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lun, apr 7, 2014  Patrizia Caroli
Polizia di Stato: Tutte Le Informazioni Su Cambi Turno E Reperibilità 2014 4.00/5 (80.00%) 1 Vota Questo Articolo

C’è movimento da qualche settimana a questa parte attorno al delicato tema dei cambi turno e dell’istituto della reperibilità del personale di Polizia. Proprio a questo riguardo risulta molto importante il documento firmato da tutte le maggiori sigle sindacali afferenti alle forze di polizia relativo all’incontro avvenuto a Roma nello scorso mese di marzo: l’incontro era incentrato sul fondo per l’efficienza dei servizi istituzionali relativo all’anno 2013 e sull’analisi dei dati relativi allo stesso anno per tutti gli uffici centrali e territoriali a proposito di cambi turno e reperibilità.

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Fonte: quotidianoinfermieri.blogspot.com

Fonte: quotidianoinfermieri.blogspot.com

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Cambi turno e reperibilità, il sistema funziona

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All’interno dell’incontro, con particolare riferimento al tema dei cambi turno e della reperibilità dei dipendenti pubblici impiegati presso la Polizia, si è effettuata una analisi di tipo approfondito sui dati provenienti dal monitoraggio effettuato a livello nazionale tra tutti gli uffici centrali e periferici titolari di contrattazione decentrata: l’obiettivo era quello di verificare l’andamento dell’utilizzo e della fruizione dei cambi turno e dei turni di reperibilità.

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Il risultato della analisi ha confermato una generale e sostanziale tenuta del sistema: praticamente tutti gli Uffici analizzati sono rimasti dentro i limiti numerici assegnati di default per questo tipo di competenze, sintomo chiaro che conferma la funzionalità e la correttezza procedurale dei criteri utilizzati per i cambi turno.

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Come si delinea la disciplina dei cambi turno

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Constatati i risultati positivi, il criterio distributivo utilizzato per il 2013 verrà utilizzato anche nel 2014. Ma andiamo a vedere più da vicino come si delinea ed estrinseca la disciplina inerente al cambio turno per i dipendenti pubblici che fanno parte del personale della Polizia di Stato e delle altre forze dell’ordine presenti sul suolo italiano. L’istituto del cambio turno, infatti, si configura come la modifica dell’orario di lavoro programmato nel corso di una settimana: esso può essere utilizzato, secondo diverse opzioni e modalità, quando, ad esempio, lo voglia chiedere il personale interessato, attraverso richiesta giustificata ed in forma scritta “ad substantiam”. Il cambio turno può inoltre essere conferito d’ufficio: ciò avviene qualora si concretizzino particolari esigenze di servizio.

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Cambio Turno Polizia di Stato: un monito per il 2014

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Tra le caratteristiche intrinseche e necessarie del cambio turno d’ufficio vi sono poi: l’impossibilità di usufruirne più di una volta a settimana per singolo dipendente, il necessario utilizzo di criteri di rotazione (compatibilmente con la pianificazione del cambio turno di Polizia), la gestione centralizzata di competenza del dirigente, il quale ha l’obbligo di rispettare i diritti del personale impiegato nella stesura e nella gestione della rotazione e del cambio di turno stesso.

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Con riferimento più puntuale a ciò che è stato deciso nell’incontro delle sigle sindacali a Roma, va sottolineato il fatto che coloro che dovessero trovarsi ad aver superato nel 2013 il limite numerico di cambi turno e reperibilità assegnato, verranno formalmente richiamati con una specifica nota del Dipartimento della Polizia di Stato a prestare maggiore attenzione e ad avere una gestione più oculata per quanto riguarda 2014. Proprio in questa direzione vanno ad assestarsi le discipline complessive di cambi turno e reperibilità per l’anno da poco iniziato.

