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Archivi per la categoria 'Polizia di Stato'

lun, apr 13, 2015  Valentina
Polizia. Lo Scandalo Chiamato Scuola Diaz 4.00/5 (80.00%) 1 Vota Questo Articolo

 

Fonte: qn.quotidiano.net

Fonte: qn.quotidiano.net

Secondo il Sap, il Sindacato autonomo di polizia, dalle parole del suo segretario nazionale, Gianni Tonelli, “Diaz non è stata sicuramente una bella parentesi, ma parlare di tortura mi sembra eccessivo (…) In Italia la normativa c’è già (…) ma  il problema è che non è stata ancora qualificata come tale perché si cerca di far passare un manifesto ideologico contro le forze dell’ordine“.

 

La proposta di legge che introduce nel codice penale il reato di tortura è all’esame del Parlamento da quasi due anni, anche se la sua genesi risale a oltre 25 anni fa: approvata dal senato lo scorso anno dopo una discussione lunga 8 mesi, ora è in seconda lettura alla camera dove il 23 marzo scorso è approdata in aula. Ma se qualcuno pensa che ormai ci siamo, si sbaglia di grosso.

 

 

 

 

Polizia. Combattere La Resistenza, Missione o Reato?

 

 

 

 

Il testo approdato alla camera dei deputati per l’approvazione definitiva indica come reato di tortura “il comportamento di chi intenzionalmente causa sofferenza acuta con il dolo specifico di ottenere informazioni, di infliggere una punizione e di vincere una resistenza”.

 

Proprio quest’ultima parte è destinata a diventare il fulcro di un contraddittorio dalla durata decennale.

L’articolo 53 del codice penale infatti stabilisce che è legittimo compito del poliziotto usare la forza per “vincere una resistenza”.

Tra i problemi che nascono a causa di questo conflitto giurisprudenziale c’è senz’altro anche la difficoltà dell’accertamento del reato di tortura.

E poi, su quali parametri verrà misurata la soffferenza fisica o psicologica delle vittime? L’associazione dei funzionari di polizia sottolinea a questo proposito come il testo non preveda più la molteplicità delle condotte, ma “è sufficiente una singola violenza o minaccia perché si possa configurare il reato di tortura”.

 

 

 

Polizia. Lecite Paure Di Un Esercito Impaurito

 

 

 

 

Nell’immaginario comune la polizia è composta da uomini e donne forti e irreprensibili. Ma le notizie degli ultimi giorni e questo decreto in discussione li rendono più simile a uno squadrone della morte.

 

La verità è chi appartiene al corpo di polizia ormai si sente sempre più vulnerabile.  Ed è del tutto legittimo.

Pensiamo un attimo a una manifestazione in piazza o a una partita delicata allo stadio: chiunque prenda una manganellata  potrà sporgere denuncia? Oppure va rimarcato che nel nostro codice penale la resistenza a un pubblico ufficiale è un reato previsto e punito? Fino ad ora almeno. Sono quesiti che un poliziotto si pone inevitabilmente e che potrebbero guaste il corretto svolgimento dei suoi compiti di ordine pubblico a vantaggi di quei teppisti già pronti a voltare la situazione dalla loro parte.

 

 

 

 

Fonte: anfp / repubblica / lastampa

 

 

 

 

Valentina Stipa

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gio, apr 9, 2015  Marco Brezza
Spending review forze di polizia: il Governo pubblica i dossier 4.50/5 (90.00%) 2 Vota Questo Articolo

Spending review, dopo un lungo silenzio durante oltre 6 mesi si torna a parlare del lavoro portato avanti tra il 2013 e il 2014 dal team di lavoro di Carlo Cottarelli (ex commissario sulla spending review): sono stati infatti pubblicati dal Governo i dossier redatti dai vari gruppi di lavoro afferenti al team centrale sulla spending review in merito al grande lavoro di falce, lima e cesello per sfoltire e rendere più razionale ed efficiente la spesa pubblica.

 

tagli polizia

tagli polizia

Spending review forze di polizia: 1 miliardo di risparmio?

