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Polizia Municipale. Non sempre la professionalità premia



Polizia Municipale. Non sempre la professionalità premia
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Fonte: lineadiretta24.it

Fonte: lineadiretta24.it

A volte denunciare un illecito non sempre premia. È una frase che pesa quella che avete appena letto. Purtroppo però in Italia, in molti casi, va proprio così.

 

 

 

Roberto Pardo lo sa molto bene. È il vigile urbano che denunciò la manifattura made in China degli stivali della polizia municipale. E che ora non ha più un’arma di servizio e dovrà sottoporsi a una commissione medica che valuterà i suoi requisiti psicofisici.

 

 

 

Il provvedimento porta la firma del comandante Raffaella Modafferi, secondo quanto stabilito dal Comando generale.
La richiesta del provvedimento arriva a seguito dell’ultimo atto di protesta plateale che vide protagonista Pardo, il quale si incatenò davanti al Campidoglio per attirare l’attenzione dei media sul suo caso, e prima ancora si era travestito da Gesù per partecipare a un’assemblea.

 

 

 

 

 

Polizia Municipale. La linea sottile tra pazzia e scomodità

 

 

 

Ma siamo sicuri che questi atteggiamenti siano sintomo di pazzia? Ripercorriamo al storia di Pardo e cerchiamo di rispondere a questa domanda per quanto possibile.
Il primo dato importante è che il vigile in questione è un sindacalista eletto delle liste RSU del comune di Roma. Il motivo dell’avvenuta messa sotto inchiesta del suo operato arriva a seguito dell’ottemperanza del suo dovere: stava infatti sequestrando un articolo riportante il marchio China Express, ovvero un marchio ce contraffatto rispetto a quanto prevede la normativa europea.

 

 

Il problema nasce perché tale marchio era affisso su diverse parti della divisa d’ordinanza della polizia municipale del comune di Roma.

A difendere il vigile arriva anche il sindacato Ugl che parla di clima da medioevo: “siamo all’assurdo. Non si perde occasione, da parte del medesimo dirigente, di instaurare provvedimento su provvedimenti, dei confronti degli agenti che al tempo non fecero altro che il proprio dovere” e che in qualche caso “furono deferiti in consiglio di disciplina addirittura per aver doverosamente presenziato all’udienza di convalida di un arresto”.

 

 

Polizia Municipale. Questa gogna deve finire

 

 

 

Secondo i sindacati di categoria, è dal lontano capodanno 2015 che i vigili urbani della capitale, per un pretesto o per un altro vengono sistematicamente messi sotto inchiesta. Quella notte 800 vigili urbani verranno messi sotto inchiesta per aver disertato il servizio.
Marco Milano della Ugl Pl lancia un appello al neo sindaco di Roma, “chiediamo al sindaco di Roma di intervenire e fare chiarezza, partendo da una verifica di precedenti carichi pendenti, civili e penali, degli attuali dirigenti, anche al fine di valutare l’opportunità e l’idoneità alle delicate funzioni di comando. Tanto per evitare i cosiddetti due pesi e due misure”.
Un appello chiaro ma che difficilmente la Raggi potrà accogliere in questi giorni, essendo in ben altre faccende affaccendata…

 

 

 

Fonte: La Republica

 

 

 

Valentina Stipa

 

 

 

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