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Polizia Penitenziaria. Ci mancava l’epidemia batterica



Polizia Penitenziaria. Ci mancava l’epidemia batterica
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Fonte: ilnazionale.it

Fonte: ilnazionale.it

Il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria ha tempestivamente avviato tutte le procedure per la bonifica dell’impianto idrico della casa circondariale di Alba, dove recentemente si sono verificati alcuni casi di affezioni respiratorie da legionellosi.

 

A tutela della salute del personale penitenziario e della popolazione detenuta il provveditorato regionale e la direzione generale detenuti e trattamento  in queste ore stanno provvedendo al trasferimento dei detenuti presso gli istituti penitenziari del Piemonte, nel pieno rispetto del principio della territorialità della pena.

 

Il personale penitenziario sarà temporaneamente reimpiegato presso altre strutture nel rispetto delle vigenti procedure. Gli interventi di bonifica dell’impianto idrico sono stati disposti dal locale Servizio di Igiene e Sanità pubblica”.
Questa la dichiarazione del Dap a seguito dell’ennesimo caso di Legionellosi nel carcere di Alba.

 

 

 

Polizia Penitenziaria. Non basta la tempestivi d’intervento a danno avvenuto

 

 

 

Il carcere di Alba non è purtroppo nuovo a questi casi e in passato già un agente di polizia penitenziaria e un detenuto erano stati colpiti da questi batteri.

Per questo si sta procedendo allo sfollamento degli attuali 122 detenuti, di cui 22 collaboratori di giustizia a cui si aggiungono 112 agenti di polizia penitenziaria.
Ci complimentiamo per la tempestività e ci auguriamo che la stessa sensibilità venga applicata individuando destinazioni provvisorie idonee per detenuti e agenti: che questi ultimi siano collocati non distanti dalla sede di provenienza e comunque su base volontaria”. A dirlo è il segretario generale Osapp, Leo Beneduci.
I sindacati di categoria della polizia di penitenziaria cavalcano legittimamente l’onda della notizia ricordando come secondo una recente indagine “almeno una patologia infettiva è presente nel 60-80% dei detenuti nelle carceri italiane. Questo significa che almeno due persone su tre sono malate. Tra le malattie più frequenti, proprio quelle infettive, che interessano il 48% dei presenti”.  A questo dato del segretario generale del Sappe Donato Capece, si aggiunge la dichiarazione del segretario regionale del Piemonte Vicente Santilli che chiede l’immediata messa in sicurezza della casa di reclusione “garantendo al personale di polizia penitenziaria e agli altri detenuti del carcere una adeguata opera di prevenzione e bonifica”.
Come riportato in apertura con la dichiarazione del DAP, in effetti è quello che sta avvenendo in queste ore.
Nel frattempo non rimane che sperare che le condizioni di chi è stato colpito da questi batteri e che attualmente è in coma farmacologico migliorino.

 

 

 

 

Fonte: polpen /lastampa / repubblica

 

 

 

Valentina Stipa

 

 

 

 

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Un Commento a “Polizia Penitenziaria. Ci mancava l’epidemia batterica”

  1. Hosting Says:

    Per i regolamenti interni della polizia esistono anche le commissioni disciplinari che hanno il compito di decidere sul futuro dei propri dipendenti, come in questo caso e dopo il carcere.

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