 

19 rapporti nel complesso all’interno dei quali ci si occupa di Pubblica Amministrazione, lavoro, Enti locali e costi della politica. Particolare interesse rivestono i tagli ipotizzati per le forze di polizia: all’interno dei rapporti di lavoro sopra menzionati si parla di circa 1 miliardo di risparmi possibili per il settore afferente ad ordine pubblico e sicurezza. Più precisamente, nelle pieghe del rapporto si può leggere che pur ipotizzando che solo il 75% dell’attività dei carabinieri sia dedicato a funzioni di ordine pubblico e sicurezza, il valore complessivo delle risorse impegnate dai corpi di polizia, al netto della funzione di soccorso antincendio del corpo forestale dello stato, raggiunge i 16 miliardi di euro. Ora, se la sovrapposizione funzionale fosse stimabile, in via cautelativa, nell’ordine del 5% delle attività complessive dei vari corpi, diviene ragionevole ritenere che circa un miliardo di euro potrebbe essere risparmiato (si intende a regime) mediante un migliore e più efficiente coordinamento degli stessi.

 

Gli obiettivi generali

 

La spending review portata avanti dal commissario Cottarelli e sbandierata in maniera evidente a livello mediatico nel corso dei primi mesi del 2014 vedeva un coinvolgimento diretto da parte delle Pubbliche Amministrazioni e puntava ad istituzionalizzare il processo di revisione della spesa pubblica all’interno del bilancio dello Stato e della Pubblica Amministrazione, con obiettivi di risparmi lordi massimi cumulati pari a 7 miliardi per il 2014, 18 per il 2015 e 34 per il 2016. Poi un improvviso silenzio è calato attorno al tema. Ora la pubblicazione dei dossier di revisione di spesa riconduce l’attenzione su uno dei temi più spinosi e complessi che possano esistere in un periodo di difficoltà per i conti pubblici. In questo senso l’accorpamento delle forze di polizia rimane un tema di rilievo posto sul tavolo delle scelte: cosa accadrà a riguardo nei prossimi mesi? Il punto interrogativo è d’obbligo.

 

Dossier sulla spending review liberamente consultabili sul web

 

Va ricordato in ultima istanza che sul sito revisionedellaspesa.gov.it possono essere consultate le analisi dei tecnici coordinati Cottarelli, come pure la ventina di rapporti che ne avevano ispirato il lavoro, con riferimento a ogni settore della spesa pubblica, con il dettaglio dei costi e i possibili tagli da effettuare. Alcune di queste proposte sono rimaste solo sulla carta, mentre altre sono state approvate dal team di lavoro e sono state utilizzate come piattaforma per l’azione legislativa (centrali d’acquisto, riforma dell’utilizzo degli immobili pubblici e demanio, per non parlare della mobilità e la razionalizzazione dei corpi di polizia su cui si sta discutendo nella delega per la riforma della PA).

 

Fonte: huffingtonpost.it

 

Marco Brezza

 

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mer, apr 8, 2015  Valentina
Polizia Stradale; Omicidio stradale, una priorità 5.00/5 (100.00%) 1 Vota Questo Articolo

 

Fonte: lastampa.it

Fonte: lastampa.it

Nel 2014 sono morte sulle strade 25.700 persone, una media di 70 al giorno, con una diminuzione dell’uno per cento rispetto al 2013, 5.700 casi in meno rispetto al 2010.

È sulla base di questi dati che la polizia stradale ha organizzato un convegno  a Roma, presso la scuola di polizia, al quale hanno partecipato anche il ministro dell’Interno Angelino Alfano e, il capo della Polizia Alessandro Pansa.

 

Un Convegno dal titolo “l’omicidio stradale. L’auto come arma”. Emblematico nelle parole e nel contenuto e corretta premessa all’incontro che aveva lo scopo di  approfondire la tematica a livello normativo, anche in vista del prossimo 18 aprile, quando dovrà essere presentato un testo unico in merito all’introduzione di questo reato in parlamento.

 

Un’accelerata  quella degli ultimi giorni legata alle dichiarazioni del ministro Alfano, dopo l’ennesima tragedia, che ha gridato con forza la sua volontà di portare in consiglio dei ministri la legge contro l’omicidio stradale.

Forse non ci si era accorti che la polizia stradale da anni lancia lo stesso grido. Inutilmente. “Rimango diffidente sui balletti di questi giorni e gli schieramenti dei vari politici e pseudo tecnici  a favore dell’Omicidio stradale finché non vedrò scritta la legge sulla G.U.”. Questo il commento affidato alle pagine del Corriere della Sera da Giordano Biserni, presidente ASAPS.