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Fonte: siap-polizia.org

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Patrizia Caroli

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ven, apr 4, 2014  Marco Brezza
Riordino Carriere Esercito e Polizia: dalla ragioneria arriva lo stop 5.00/5 (100.00%) 2 Vota Questo Articolo

Una sonora bocciatura: è proprio questo che è accaduto al tentativo di riordino per ciò che riguarda le carriere dei dipendenti di Esercito e Polizia di Stato nel nostro paese. Il progetto predisposto dal Ministro degli Interni Angelino Alfano (NCD) e da Mario Mauro (Scelta Civica) ha infatti ricevuto parere negativo, perentorio (ed anche molto severo) da parte della Ragioneria generale dello Stato.

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Fonte. controlacrisi.org

Fonte. controlacrisi.org

Riordino Carriere Comparto Sicurezza e Difesa: Una sonora bocciatura da parte della Ragioneria di Stato

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L’ipotesi presentata dai due rappresentanti del precedente Governo (anche se la posizione di Alfano è rimasta immutata nel trapasso tra i due esecutivi avvenuto nel mese di febbraio) a proposito della complessiva riorganizzazione del sistema della carriere per quello che riguarda i dipendenti pubblici impiegati presso le forze armate e di polizia non ha incontrato l’approvazione del dipartimento preposto alla rendicontazione generale dello Stato: automatico avanzamento di grado e unificazione verso l’alto dei ruoli direttivi erano i due punti-cardine dell’embrione di riforma presentato da Alfano e Mauro già a partire dalla scorsa estate. A parere della Ragioneria di Stato “la politica di riduzione delle dotazioni organiche dirigenziali del pubblico impiego, non avrebbe costi completamente sostenibili”: insomma, il sistema non avrebbe una corretta estrinsecazione operativa. Quello che si verrebbe a concretizzare con questo riordino strategico avrebbe infatti, sempre secondo la Ragioneria (che è un organo afferente al Ministero dell’Economia) l’effetto di consentire un indiscriminato avanzamento di grado e un ampliamento della dirigenza: tutto ciò non farebbe altro che assestare un evidente contraccolpo di tipo economico idoneo a creare squilibri con il resto del personale. Per non parlare di un chiaro incentivo ad una vera e propria “corsa all’oro” verso gli aumenti salariali. Come afferma la Ragioneria “l’unificazione verso l’alto dei ruoli direttivi e dei dirigenti si pone in netto contrasto con la politica di riduzione delle dotazioni organiche dirigenziali perseguita per tutto il pubblico impiego”.

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Un percorso tormentato che si è chiuso in questi giorni

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E pensare che lo scorso 8 di agosto il riordino pareva fatto (con cospicua soddisfazione dei movimenti sindacali): in quel giorno veniva infatti annunciato un disegno di legge preparatorio che si apprestava a stanziare 24 milioni per il 2014 e 119 per il 2015 con la prospettiva di far diventare, ad esempio, i commissari di Polizia e i maggiori dell’Esercito automaticamente dirigenti pubblici. Ma il percorso legislativo avrebbe subito poco dopo una battuta d’arresto: costi troppo elevati, mancata sostenibilità economica dell’operazione complessiva le cause dell’interruzione dell’iter legislativo. Ora la bocciatura definitiva ad opera dell’organo ministeriale che si occupa della tenuta della contabilità generale dello Stato italiano.

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Riordino carriere: costi non sostenibili

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La Ragioneria non lascia spazio a dubbi a riguardo: “Il disegno di legge proposto si pone in netto contrasto con la politica di revisione della spesa pubblica”. E non è mancato un neppure troppo celato richiamo alla serietà. Insomma, un piano in evidente contrasto con le politiche di “spending review” che lo Stato italiano in difficoltà sta portando avanti per trascinare l’Italia fuori dalle sabbie mobili della crisi economica più grave dal secondo dopoguerra ad oggi. È tempo di riflessioni. E di ricerca di idee per riorganizzare la macchina ed i meccanismi dell’impiego pubblico italiano in maniera più efficiente.

