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Archivi per la categoria 'Polizia di Stato'

lun, nov 24, 2014  Valentina
La Polizia Di Stato E’ In Mutande! 5.00/5 (100.00%) 1 Vota Questo Articolo

 

È proprio il caso di dirlo e purtroppo non è soltanto una provocazione questa volta.

Agli Allievi Agenti del 191° Corso ed alla Polizia Stradale di Alessandria infatti non viene fornito il vestiario, come denuncia il sindacato di categoria Coisp, attraverso la voce del suo segretario generale Franco Maccari: “forse alla maggior parte degli italiani non importerà assolutamente nulla che i Poliziotti vadano in servizio senza poter disporre delle necessarie uniformi, e ne dubitiamo perché è la divisa ciò che ci identifica agli occhi della gente, ma al Capo della Polizia non può non importare”.

 

fonte: TG 24 Sky

fonte: TG 24 Sky

L’accusa è precisa e ben mirata. Sotto l’occhio del ciclone c’è Alessandro Pansa, il Capo della polizia di stato, che, a quanto pare non è al corrente di questa grave carenza, la quale, in ogni caso, rappresenta una mancanza grave da parte dell’amministrazione, non solo in termini materiali, ma anche di considerazione verbale.

In altre parole, nessuna parola né di scuse né di rassicurazione è arrivata dai vertici del corpo.

 

 

 

Ma Quali Poliziotti Sono Rimasti In Mutande?

 

 

Pietra dello scandalo sono 400 Allievi Agenti del 191° Corso in atto da due mesi presso la Scuola di Alessandria, ma anche il Personale della Polizia Stradale della stessa provincia  a cui non sono stati consegnati i capi necessari per le diverse attività, fatta eccezione per gli anfibi, i quali però, paradosso dei paradossi, sarebbero disponibili, ma non vengono comunque consegnati, in quanto non esiste vestiario sui quali abbinarli.

 

Il sindacato non si risparmia e considera questa vergogna “lo specchio di un generale modo di trattare e concepire il nostro lavoro, il rispetto che è dovuto alle persone che siamo ed al servizio che rendiamo allo Stato (…) Si tratta del decoro di un intero Corpo di Polizia, non solo ridotto agli stracci ed alla fame, in senso operativo quanto in senso retributivo, ma soprattutto ridotto a subire la vergognosa indifferenza ed inattività proprio di chi è preposto a curarsi di loro”.

 

Nonostante la mancanza di vestiario adeguato però, tanto per essere chiari,  nessuno dei poliziotti ha pensato di rimanere a casa e tutti sono regolarmente in servizio, dopo essersi pagati con i loro stipendi – sui quali è meglio glissare – il necessario per svolgere il loto compito.

 

 

 

 

Fonte: grnet / maremmapress / coisp

 

 

 

 

 

Valentina Stipa

 

 

 

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mer, nov 12, 2014  Valentina
Nuove Regole Di Ingaggio Per La Polizia 5.00/5 (100.00%) 1 Vota Questo Articolo

 

Le cariche agli operai durante la manifestazione davanti alle acciaierie di Terni sono state, loro malgrado,  il giusto acceleratore per portare avanti un progetto da tempo in cantiere, ovvero le nuove regole di ingaggio per la polizia di stato, da discutere coi sindacati di categoria, che mirino a disciplinare la gestione dei cortei da parte delle forza dell’ordine.

 

nuove regole poliziaLe manifestazioni di piazza ormai non possono più essere sottovalutate, poiché, come dimostrano gli avvenimenti delle ultime settimane, in diverse parti d’Italia, le possibili infiltrazioni dei violenti tra i manifestanti pacifici rischiano di provocare gravi conseguenze di ordine pubblico e anche a livello di incolumità personale degli agenti e dei civili.

 

Secondo il segretario generale del SIAP Giuseppe Tiani,  questa nuova regolamentazione “rappresenta certamente un salto di qualità nella filosofia culturale delle Autorità di Pubblica Sicurezza e dei suoi operatori, che dimostra quanto profondo e radicato sia il processo di democratizzazione all’interno della nostra Amministrazione”.

La speranza però è quella che “il Governo metta a disposizione delle Forze dell’ordine le risorse necessarie per una formazione che sia adeguata alle rinnovate esigenze della società oltre che alla dotazione di strumenti volti a limitare il rischio di contatto fisico ed a consentire la documentazione degli interventi operativi attraverso le microtelecamere”.

