibili, che contribuiscano al raggiungimento sia degli obiettivi di rieducazione dei condannati sia di garanzia della sicurezza delle carceri italiane e di salvaguardia dei diritti degli operatori penitenziari, primi tra tutti il personale di Polizia Penitenziaria”.

 

Al di là dei commenti inevitabilmente positivi a questa iniziativa, rimane l’amaro in bocca per un gesto disperato. che dovrebbe far riflettere, che dovrebbe suggerire un esame di coscienza ai vertici, istituzionali e non solo. Che dovrebbe cospargere cenere sul capo di molti.

 

 

 

 

Fonte: supu / consap / uglpoliziapenitenziaria

 

 

 

 

Valentina Stipa

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