 

 

 

Polizia di Stato. Sciolta La Riserva Sugli Straordinari

 

 

 

E sempre il ministro Alfano ha compiuto un altro importante passo verso il miglioramento delle condizioni contrattuali dei poliziotti. Ha infatti sciolto la riserva al pagamento del compenso straordinario per donne ed uomini della Polizia di Stato.

 

“Le legittime richieste del personale sono state riconosciute grazie ad una nostra dura presa di posizione che è rimbalzata sui massimi tavoli istituzionali, inducendo il Ministro dell’Interno a sciogliere la riserva e avviare l’iter del pagamento delle spettanze alla prima mensilità utile” ha spiegato Giorgio Innocenzi Segretario Generale Nazionale della Consap .

 

È bene ricordare che grazie a questa riserva, dallo scorso gennaio gli agenti della polizia non hanno ricevuto alcun compenso per il lavoro straordinario effettuato a garanzia dell’ordine pubblico nelle nostre città.

 

 

 

 

Fonte: poliziadistato / grnet / consap

 

 

 

 

Valentina Stipa

 

 

 

 

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ven, mar 27, 2015  Valentina
Identificazione Agenti Polizia. Presentato Disegno di Legge 4.00/5 (80.00%) 1 Vota Questo Articolo

 

Fonte: dallapartedeltorto.tk

Fonte: dallapartedeltorto.tk

Se ne parla da mesi per non dire anni e mai è stato fatto qualcosa di concreto per portare avanti il progetto. Fino ad oggi.

È in discussione finalmente in parlamento infatti – dopo una serie infinita di rinvii -  un disegno di legge sulle “disposizioni in materia di identificazione degli appartenenti alle forze dell’ordine”, firmato in prima battuta dal senatore di Sinistra Ecologia e Libertà Peppe De Cristofaro, al quale si sono aggiunti De Petris, Barozzino, Cervellini, Petraglia, Stefano, Uras e gli ex senatori del Movimento 5 Stelle Campanella e De Pin.

 

L’obiettivo è sempre lo stesso: rendere riconoscibili gli agenti di polizia durante lo svolgimento delle loro funzioni più delicate, durante ad esempio manifestazioni di piazza o quando viene loro richiesto l’assetto antisommossa.

 

 

 

Identificazione Agenti Polizia. Cosa Prevede Il Disegno Di Legge

 

 

 

 

La funzione di questo progetto è duplice negli intenti di chi lo ha presentato.

Se da un lato c’è la volontà di risalire alle mele marce che in qualche occasione non hanno tenuto un comportamento esemplare infangando l’intera categoria agli occhi della comunità, dall’altro c’è anche la precisa volontà di tutelare gli agenti che troppo spesso pagano in massa la colpa di singoli.

 

La normativa attualmente in vigore non prevede l’identificazione degli agenti, con particolare riferimento ai servizi di ordine pubblico. La richiesta contenuta nel disegno di legge non è poi così fuori schema; analizziamola insieme nei suoi punti cardine:

 

- Gli agenti che non indossano per ragioni di servizio l’uniforme identificativa, devono comunque indossare un indumento che li identifichi e li distingua a distanza come appartenente alle forze dell’ordine. Anche i funzionari responsabili devono  essere riconoscibili a distanza e per questo devono indossare un segno distintivo ad esempio la sciarpa tricolore.

 

- Il personale in prima linea invece dovrà essere riconoscibili dal casca protettivo che riporterà alcuni contrassegni identificativi.

 

- Verrà fatto divieto agli agenti di indossare divise o indumenti che li confondano in altre categorie e non in quella di appartenenza, come paramedici e giornalisti.

 

 

 

 

Identificazione Agenti Polizia. E I Manifestanti?

 

 

 

 

Di fatto viene previsto un cambiamento da lato forze dell’ordine, mentre per i manifestanti non ci sarà alcuna modifica rispetto ai regolamenti già in vigore.