 

 

 

Ecco Le Nuove Regole Per La Polizia

 

 

 

Lo scopo di questo provvedimento, nelle parole del capo della polizia, Alessandro Pansa, è quello di evitare il contatto tra cortei e forze dell’ordine, evitare lo scontro fisico insomma, garantendo un “area di rispetto” tra i reparti mobili e i partecipanti ai cortei. Affinché questa area di rispetto possa esistere però è necessario che ai lati di chi sfila non ci siano agenti in divisa e che venga seguito un percorso autorizzato, in modo da poter lasciare i reparti antisommossa e i loro mezzi lontano dai manifestanti.

Tutti gli agenti dovranno essere dotati di telecamera, che ad oggi viene fornita invece solo a campione e in molti casi rimane spenta.

Infine al manganello dovranno essere preferiti altri tipi di dispositivi come ad esempio gli idranti o il Capsicum, lo spray urticante al peperoncino. Anche per questo punto, di fondamentale importanza sarà l’analisi preventiva della manifestazione, al fine di scegliere con le giuste intenzioni il dispositivo di sicurezza da impiegare.

 

Il governo, nella persona del ministro Alfano, ha già dato il suo bene placido a questo provvedimento.

L’ultima parola però spetta chiaramente ai sindacati, i quali, alla luce dell’analisi del testo che è stato loro consegnato pochi giorni fa, dovranno fare le loro valutazioni.

Non sarà un iter semplice questo delle nuove regole d’ingaggio, considerando che gli stessi sindacati, al loro interno sono divisi. Se da una parte Cgil, Siulp e Associazione funzionari invitano alla moderazione, Sap, Coisp e altre sigle minori buttano benzina sul fuoco.

 

 

 

 

Fonte: ilfattoquotidiano / liberoquotidiano / corriere / articolotre

 

 

 

Valentina Stipa

 

 

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mar, set 23, 2014  Valentina
Blocco Stipendi Sicurezza. La fine Anticipata al 2014 5.00/5 (100.00%) 1 Vota Questo Articolo

 

La situazione è talmente grave che per la prima volta nella storia Cocer e sindacati di categoria  delle Forze di Polizia, delle Forze Armate e del Soccorso Pubblico si sono uniti in un’unica voce per gridare al presidente del Consiglio Renzi in modo compatto e deciso più che mai che sarebbe ora di sbloccare l’annata questione degli stipendi fermi da 4 anni.

 

blocco stipendi

blocco stipendi sicurezza

E il verbo “sbloccare” non è un verbo a caso: è diventato negli anni un termine tecnico, ma in realtà è un modo gentile per indicare i tagli agli stipendi in virtù dell’aumento di tasse nazionali e locali, beni, tariffe e servizi.

 

Il settore sicurezza, per le sue caratteristiche e le sue dinamiche, ha risentito della compressione degli stipendi più degli altri ambiti del Pubblico Impiego, sebbene la scure della spending review abbia colpito indistintamente tutti i comparti pubblici. All’interno del settore sicurezza poi è innegabile che vi siano categoria a cui spetterebbe una maggiore tutela, considerate le condizioni di lavoro a cui sono costretti: gli agenti di polizia penitenziaria.

 

Blocco Stipendi Sicurezza. Un Incontro Decisivo

 

 

Le rappresentanze di categoria hanno tenuto a precisare in maniera chiara e senza sconti che l’auspicato anticipo dello sblocco degli stipendi per gli ultimi mesi del 2014, in vista del ripristino delle retribuzioni nel 2015 già stabilite dal D.E.F., è finanziato interamente con risorse interne delle Amministrazioni già destinate al personale dei Comparti e senza nessuna ulteriore spesa per la finanza pubblica.

 

Come a dire, in termini un po’ più maccheronici: evitiamo di trovare altre scuse, perché i soldi ci sono.

Questo blocco stipendiale, che doveva essere straordinario quindi temporaneo, ma che invece si sta perpetuando negli anni, sta lentamente distruggendo  l’operatività di un settore fondamentale per la sicurezza interna del paese, in termini di democrazia e libertà e anche in termini di dignità del lavoro, per ciò che riguarda ad esempio la polizia penitenziaria.

 

 

Blocco Stipendi Sicurezza. Terreno Fertile Per Sindacati

 

 

Sarebbe un bel segnale politico se, nell’ambito della riforma della rappresentanza Militare attualmente in discussione presso la Commissione Difesa della camera, arrivasse il riconoscimento delle libertà Associative/sindacali anche agli appartenenti alle Forze Armate, recependo quanto sancito da convenzioni europee e carta dei Diritti “.

