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Polizia. Governo Nuovo. Questioni Vecchie



Polizia. Governo Nuovo. Questioni Vecchie
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Senza sicurezza non può esserci ripresa e rilancio economico e sociale. A dirlo è l’Unione Europea. Ma nonostante le larghe intese, il governo attuale non sembra volersi fare carico di questi figli in divisa, trattandoli ancora una volta come prole indesiderata.

 

Come? Tanto per cominciare, in totale sordina, il consiglio dei ministri ha approvato la proroga fino al 31 dicembre 2014 del blocco dei rinnovi contrattuali – già congelati dal lontanissimo 2010 – , degli automatismi stipendiali e anche del tetto individuale salariale per tutti i lavoratori del comparto sicurezza e anche per gli appartenenti al corpo dei vigili del fuoco.

Polizia pronta a manifestare per i propri diritti

Polizia pronta a manifestare per i propri diritti

Inutile l’indignazione del Cocer e dei sindacati di categoria che hanno gridato a gran voce l’assurdità di questo provvedimento e la paralisi a cui le forze di polizia vanno incontro, in un momento storico dove gli scontri di piazza e le manifestazioni che richiedono la loro presenza attiva andranno aumentando, a discapito della sicurezza dei cittadini.

 

Un altro punto per il quale le associazioni di categoria della polizia di stato puntano il dito contro il governo Letta riguardo alla militarizzazione della sicurezza e dell’ordine pubblico interno: sono stati infatti spesi la bellezza di 70 milioni di euro per  destinare l’esercito a compiti di sicurezza civile.

 

In una nota diffusa qualche giorno fa si legge tutto il malcontento della categoria e l’amarezza per una situazione che non accenna a sbloccarsi: “tra i poliziotti il malcontento è fortissimo, stretti come siamo tra una professione che diventa ogni giorno più difficile, una retribuzione che rende quasi impossibile arrivare alla fine del mese e frequenti attacchi esterni che, spesso, mettono in discussione il nostro operato”.

 

 

 

L’ultima Speranza E’ Appesa A Un filo

 

L’ultima speranza prima di scendere in piazza potrebbe avverarsi entro il prossimo mese e riguarda la  modifica del tetto individuale a quello di amministrazione. In questo modo infatti verrebbe garantito l’impiego di tutti i poliziotti in funzione delle esigenze di sicurezza del paese e nel rispetto dei limiti economici dettati dal bilancio.

 

Inoltre sarebbe possibile arrivare a una legge delega  per il riordino delle carriere entro poche settimane, in modo da creare un distacco netto e preciso tra le forze di polizia e quelle militari che hanno ben altre funzioni e compiti differenti dalla sicurezza civica.

 

Anche l’ispezione annunciata del Ministro Kyenge all’interno dei CIE è stata accolta dal SIUL come una buona notizia: servirà non solo per accertare le condizioni di vita degli ospiti, ma anche per toccare con mano la quotidianità lavorativa dei poliziotti impiegati al loro interno.

Felice Romano, Segretario Generale del SIULP, infatti non fa mistero che “questi luoghi sono diventati delle vere e proprie bombe ad orologeria con il rischio che esplodano tutti insieme con gravi ricadute sulla tenuta dell’ordine e della sicurezza pubblica”.

 

La speranza è che l’interesse delle istituzioni non si focalizzi esclusivamente sugli stranieri, ma che allarghi le vedute e l’impegno anche ai dipendenti statali che garantiscono ordine e sicurezza a loro discapito all’interno dei centri.

Il 4 settembre prossimo si terrà un importante incontro tra le associazioni di categoria, il Cocer e il Ministro per la Pubblica Amministrazione e la Semplificazione Gianpiero D’Alia. Un incontro, l’ultimo, prima che le forze di polizia perdano definitivamente speranza e pazienza rispetto al loro lavoro, al loro futuro, alla loro dignità professionale.

 

 

 

Fonte: grnet / uglpoliziadistato / sap-nazionale / ilcittadinodinomb

 

 

 

Valentina Stipa

 

 

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Un Commento a “Polizia. Governo Nuovo. Questioni Vecchie”

  1. Nicola Says:

    Ma possibile che Voi statali non capiate che la crisi non ci può essere solo per i lavoratori nel privato, a noi cassa integrazione, chiusura dei posti di lavoro e conseguenti licenziamenti… e voi avete il coraggio di lamentarvi per un contratto non rinnovato?
    ma pensate piuttosto a lavorare seriamente, che l’impiegato statale è la causa principale della rovina di questo paese… basta andare in qualsiasi ufficio, questa è la verità che tutti nascondiamo…. saluti e buon giramento di dita…

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