 

Per qualcuno questo però non è equo né lecito. Si tratta di Salvatore Trinks, delegato Cocer per la Guardia di Finanza che dichiara “Sono un garantista per principio, a patto che non ci siano dietro altri disegni meno noti (…)credo sia giusto rendere identificabili noi, ma allo stesso modo rendendo distinguibili anche i manifestanti scorretti (…)Ad esempio sparando vernici indelebili contro gli aggressori. Un po’ come si fa con le monete false, segnate per renderle riconoscibili.”

 

Quella del delegato Cocer non sembra una proposta poi tanto fuori tema. Anzi, potrebbe essere il giusto strumenti per “bilanciare il comportamento illecito di chi si infiltra nelle manifestazioni solo per creare scompiglio ed avere la certezza che paghino come paghiamo noi se responsabili di abusi o lesioni”.

 

 

 

 

Fonte: ilnuovogiornaledeimilitari / iltempo

 

 

 

 

Valentina Stipa

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mar, mar 24, 2015  Valentina
Accorpamento Polizia-Forestali. Ma Sarà Davvero Vantaggioso? 4.50/5 (90.00%) 2 Vota Questo Articolo

 

Fonte: sostenitori.info

Fonte: sostenitori.info

Taglio non è sempre sinonimo di risparmio. Specialmente quando si va a toccare delicati comparti come quello della sicurezza e più in generale delle divise. È il concetto base della dichiarazione di Danilo Scipio, responsabile del Coordinamento Sicurezza UGL in merito al disegno di legge del Governo Renzi che, tra le altre cose, prevedrebbe anche l’ipotesi di assorbire il Corpo Forestale in un altro ente, nello specifico nella Polizia dello Stato.

 

Se è vero come è vero che il bilancio del Corpo Forestale ammonta all’incirca a 500 milioni di euro annui, di cui 450 destinati alle spese per il personale, ulteriori 20 milioni vengono investiti per il pagamento dei mutui per gli elicotteri e il rimanente investito per i costi di gestione istituzionali e operativi, le parole del sindacalista acquistano un certo valore, quando afferma che questo accorpamento nell’ottica di un’ottimizzazione dei costi, se venisse attuato porterebbe a un risparmio di soli 20 milioni di euro, dunque “meglio sarebbe a questo punto una redistribuzione territoriale delle forze a competenza generale, che insieme a un miglior coordinamento e magari dotando le centrali operative di un numero unico di pronto intervento, sicuramente porterebbe a un’ottimizzazione delle risorse”.

 

 

 

 

 

Accorpamento Polizia-Forestali. La Confusione Regna Sovrana

 

 

 

 

La verità però è che ad oggi non esiste una linea univoca sull’accorpamento degli uomini in divisa italiani. L’ultima dimostrazione arriva proprio dal premier Renzi che durante un’intervista rilascia al quotidiano L’Espresso confonde ulteriormente le idee di tutti i soggetti in causa e non definisce esattamente quali sono i progetti e il futuro delle forze di polizia.

 

A scendere in campo per chiedere maggiore trasparenza circa i progetti governativi per il comparto sicurezza è anche la FICIESSE, insieme alla CGIL e al sindacato di polizia SILP chiede a gran voce che “il Governo si assuma chiaramente la responsabilità di aprire una discussione pubblica con coloro che si occupano di questo settore, tenendo presente che il fine ultimo deve essere sempre quello di perseguire l’interesse dei cittadini e non di una singola categoria o Amministrazione”.

 

 

 

 

Accorpamento Polizia-Forestali. Sempre Un Passo Indietro All’Europa

 

 

 

 

Per ora non riusciamo neanche a coordinarci e ad avere una centrale operativa comune. Se pensiamo a una Forza europea… è fumo negli occhi”. Risponde così Gianni Tonelli, segretario del Sindacato Autonomo di Polizia a un giornalista che gli chiede un parere sulla creazione di una polizia europea.

 

E come dargli torto? in Italia si discute di eliminare alcuni corpi in divisa ma non sappiamo esattamente quali, non sappiamo quando e neanche con quali modalità.

 

Sappiamo solo che nell’ottica del risparmio andranno eliminate alcune divise.

In un contesto del genere, dove le prospettiva di una decisione chiara, netta e consapevole sono del tutto inesistenti è impensabile pensare a una polizia concertata di carattere europeo.

 

 

 

 

Fonte: uglpoliziapenitenziaria / ficiesse / intelligonews

 

 

 

 

Valentina Stipa

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