Parole di Gianna Fracassi, segretaria confederale della CGIL nell’ambito della conferenza stampa di presentazione del Dossier CGIl e SILP su “le condizioni di vita e di lavoro degli operatori di Polizia tra Spending-Review e domanda di sicurezza”.

 

Secondo questo studio, la situazione del comparto sicurezza è davvero allo stremo: ogni anno il personale diminuisce di circa 350 unità; in sette anni, dal 2006 al 2013, il totale delle forze in servizio è passato da 103mila a 95mila con un calo del 10% e gli stipendi hanno subito una riduzione mensile di circa 300 EURO lordi.

 

In una condizione di questo genere il desiderio di un’assistenza di carattere sindacale per un comparto che ne è escluso diventa sempre più forte, nella speranza che in futuro non si ripeta mai più un serie di provvedimenti di questo tipo che hanno minato alla base l’intero settore e dai quali riprendersi sarà davvero dura.

 

 

 

Fonte: forzearmate / militariassodipro / ilnuovogiornaledeimilitari /guidolanzo.blogspot

 

 

 

Valentina Stipa

 

 

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gio, set 4, 2014  Marco Brezza
Blocco stipendi Polizia di Stato: una vicenda che va avanti da 4 anni 5.00/5 (100.00%) 1 Vota Questo Articolo

Comparto sicurezza affetto da carente programmazione strategica? È l’interrogativo posto dal Siap (Sindacato Italiano Appartenenti Polizia ) di Treviso in merito alla situazione di stallo provocata dal prolungamento del blocco stipendi Polizia di Stato, oltre al lavoro con mezzi obsoleti e l’incapacità del Dipartimento di Polizia di garantire ordinarie (e sacrosante?) progressioni di carriera.

 

blocco stipendi Polizia: prospettive

Polizia di Stato: congelamento progressioni di carriera

 

“A tutto questo si aggiunge un’allarmante assenza di strategia in merito alla sicurezza. Sappiamo bene che si tratta di una decisione grave, ma da adesso il Siap dà avvio allo stato di agitazione: quest’ultimo rappresenta soltanto il primo passo di una nuova e più incisiva fase di lotta sindacale ad oltranza”.  Sono queste le parole (dure) contenute nel comunicato del Sindacato, all’interno di un discorso di rivendicazione più ampio che vede la categoria dei membri della Polizia di Stato colpiti duramente da tagli alla spesa e congelamento stipendi. Un blocco che sicuramente durerà fino al 31 dicembre 2014 (lo afferma il Decreto del Presidente della Repubblica n. 122 del 2013, che estende il congelamento a magistrati, avvocati dello Stato, personale militare) e che lascia immobili pertanto gli stipendi del personale afferente alle forze di Polizia alla quota toccata nel corso del (lontano ormai) 2010. Il problema attraversa e penetra i gangli di tutto il comparto difesa e sicurezza in Italia: il blocco stipendiale è partito nel 2011 e da quel momento qualunque dipendente sia stato promosso di grado non ha poi ricevuto il corrispettivo e congruo aumento in busta paga.

 

Polizia di Stato: i numeri della spending review

 

Andando ad osservare iun maniera più attenta i numeri contenuti nei rapporti del Commissario alla “spending review” Carlo Cottarelli affiora, in ulteriore istanza, la seguente situazione: le cinque forze di polizia (tra cui alloggiano anche Polizia di Stato e Carabinieri, ad esempio) in Italia danno luogo ad  una spesa complessiva di 20 miliardi di euro l’anno: solo dall’efficientamento delle polizie (anche senza sinergie) il risparmio previsto secondo le stime del Governo Monti era di 1,7 miliardi, mentre i calcoli di Cottarelli parlano di 800 milioni per il 2015 e 1,7 miliardi nel 2016. È pertanto immediatamente necessaria una prospettiva pianificata di riforma: “serve un piano di riforma da completare entro settembre 2014 con il vincolo di raggiungere l’obiettivo di risparmio indicato” è proprio questo ciò che traspare in definitiva dal rapporto Cottarelli. In questa direzione la rapidità esecutiva, matrice evidente dell’azione governativa del premier Matteo Renzi, viene certamente in aiuto.

 

Blocco stipendi Polizia di Stato: i cardini dell’efficienza

 

Particolare attenzione in materia di pubblica sicurezza assume ora il dossier intitolato “La spending review delle forze di polizia – Documento programmatico”: all’interno di tale documento si delineano molteplici questioni: tra le altre va evidenziata quella inerente ai fitti: tra Arma dei Carabinieri e Polizia di Stato, nel triennio 2014-2016 si potranno realizzare 52 milioni di risparmi, per fare un esempio. L’obiettivo che sovrintende e funge da base tematica a questa tipologia di azione è ovviamente inserito sui binari dell’eliminazione (o almeno della riduzione drastica) di ogni possibile (ed esiziale) duplicazione di risorse, umane e finanziarie all’interno del comparto.