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Fonte: La Stampa

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Marco Brezza

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mer, mar 12, 2014  Marco Brezza
Riposo Compensativo Polizia di Stato: Tutto quello che dovrestri sapere 1.00/5 (20.00%) 1 Vota Questo Articolo

Polizia di Stato e diritti sindacali, un binomio che spesso si staglia all’orizzonte come uno scoglio dall’aspetto oscuro. Analizzandolo un po’ più da vicino si può constatare come, al suo interno, la disciplina di settore inerente al riposo compensativo Polizia di Stato assuma contorni abbastanza nitidi in relazione alle modalità di fruizione del riposo stesso. In questo senso, le prestazioni orarie di lavoro straordinario obbligatorio e programmato effettuate possono essere convertite, a richiesta del dipendente membro della Polizia di Stato, in un numero corrispondente di giorni di riposo compensativo.

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riposo compensativo Polizia di Stato

Riposo compensativo Polizia di Stato: la richiesta

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In ordine alla richiesta, l’accoglimento e l’eventuale diniego motivati, essi debbono essere formulati in forma scritta. Per ciò che inerisce al computo di ciascun giorno di riposo compensativo Polizia di Stato bisogna fare riferimento alla durata effettiva dell’orario di lavoro relativo al giorno in cui si è usufruito del riposo. Va sottolineato che le giornate di riposo compensativo qui menzionate devono tassativamente essere utilizzate all’interno dell’orizzonte temporale dell’anno successivo a quello nel quale sono state maturate. Tutto ciò va effettuato in maniera compatibile con le ovvie esigenze di servizio del corpo di Polizia. Il riposo compensativo è certamente cumulabile con il riposo settimanale e con il congedo ordinario.

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Una compensazione per gli straordinari programmati

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Il riposo compensativo Polizia di Stato si configura quale tipologia di riposo idoneo a fornire una compensazione per gli straordinari programmati e non come compensazione per gli straordinari emergenti, per i quali l’unica forma di compensazione prevista è la retribuzione di tipo prettamente monetario. Per ciò che compete a queste prestazioni orarie di lavoro straordinario programmato effettuate e contemporaneamente non retribuite a causa del completo utilizzo del monte ore a disposizione dell’ufficio, reparto o istituto oppure per il superamento, da parte del dipendente, del limite massimo previsto, esse vengono convertite automaticamente in un numero corrispondente di giorni di riposo compensativo. Tale tipologia di riposo va evidentemente utilizzata in rigido ossequio a criteri di correttezza, al fine di evitare sbilanciamenti e sperequazioni. Come statuito nell’Accordo Quadro tra Ministro dell’Interno e rappresentanti sindacali della Polizia di Stato del 2000, “la retribuzione dello straordinario programmato, qualora venga superato il monte ore assegnato complessivamente, a ciascun Ufficio, Reparto o Istituto, deve essere effettuata secondo un criterio di proporzionalità, riducendo tutte le prestazioni di lavoro straordinario programmato della stessa percentuale”.

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Riposo compensativo Polizia di Stato: le parole del Consiglio di Stato

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Addentrandosi per un attimo in maniera più puntuale all’interno della materia inerente al riposo compensativo Polizia di Stato, si può citare il passaggio di una sentenza del Consiglio di Stato (sent. 2620/2009) nella quale è spiegata con chiarezza la “ratio” dell’istituto: “Il contemperamento della pluralità degli interessi (pubblici e privati) in gioco in tale materia (rispetto delle previsioni di bilancio, continuità ed effettività del funzionamento degli uffici pubblici, tutela dell’integrità psicofisica e della dignità del prestatore di lavoro) cui risponde la funzione dell’autorizzazione allo svolgimento di lavoro straordinario, deve far valutare positivamente, in conformità all’orientamento giurisprudenziale della Sezione, quelle misure – in alcuni casi già concretamente adottate dalla pubblica amministrazione – che, in presenza di accertate, indilazionabili e quotidiane esigenze di servizio, anche per rispettare i ristretti limiti finanziari entro cui è consentito liquidare le prestazioni di lavoro straordinario, prevedono la possibilità di compensare le (…) prestazioni lavorative straordinarie con riposi compensativi, in modo da salvaguardare altresì l’integrità psicofisica del lavoratore”. L’estratto giurisprudenziale fornito dal supremo tribunale amministrativo del paese illumina il significato e la ragione intrinseca che sovrintende all’istituto del riposo compensativo: appunto, la primaria tutela dell’integrità psicofisica e della dignità dei dipendenti pubblici membri della Polizia di Stato.

