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Polizia Penitenziaria. Il Danno Oltre La Beffa



Polizia Penitenziaria. Il Danno Oltre La Beffa
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Affermare che siamo arrivati al paradosso è a dir poco un eufemismo ben distante dalla realtà dei fatti che sfiora e in qualche caso supera la soglia del ridicolo. Che la polizia penitenziaria sia la sorellastra povera tra le forze dell’ordine è risaputo; per questo molte notizie che, se applicate ad altri settori darebbero vita a una rivoluzione, se coinvolgono i baschi blu, tutto sommato passano in sordina. Ma questa no.

 

 

Fonte: poliziapenitenzaria.it

Fonte: poliziapenitenzaria.it

L’idea di “coinvolgere i poliziotti penitenziari che posseggano capacità tecniche necessarie ad eseguire specifici lavori di ristrutturazione” nell’ottica di ottimizzazione dei costi statali è davvero troppo. Al momento è solo una proposta dell’amministrazione penitenziaria della Lombardia guidata da Giacinto Siciliano, ma è bastata a scatenare un putiferio tra le associazioni a tutela della categoria.

 

Il Sappe in particolare si è immediatamente messo sul sentiero di guerra, con dichiarazioni al vetriolo da parte del suo segretario generale Donato Capece: “E’ una cosa ridicola, che se non fosse scritta nero su bianco in atti ufficiali farebbe davvero ridere (…)  Anziché impiegare i detenuti, che nella stragrande maggioranza dei casi stanno in cella ore e ore a far nulla, si cercano poliziotti per fargli fare il doppio lavoro: un po’ poliziotti e un po’ muratori, lattonieri, idraulici”.

Nell’’ottica invece del suo ideatore, si tratta di un’idea rivoluzionaria.

 

 

 

Polizia Penitenziaria. Che Sia Un Modo Per Distogliere L’Attenzione Dai Veri Problemi?

 

 

La proposta non è stata ancora analizzata dal Ministro della Giustizia Andrea Orlando, il quale è stato invitato invece a eseguire un’ispezione all’interno dell’istituto e a schierarsi chiaramente contro questo provvedimento.

All’interno di questa direttiva emergono chiare le intenzioni che hanno mosso l’amministrazione penitenziaria lombarda ovvero “riadeguare opportunamente le infrastrutture che necessitino di particolari interventi di risistemazione o miglioramento”.

Ad oggi nessuno ha risposto in via ufficiale all’ira del Sappe.

 

E la domanda retorica posta all’inizio di questo paragrafo è del tutto lecita se si pensa che il Sappe, oltre ad alzare la voce rispetto a questa direttiva, continua la sua lotta per la sospensione della vigilanza dinamica, che sta facendo registrare un aumento esponenziale delle aggressioni ai danni dai baschi blu.

Più ore fuori dalle celle senza far nulla, girando da una parte all’altra, non vuol affatto dire umanizzare la pena ma determinare tensioni  continue e favorisce addirittura che si possano verificare nuovi reati tra le celle” tuona Capece.

 

 

 

 

Polizia Penitenziaria. Lungo Percorso Che Non Vede La Fine

 

 

 

 

E proprio mentre si continua a discutere senza sosta delle condizioni di lavoro degli agenti penitenziari, arriva la notizia della sospensione di 16 di loro in seguito al suicidio di un detenuto e a dichiarazioni a dir poco infelici e gravi di alcuni baschi blu, che hanno indignato i familiari della vittima e l’intera collettività.

 

Ma anche su questo punto il sindacato non è d’accordo con il Dap che ha deciso per la sospensioni d’ufficio degli agenti coinvolti in questa squallida vicenda, dichiarando che “reagire in maniera eclatante e sproporzionata (..) senza un percorso disciplinare che preveda contestazione e difesa, è fuori dalle norme previste ed è un’anomalia illegittima che, infatti, la Amministrazione Penitenziaria non ha mai adottato”.

Pur condannando senza mezzi termini le frasi oscene comparse sui social, il sindacato rivendica la necessità di andare in fondo alla vicenda prima di prendere provvedimenti che vanno solo a scaldare gli animi e danno il senso alla collettività di una finta giustizia sulle spalle di un morto.

 

La richiesta del sindacato autonomo di polizia penitenziaria è chiara e poco impegnativa: si chiede un tavolo tecnico di lavoro che riveda e ridiscuta l’organizzazione della vigilanza dinamica e che affronti lo spinoso tema delle condizioni di abbandono in cui si trovano gli agenti, anche alla luce di questa ultima proposta lombarda, che davvero lascia senza parole.

   

 

 

 

Fonte: grnet / sappe / huffingtonpost / poliziapenitenziaria

 

 

 

Valentina Stipa

 

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Un Commento a “Polizia Penitenziaria. Il Danno Oltre La Beffa”

  1. eleonora Says:

    quando si tratta di gettare fango puzzolente in faccia alla polizia sia essa locale , penitenziaria , carabinieri , e polizia di stato , i delinquenti hanno sempre ragione . basta riuscire a prendere soldi e si fa casino . se il poverino è morto , lo hanno picchiato , sicuramente è stato un carabiniere , non è mai detto che in galera si pestano e si ammazzano . per carità in galera stanno i santi . ecco proviamo a mandare il ministro , il generale in un carcere , stia tutto il giorno a farsi insultare , a farsi sputare in faccia , poi vediamo le loro reazioni . non devono dire chi sono . un consiglio andate in america , o in Inghilterra e state zitti . dimenticavo , regalate agli uomini il vostro stipendio , loro lavorano , voi no siete solo dei mantenuti

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