 

Fonte: Sole24ore, il Gazzettino

 

Marco Brezza

 

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mer, ago 13, 2014  Marco Brezza
Scatti E Automatismi Stipendiali Comparto Sicurezza: Come Tutelarli? 3.00/5 (60.00%) 1 Vota Questo Articolo

Un baluardo posto a difesa degli scatti e automatismi stipendiali comparto sicurezza: è l’obiettivo che si stanno ponendo numerose sigle sindacali afferenti alle Forze dell’Ordine (tra cui, in particolare, alcuni sindacati afferenti a Polizia di Stato e Vigili del Fuoco) in questo particolare periodo. Tra sit-in davanti alla Camera dei Deputati a Roma ed altre manifestazioni di genere analogo, i rappresentanti del comparto sicurezza si stanno adoperando per difendere gli stipendi dei membri, lo sblocco della contrattazione e degli automatismi inerenti alla tematica della progressione di carriera e degli scatti di anzianità.

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Fonte: cronachecittadine.it

Fonte: cronachecittadine.it

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Scatti e automatismi stipendiali comparto sicurezza: cosa accade in Italia

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In tema interviene il segretario della Silp Cgil, Daniele Tissone, il quale affronta la questione affermando che “la notizia secondo cui il disegno di legge relativo alla riforma delle carriere non sarebbe, a parere della Ragioneria di Stato, in linea con la spending review costituisce, qualora confermata, l’ennesima beffa nei confronti delle donne e degli uomini occupati ogni giorno in servizio all’interno del comparto sicurezza”. Diverse sono le manifestazioni organizzate nel territorio italiano per protestare nell’obiettivo comune di salvaguardare scatti e automatismi stipendiali comparto sicurezza: tra di esse anche una organizzata da Fp Cgil Comparto sicurezza dei Vigili del Fuoco. “Dopo il blocco dei contratti e degli automatismi stipendiali ulteriormente prorogato a tutto il 2014 – prosegue Tissone con parole perentorie – la notizia di un’altra (l’ennesima) battuta d’arresto in punto di revisione delle carriere del personale della Polizia di Stato, strumento che garantirà una migliore funzionalità degli apparati in favore della collettività, appare assolutamente non giustificabile, né, in ulteriore misura, oltremodo accettabile”.

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La lettera dei sindacati

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In questa direzione si presenta sintomatica la lettera inviata ai capogruppo della Camera dei Deputati da parte dei sindacati di Polizia, Polizia Penitenziaria e Vigili del Fuoco proprio in materia di congelamento scatti e automatismi stipendiali comparto sicurezza: la richiesta è quella di un incontro urgente per risolvere quanto prima i problemi e limitare l’estensione di una metaforica emorragia di risorse e di denaro in capo al pubblico impiego del comparto sicurezza nel nostro paese. In un estratto da questa lettera si può leggere che “per quanto concerne il Comparto Sicurezza e Difesa vi sono problematiche (…) in merito al reperimento di fondi connessi al soddisfacimento dei propri automatismi stipendiali e per le progressioni di carriera ove, in passato, si è attinto con risorse proprie oggi insufficienti a coprire, per intero, il periodo 2012-2014”.

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Scatti e automatismi stipendiali comparto sicurezza: la protesta prosegue

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Il cosiddetto blocco del tetto salariale ed il congelamento di scatti e automatismi stipendiali comparto sicurezza non fa altro che determinare situazioni operative di disagio per personale ed Uffici, con effetti discutibili sia a livello normativo che a livello esecutivo, con ingenti danni e difficoltà sul piano dell’efficienza e della funzionalità del sistema sicurezza e difesa: insomma, per il personale vi sono maggiori oneri ed impegni a fronte di una retribuzione inferiore.

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La protesta incarnata dalle rappresentanze sindacali si va ad innestare su una tematica che già nella scorsa estate aveva sollevato polemiche e rivendicazioni, con il blocco dei trattamenti stipendiali dei membri del comparto sicurezza al fine di elaborare una strategia per il contenimento dei costi e il risanamento dei bilanci statali. Le voci della protesta si sollevarono alte allora come adesso: quale soluzione proporre?

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Fonti: ansa.it, alsippe.it, grnet.it

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Marco Brezza

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