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Fonte: uilpolizia.it

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Marco Brezza  

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mar, feb 4, 2014  Marco Brezza
Polizia Di Stato: I Tagli Colpiscono Il Servizio Di Pulizie Dei Locali 5.00/5 (100.00%) 1 Vota Questo Articolo

Si pensava fosse una peculiarità della scuola pubblica italiana vessata dai tagli operati dalla scure della “spending review”. E invece le problematiche inerenti alla mancanza di fondi presso la Pubblica Amministrazione italiana stanno assumendo una piega molto più ampia ed una aggressività molto più pervasiva di quello che ci si aspettava: colpendo un numero sempre più ampio di settori dell’Amministrazione. Ultima in ordine di tempo è la Polizia di Stato, la quale, negli ultimi tempi, sta vivendo una situazione molto particolare, quasi kafkiana, con i membri del corpo di Polizia di Stato nella provincia di Venezia (ma gli esempi in tal senso sono tanti e diffusi in ogni angolo d’Italia) obbligati ad organizzare turni di pulizia con scope e stracci per sopperire ai tagli effettuati sul servizio di pulizie dei locali adibiti a centrali operative.

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Polizia di Stato

I tagli drastici sui servizi di pulizia dei locali

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Un comunicato stampa rilasciato dal sindacato UGL (sezione Polizia di Stato) manifesta con forza il proprio parere a riguardo: in particolare una nota nel comunicato parla di “sempre meno soldi sul capitolo di spesa per gli appalti delle pulizie da effettuare nelle Uffici della Polizia di Stato erogati dal Ministero” con “ditte partecipanti all’appalto che pur di vincere arrivano ad abbassare il prezzo base di partenza quasi del 50% con la inevitabile conseguenza di tagli drastici alle ore a disposizione del personale per pulire sufficientemente gli Uffici”. Viene brandito come esempio quello che sta accadendo presso il Commissariato di Chioggia, all’interno del quale 10 anni fa  l’addetta delle pulizie aveva 25 ore settimanali, mentre ora, secondo UGL, ne avrebbe solamente 4 e mezza. Nella fattispecie la situazione parrebbe configurarsi come insostenibile, con la dichiarazione pubblica del sindacato che evidenzia le difficoltà e la mancanza di decoro in merito alla situazione. Il rappresentante sindacale afferma che certamente verranno sostenuti i colleghi che a causa di ambienti insalubri dovessero ammalarsi di asma, allergie o altre malattie respiratorie.

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Le conseguenze della spending review sulla Polizia di Stato

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Pare insomma che la grave mancanza delle adeguate condizioni igieniche negli ambienti di lavoro e nei relativi servizi igienici e spogliatoi, dovute alla ormai quasi totale assenza di regolare pulitura, stia assumendo ingenti dimensioni: una china negativa che non accenna a migliorare e che per questo motivo ha portato alle tante proteste degli scorsi giorni. I problemi ineriscono, come sopra accennato all’importo a cui gli appalti sono concessi, con evidenti giochi di somme al ribasso che hanno condotto il servizio di pulitura a diventare evidentemente carente. La situazione attuale è la chiara conseguenza dei tagli operati dai recenti governi: e in questo senso non ha di certo aiutato il provvedimento della parziale eliminazione dell’Imu. Infatti, una volta eliminata (almeno in parte) la temuta imposta, il bilancio dello Stato doveva comunque essere messo in equilibrio: pertanto una parte delle cosiddette coperture è stata ottenuto proprio attraverso i suddetti tagli. Sono stati quindi ridotti i fondi per le assunzioni finalizzate alla sicurezza, Polizia di Stato e forze armate. Le riduzioni su questi capitoli di spesa si concretizzano in situazioni molto particolari, come quelle qui ricordate. Ma è possibile trovare una soluzione concreta e soddisfacente alla questione?

