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Archivi per la categoria 'Polizia di Stato'

mer, giu 22, 2016  Valentina
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Fonte: padova24ore.it

Fonte: padova24ore.it

Se vi è capitato di assistere a un incidente stradale, anche di poca cosa, oppure di transitare da un luogo dove ne era appena avvenuto uno, potete confermarlo.

Molto spesso a intervenire è la polizia di stato. Ma come mai? Ben inteso: l’intervento dei poliziotti in casi di sinistri stradali è cosa assodata e del tutto lecita.

 

Ma siamo così certi che in un momento sociale come questo, in cui il pericolo si nasconde davvero in mezzo a noi e in cui i tagli al comparto sicurezza hanno visti picchi al ribasso come mai prima d’ora, che l’impiego della polizia di stato sia proprio la cosa giusta? In fondo non bastano i vigili urbani?

 

 

 

Polizia di stato. Il conflitto vero è nella normativa

 

 

 

E dire che non più tardi di qualche mese fa, proprio Alessandro Pansa, direttore generale della pubblica sicurezza, aveva esortato, con particolare attenzione alle ore serali, a non fai intervenire la polizia in caso di sinistri stradali, poiché questo modus operandi “sta determinando importanti riflessi in termini di distoglimento dai primari compiti istituzionali, allorquando la competenza, in via prioritaria, dei predetti servizi è affidata alla polizia locale”.

 

È ciò che si legge nella circolare del ministero dell’Interno, datata 18 gennaio 2016. Questa circolare però riprende quanto stabiliva già un’altra circolare nel lontano 2007.

 

Dunque un annoso problema che va avanti da diverso tempo, senza alcun cambiamento concreto. Questo ritardo di allineamento tra realtà e circolari del ministero è dettato di fatto da un’incongruenza normativa.

 

Se da un lato queste circolari prevedrebbero l’allontanamento della polizia dall’ambito dei sinistri stradali, dall’altro esiste anche l’articolo 11 del nuovo codice della strada che stabilisce come le rilevazioni degli incidenti stradali rientri nei compiti della polizia stradale, ovvero della polizia di stato.

 

È evidente che ci sia una base legislativa che non rende le cose facili. Di fatto non si può negare che le polizia locali collaborino per quanto possibile alla gestione dei sinistri stradali. Ma lo fanno nel più ampio spirito di collaborazione appunto, non all’interno di un cotesto strutturato in modo assegnare compiti precisi e limiti di competenza altrettanto chiari.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Valentina stipa

 

 

 

 

 

 

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gio, nov 5, 2015  Valentina
Polizia Stradale. L’Importanza Dell’Omicidio Stradale
4.53 (90.67%) 15 Vota Questo Articolo

Fonte: contattonews.it

Fonte: contattonews.it

Noi non abbiamo nulla da festeggiare e state pur certi che non brinderemo quando il primo assassino al volante sarà condannato. (…) Però saremo ancora più fieri di quanto non lo siamo adesso, perché sapremo che al dolore della perdita non dovrà aggiungersi la frustrata impotenza di assistere alla pagliacciata di un processo penale nel quale l’unico a guadagnarci è proprio il carnefice”.  Questo uno dei primi commenti a caldo dell’ASAPS, associazione sostenitori amici della polizia stradale, dopo il sì della camera alla legge che introduce il reato di omicidio stradale.

 

Si tratta di una novità assoluta in Italia. Il risultato di una battaglia durata anni, che in modo indiretto migliorerà anche le condizioni di lavoro degli agenti della strada.

 

Proprio in questi giorni infatti è stato presentato il Rapporto Nazionale sull’attività delle polizie locali, il cui punto focale è proprio “la rapida approvazione del disegno di legge sulla sicurezza urbana, che dà più poteri e responsabilità alle polizie locali”.

 

 

Polizia Stradale. “Certezza Della Pena Oppure I Nostri Sforzi Restano Inutili”

 

 

Seppure tra mille polemiche e qualche incisiva modifica rispetto al testo originale, il reato di omicidio stradale ha ottenuto il primo via libera, spianandosi la strada verso l’ufficiale approvazione. Si tratta di un passo avanti non solo in termini di educazione civica, ma anche in termini di qualità della vita degli agenti che ogni giorno difendono le nostre strade. Noi automobilisti. Noi pedoni.

