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Sciopero Polizia Penitenziaria. Aggressioni in pericoloso e costante aumento



Sciopero Polizia Penitenziaria. Aggressioni in pericoloso e costante aumento
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Fonte: sappebasilicata.it

Fonte: sappebasilicata.it

Se l’amministrazione si gongola per idee e progetti che, a loro dire, dovrebbero migliorare le condizioni di lavoro all’interno delle carceri, la realtà delle cose è ben diversa per coloro che la vivono sulla propria pelle.

 

Negli ultimi giorni, da nord a sud gli episodi di violenza e aggressione ai danni degli agenti di polizia penitenziaria hanno fatto registrare u pauroso e costante aumento che rende ancora più fallimentare quella manciata di provvedimenti presi dall’amministrazione e che già sapevamo essere del tutto irrilevanti in termini di miglioramento delle condizioni di lavoro.

 

 

 

Polizia Penitenziaria. Secco No al corpo di giustizia

 

 

L’ultima idea in termini di tempi, già boccata da tutti i sindacati di categoria, è la creazione di un Corpo di Giustizia.

Le motivazioni di questa forte opposizione è ben spiegata in un comunicato stampa del sindacato autonomo Si.N.A.P.Pe.: “i buoni propositi dell’ampliamento (…) delle competenze esterne della Polizia Penitenziaria non hanno bisogno di riforme legislative per essere attuati, essendo le stesse (…) prerogative insite nei dettami del codice di procedura civile, stante l’attribuzione al Corpo (dal lontano 1990) delle funzioni di polizia. Allargare le maglie fino a ricomprendere sotto una medesima uniforme figure professionali che di polizia non hanno nulla (si pensi agli assistenti sociali piuttosto che agli educatori) non crea delle specializzazioni nel Corpo, ma spersonalizza i 38 mila poliziotti penitenziari che dovrebbero davvero rinunciare alla propria identità”.

 

 

Polizia Penitenziaria. Si scende in piazza

 

 

Anche per questa pseudo riforma del corpo, il 18 e il 19 aprile prossimi si scenderà in piazza a Roma, proprio davanti al carcere di Rebibbia, luogo in cui, è già stato annunciato, si terrà l’ufficializzazione del fine lavori degli Stati Generali dell’esecuzione della pena, alla presenza delle maggiori cariche istituzionali.

 

La manifestazione non sarà contro il capo di stato, presente all’evento, ma avrà lo scopo di “portare l’ira e le urla di rabbia di chi ogni giorno rischia di essere aggredito e ferito perché rappresenta lo Stato nella prima linea delle sezioni detentive, gli appartenenti alla Polizia Penitenziaria”.

 

Oltre all’istituzione del corpo di giustizia, i motivi della protesta sono molteplici. Non ultimo, come già detto, l’aumento senza controllo degli episodi di violenza e aggressione ai danni degli agenti in servizio.

Tale escalation è legata, secondo il Sappe, altro sindacato autonomo di categoria, al regime di vigilanza dinamica, che ha modificato lo stare in carcere per i detenuti, a danno dei baschi blu, i quali sono carenti in termini di risorse umane e per questo non possono vigilare come dovrebbero in questo nuovo regime.

 

Non solo, ma le stesse istituzioni hanno anche bocciato un emendamento, proposto nella legge di stabilità, che avrebbe previsto l’inserimento di altri 800 agenti, a partire dagli idonei non vincitori dei precedenti concorsi.

 

 

Fonte: sinappe / sappe

 

 

 

 

 

Valentina Stipa

 

 

 

 

 

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