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Marco Brezza    

 

 

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ven, gen 31, 2014  Marco Brezza
Polizia Di Stato, Tanzi (SAP): “Che Non Si Faccia Di Tutta L’Erba Un Fascio” 5.00/5 (100.00%) 2 Vota Questo Articolo

 

Violenza di Stato o no? Ha colpito molto l’opinione pubblica il caso di Michele Ferulli, il facchino di 51 anni morto a Milano nell’estate 2011 a seguito di una colluttazione con alcuni agenti della Polizia di Stato. Ferulli, in quel maledetto 30 giugno 2011, si trova non lontano da casa (periferia est di Milano) e sta bevendo e chiacchierando con alcuni amici: verso le ore 22 giunge una volante a seguito di alcune lamentele per uno stereo tenuto a volume troppo altro, e accade la tragedia: Ferulli viene picchiato e muore nel lasso di tempo di due ore con le manette strette sui polsi. Il Pubblico Ministero nella sua requisitoria, successivamente, parlerà di “negligenza, imprudenza ed imperizia nell’ingaggiare una colluttazione eccedendo i limiti del legittimo intervento percuotendo ripetutamente la persona offesa in diverse parti del corpo, pur essendo in evidente superiorità numerica e continuando a colpirlo anche attraverso l’uso di oggetti contundenti”.

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Polizia di Stato, caso Ferulli: parla il segretario del SAP

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I quattro poliziotti sono stati rinviati a giudizio dal Giudice dell’udienza preliminare del Tribunale di Milano: il caso si inserisce con evidenza nella drammatica scia di eventi che hanno coinvolto spesso le forze dell’ordine negli ultimi tempi (tra le altre anche il caso Aldrovandi, a Ferrara). Il tema ha scatenato un ampio dibattito sia sui “media” sia all’interno del settore della Polizia di Stato: un dibattito in cui spesso si è stigmatizzata in maniera eccessiva tutta la categoria dei poliziotti, senza porre alcun distinguo e senza entrare nei particolari della questione. Anche RadioRai ha dedicato ampi stralci delle sue trasmissioni di cronaca alla questione. E proprio all’interno della programmazione di RadioTre dello scorso 8 gennaio è intervenuto Nicola Tanzi, segretario del Sindacato di Polizia SAP, proprio a proposito di questi casi di violenza. Tanzi si è inserito nell’argomento dicendosi in primo luogo orgoglioso di fare parte della Polizia di Stato (tra l’altro dopo aver rischiato più volte la vita durante gli “anni di piombo”); ha poi sfiorato la delicata questione del disagio del poliziotto e delle difficili situazioni che si trovano ad affrontare coloro che praticano questo mestiere durante ogni turno di lavoro.

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“Anche nella Polizia ci sono mele marce: ma non bisogna generalizzare”

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Tanzi ha affermato di essere stato presente ad alcune udienze del Processo Ferulli: a suo modo di vedere le cose si sono svolte in una maniera diversa da quella narrata da quasi tutte le fonti di informazione (ed al processo stanno affiorando evidenze in questo senso). Imbeccato sulla (quasi) analoga questione Aldrovandi, ha affermato che in quel caso i poliziotti condannati per omicidio colposo sono stati trattati come cittadini di serie C, in quanto sono stati i primi in Italia ad andare in galera per un reato colposo.

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Il segretario SAP si è poi soffermato sulla questione del rientro in servizio dei poliziotti condannati per il caso Aldrovandi, affermando che il regolamento disciplinare della Polizia di Stato non prevede il licenziamento per reati colposi: occorrerebbe modificare la legge e ciò non può essere fatto così su due piedi, la procedura legislativa, come si sa, è lenta e farraginosa. Anche se una modifica in tal senso sembrerebbe auspicabile.

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Tanzi ha concluso muovendo l’auspicio che non si faccia di tutta l’erba un fascio: le mele marce esistono in ogni parte della società, compresa la Polizia di Stato (che è anch’essa uno spaccato della nostra società): queste vanno eliminate, senza dubbio. Ma la Polizia, a suo parere, deve continuare a lavorare con serenità, senza sentirsi sotto il mirino minaccioso della società e dell’opinione pubblica. Insomma il segretario del Sindacato SAP chiede rispetto nei confronti delle Forze dell’Ordine, all’interno ovviamente di una prospettiva di autocritica.

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Marco Brezza     

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