 

Diamo un po’ di numeri per capire il diretto collegamento tra il potenziale deterrente dell’omicidio stradale e il lavoro della polizia stradale. Gli agenti impiegati per la sicurezza dei 7 mila chilometri di autostrade e 450.000 di reti primarie su cui transitano qualcosa come 42.000.000 di veicoli sono suddivisi in circa 1.500 pattuglie al giorno, per un totale complessivo di poco meno di 12.000 poliziotti.

Rischiare la galera per superficialità al volante che provoca un morto, in un paese come l’Italia, potrebbe certamente aiutare a sviluppare un senso civico che al di là delle regole e delle leggi, purtroppo fa fatica ad emergere. O meglio, di fatto non esiste.

 

Anche il sindacato di categoria Consap, in merito all’omicidio stradale, sottolinea come sia “necessario per evitare il calvario delle vittime e dei loro familiari che fra pene miti, patteggiamenti e processi farsa, vedono delusa la loro richiesta di giustizia. Una richiesta in tal senso arriva anche dai cittadini e dai colleghi; sul nostro sito il sondaggio sull’introduzione dell’omicidio stradale ha visto il 90% di voti favorevoli”. Un tema quindi che sta a cuore anche agli appartenenti alle forze di polizia, come cittadini e come agenti.

 

Ecco che con l’omicidio stradale e lo strascico di polemiche sugli anni di detenzione previsti si incastra anche la protesta proprio di un poliziotto che chiede, grida la certezza della pena per non vanificare i suoi sforzi e quelli di centinaia di suoi colleghi in divisa. Il suo cartello sul web ha fatto storia e ha trasformato la sua solitaria protesta in un grido di aiuto virale che si è diffuso sui social a una velocità incredibile.

 

 

 

Polizia Stradale. Arriva Il Monito: Rigate Dritto!

 

 

Quella dell’introduzione del reato di omicidio stradale è senza dubbio uno dei traguardi più importanti dell’Asaps. La quale però non ha intenzione di fermarsi ed è già proiettata sulla prossima campagna per la sicurezza in strada, abbracciando un tema difficile da dimostrare in termini di numeri, ma del tutto attuale e altrettanto pericoloso come alcol o droga: i messaggi sul telefonino.

 

Se, secondo fonti Asaps, lo studio Ford, condotto su di un campione di oltre 10.000 cittadini europei, ha fatto emergere come  la maggior parte degli utilizzatori di smartphones, non ne interrompono l’utilizzo quando attraversano la strada, un 35enne romagnolo ha voluto invece sensibilizzare l’opinione pubblica su coloro che non  interrompono l’invio di un sms quando sono al volante.

 

Su questi casi non esistono statistiche, denunciano dalla polizia di stato, ma il problema c’è tutto ed è in crescita. La prova sono le decine di campagne internazionali don’t text and drive che non hanno un  corrispettivo in Italia.

Fino ad oggi. Fino ai 40 secondi di Riga Dritto: https://www.youtube.com/watch?v=k-UOILdZRfQ

 

 

 

 

Fonte: asaps / poliziamunicipale / consap / infiltrato

 

 

 

Valentina stipa

 

 

 

 

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gio, ott 22, 2015  Valentina
Polizia. L’altezza non è più importante
4.5 (90%) 2 Vota Questo Articolo

Fonte: supu.it

Fonte: supu.it

Arriva il sì del senato al nuovo regolamento di attuazione della legge che abolisce i limiti di altezza per l’accesso alle forze armate e alle forze dell’ordine.

 

Ora manca unicamente l’esame conclusivo da parte del Consiglio dei Ministri e poi l’emanazione su Gazzetta Ufficiale. (…) lo schema di decreto potrebbe essere pubblicato nella Gazzetta Ufficiale intorno alla metà di novembre. In ragione di ciò, i bandi per le accademie ufficiali e marescialli -previsti per la fine dell’anno corrente e per l’inizio del 2016 rientreranno sicuramente nella nuova disciplina.

