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Polizia Penitenziaria. Ennesimo appello a Renzi



Polizia Penitenziaria. Ennesimo appello a Renzi
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Fonte: imolaoggi.it

Fonte: imolaoggi.it

Tonelli, Capece, Moroni e Brizzi. Queste le firme apposte in calce alla richiesta di convocazione, l’ennesima,  rivolta al presidente del consiglio Renzi in merito a quanto previsto dalla Legge di Stabilità, attualmente in discussione in parlamento, in termini di comparto sicurezza.

 

L’iniziativa, l’ultima in ordine di tempo, è congiunta e riguarda esattamente Sap, sindacato Autonomo di Polizia, Sappe, sindacato autonomo di polizia penitenziaria, SAPAF, sindacato autonomo di polizia ambientale e forestale e dal CONAPO sindacato autonomo dei vigili del fuoco.

 

 

Polizia Penitenziaria. “Terrorismo Preoccupa Anche Noi”

 

 

Mentre si attende risposta dai vertici istituzionali, gli eventi internazionali degli ultimi giorni preoccupano non poco gli agenti penitenziari che lavorano all’interno delle carceri italiane: “anche il carcere è luogo sensibile, da monitorare costantemente, per scongiurare pericolosi fenomeni di proselitismo del fondamentalismo islamico tra i detenuti presenti in Italia. La Polizia Penitenziaria, attraverso gruppi selezionati e all’uopo preparati, monitora costantemente la situazione, ma non dimentichiamo che oggi è ancora significativamente alta la presenza di detenuti stranieri in Italia. Rispetto agli oltre 52.400 presenti alla data del 31 ottobre scorso, ben 17.342 erano stranieri (più di 13.500 gli extracomunitari) e di questi circa 8mila di Paesi del Maghreb e dell’Africa”. A dirlo è proprio Donato Capece, segretario generale SAPPE.

 

 

Polizia Penitenziaria. Investimenti E Formazione Contro I Terroristi

 

 

Ma come si può rendere gli istituti penitenziari più sicuri? Prima di tutto impedendo il proselitismo e la diffusione del radicalismo islamico nelle carceri, sospendendo il provvedimento in atto della vigilanza dinamica, introdotto dal Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, che consente ai detenuti di stare molte ore al giorno fuori dalle celle, mischiati tra loro, con controlli sporadici ed occasionali da parte della Polizia Penitenziaria.

 

Questa promiscuità che rende i soggetti più vulnerabili facili prede di chi è in cerca di adepti, come nel caso dei terroristi islamici, dovrebbe essere sospesa in via precauzionale e subito.

 

Il fenomeno del proselitismo all’interno degli istituti carceri non è di natura Italia, anzi. Molte indagini condotte in paesi europei come Regno Unito e Francia hanno portato alla luce allarmanti fenomeni legati al radicalismo islamico, il quale però va fronteggiato da personale qualificato.

Da qui l’importanza di formare  e aggiornare  i nostri baschi blu.

 

I sindacati di categoria anche su questo punto non possono che puntare il dito contro le istituzioni: “servirebbe però, più formazione, più attenzione, ma soprattutto, una volontà politica e una presa di coscienza dei vertici del DAP dell’enorme bagaglio di esperienza e professionalità della Polizia Penitenziaria”.

 

 

 

Fonte: sappe / adnkronos / polizia penitenziaria

 

 

 

 

Valentina Stipa

 

 

 

 

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