A dirlo è Domenico Rossi, Sottosegretario alla Difesa. Si tratta quindi di circa la metà mal contata degli stimati 9000 volontari che si accingeranno ad affrontare un concorso all’interno del comparto sicurezza.

 

 

Polizia. Ecco I Nuovi Criteri Di Selezione

 

 

Al posto del parametro di altezza, il nuovo regolamento indica composizione corporea, forza muscolare e  massa metabolicamente attiva, quali requisiti che i candidati dovranno avere per poter indossare una divisa.

 

Questi requisiti esattamente come è stato per quello dell’altezza si distinguono tra uomini e donne.

Quindi ad esempio la percentuale di massa grassa nell’organismo dovrà essere non inferiore al 7% e non superiore al 22% per i candidati di sesso maschile e non inferiore al 12% e non superiore al 30% per quelli di sesso femminile.

La forza muscolare dovrà essere non inferiore a 40 kg per gli uomini e a 20 kg per le donne mentre per ciò che riguarda l’ultimo parametro, cioè la massa metabolicamente attiva, misurata in percentuale di massa magra, dovrà essere non inferiore al 40% per i maschi ed al 28% per le femmine.

Ad oggi però fino a quando il regolamento non entrerà in vigore, rimangono in essere i vincoli dell’altezza.

 

Questo cambiamento di fatto è epocale e garantirà nell’intento dei  legislatori i diritti costituzionali di quanti vogliono impegnarsi nel settore della difesa ed eliminare così una discriminazione tra i giovani che, in un momento di difficoltà per l’occupazione, possono trovare nell’arruolamento nelle Forze armate, di polizia e nei vigili del fuoco un’importante occasione di lavoro.

 

 

 

Fonte: / repubblica

 

 

 

Valentina stipa

 

 

 

 

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ven, ott 9, 2015  Valentina
Polizia Penitenziaria. Rinnovo contratti ancora nessuna novità
4.67 (93.33%) 6 Vota Questo Articolo

Fonte: sapaf.it

Fonte: sapaf.it

Che siano fermi da oltre 6 anni lo sappiamo già. Che tale condotta sia incostituzionale lo sappiamo già.  Che la questione sia sulle scrivanie istituzionali dal lontano 2009 sotto il capitolo “risanamento dei conti pubblici” è altrettanto noto.

 

E allora perché la situazione è in stallo?

Nessuno lo sa. Ma i sindacati non dimenticano l’incostituzionale blocco dei contratti di lavoro e ogni tanto buttano un po’ di benzina sul fuoco, affinché non passi in sordina un tema che riguarda non solo gli agenti penitenziari ma, più in generale tutti gli agenti di polizia.

 

Polizia penitenziaria. Il Rinnovo Contrattuale In Numeri

 

 

La sentenza della corte costituzionale che ha dichiarato l’illegittimità del mancato rinnovo dei contratti pubblici della categoria ha di fatto obbligato il governo a prendere atto della questione che, ricordiamolo, coinvolge qualcosa come 3 milioni e 300 mila lavoratori.

 

Per questo pare, da voci di corridoio che al momento non hanno visto alcun riscontro concreto nella realtà, che il ministro dell’economia stia già lavorando alla ricerca dei fondi perduti.
Sbloccare i contratti di lavoro infatti costerà alle tasche statali qualcosa come 13 miliardi di euro. Un importo stimato sulla base dei rilevamenti istat relativi agli aumenti. L’unico passo certo del governo è quello di aver dichiarato di recuperare questa somma nel triennio 2016/2018, iniziando quindi con la prossima legge di stabilità.
Più nel dettaglio, la spesa prevista per il prossimo anno sarà di 1.7 miliardi, per il 2017 4.2 miliardi e i rimanenti 6.7 miliardi per il 2018. La traduzione di questi numeri per le tasche dei lavoratori fa molto meno eco: l’aumento di stipendio annuo previsto infatti da gennaio 2016 è di circa 486€, quindi 37 euro lordi mensili in più. Che diventano 92 nel 2017 e 147 nel 2018.

 

 

Ma questo adeguamento spalmato su tre anni non è sufficiente. Chi ripaga infatti i lavoratori per gli anni di congelamento stipendio che hanno ingiustamente subito? Secondo la corte costituzionale che ha dichiarato l’illegittimità di questo congelamento infatti lo stato dovrà prevedere un indennizzo una tantum ancora da quantificare. Quanti anni ci sarà da aspettare per avere la certezza di questo rimborso? Forse servirà un’altra sentenza. O forse non basterà.
Fonte: sappe / supu/poliziapenitenziaria

 

 

 

 

Valentina Stipa

 

 

 

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lun, ott 5, 2015  Valentina
Polizia. Un incontro per eliminare le distanze
3 (60%) 2 Vota Questo Articolo

A volte si può stare tutti intorno allo stesso tavolo di discussione, perfino sullo stesso palco ad affrontare temi spinosi e drammatici. Per qualcuno dolorosi all’ennesima potenza. Ma a volte si può.

Fonte: favacarpediem.wordpress.com

Fonte: favacarpediem.wordpress.com

 

Accade ad esempio nella sala Estense di Ferrara, dove la commissione diritti umani di Palazzo Madama ha organizzato l’incontro che apre una due giorni dedicata ai dieci anni dalla scomparsa di Federico Aldrovandi.

 

 

Polizia. I Casi Aldrovandi Mostrano La Debolezza Del Corpo

 

 

 

Questo incontro, oltre a mostrare finalmente che tra cittadini e polizia non c’è una distanza insormontabile, ha messo in evidenza anche molte mancanze proprio del corpo dei nostri uomini in divisa, sottolineando come sia “necessaria una polizia preparata e professionale, che colmi il difetto di preparazione culturale che si è evidenziato”. A dirlo è Lorena La Spina, segretario nazionale dell’Associazione funzionari di polizia.

 

Daniele Tissone, segretario generale di Silp Cgil, non ha invece avuto mezze misure riguardo al proprio corpo di appartenenza, parlando di decadenza, di “degenerazione della polizia, sempre più composta di elementi provenienti dall’esercito, militarizzata, sempre meno bilanciata nella sua componente di genere”.

 

L’obiettivo da perseguire sarebbe dunque per il sindacalista “quello di una polizia civile, formata, che rispetti per prima le norme di trasparenza, rispetto e democrazia. Ma tutto ciò non può dipendere solo dai vertici del corpo di polizia. Piuttosto dalla sua collaborazione stretta con le istituzioni e più in particolare dalla politica che gioca un ruolo importantissimo in questo senso”.

 

Proprio la politica su quello steso palco a Ferrara, attraverso le dichiarazioni del senatore Luigi Manconi fa un mea culpa, sottolineando come la stessa sia colpevole di aver stretto patti con “con i settori più deteriori del corpo, che accetta salari bassissimi, formazione sempre meno vincolante, in cambio di protezione”.

 

Polizia. Serve Cambiamento Radicale. A Iniziare Dal Reclutamento

 

 

Questo genere di iniziative non compensa, ma sicuramente bilancia quelle molto meno eleganti che hanno regalato fiumi di applausi a tre dei quattro agenti condannati in via definitiva per la morte di Aldrovandi avvenuta durante un normale controllo di polizia, il 25 settembre del 2005, a Ferrara, all’interno di una iniziativa organizzata dal sindacato di polizia Sap in una nota città romagnola.

 

Ogni secondo di quell’applauso riservato agli agenti condannati per la morte del giovane e regolarmente reinseriti in servizio era una coltellata non solo per i familiari di Federico, ma anche per tutti gli agenti di polizia che credono nel corpo, nella divisa e nella issione che svolgono.

 

Chi sbaglia deve pagare. Polizia o civile non fa differenza. O forse sì. Se a sbagliare in questo modo è chi dovrebbe proteggerci, la punizione dovrebbe essere maggiore.

 

 

Fonte: supu / ilfattoquotidiano

 

 

 

 

Valentina Stipa

 

 

 

 

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