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Polizia Penitenziaria. Quali prospettive con l’unificazione



Polizia Penitenziaria. Quali prospettive con l’unificazione
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Fonte: irpinia24.it

Fonte: irpinia24.it

Le prospettive di unificazione dei corpi di polizia, compresa quella penitenziaria si avvicinano sempre di più. Ma a che cosa realmente e concretamente vanno incontro i baschi blu? Cosa cambia, quali miglioramenti e quali invece gli svantaggi?

 

Si proverà a rispondere a tutti questi quesiti e anche a molto di più nell’incontro che è stato organizzato per il prossimo 11 giugno dal sindacato autonomo SAPPE, presso la sala della Piccola Promoteca del Campidoglio, dal titolo “Unificazione o razionalizzazione dele forze di polizia: prospettive per il corpo di polizia penitenziaria“.

 

 

Polizia Penitenziaria. Nulla è Certo

 

 

Se da un lato l’accorpamento della guardia forestale all’interno della grande famiglia della polizia di stato, ad esempio ha già avuto il via libera del Senato, già da qualche settimana, seppure rimane ancora da decidere chi e in che termini si farà carico dei suoi compiti specifici come la lotta alle frodi alimentari, la prevenzione del dissesto idrogeologico e  il perseguire i reati ambientali, per gli agenti di polizia penitenziaria è ancora tutto da capire-

 

Eppure di fatto però il decreto è già stato approvato. Facciamo un passo indietro per un attimo e, attraverso i numeri attuali, cerchiamo di spiegare quanto questi fenomeno di accorpamento sia effettivamente preoccupante.

 

In italia la pubblica sicurezza viene garantita attraverso 305 mila agenti divisi in cinque differenti corpi: Carabinieri (105 mila), Polizia (95 mila), Guardia di finanza (60mila), Polizia penitenziaria (38 mila), Corpo forestale dello Stato (settemila).

Questi numeri sono veri prima dei tagli degli ultimi anni che hanno fatto rgistrare un calo di 15mila agenti tra polizia e carabinieri.

 

 

Polizia Penitenziaria. Intanto Tutto Continua Come Prima

 

Nell’attesa che venga reso noto che cosa ne sarà degli agenti di polizia penitenziaria, il ministero dell’interno con nota dello scorso 8 maggio ha emanato disposizione per l’esercizio del diritto di voto dei baschi blu alle prossime elezioni, proprio come se nulla fosse. Esattamente come se non dovesse cambiare ninete.

 

Dunque si legge nella nota che “potranno esercitare il diritto di voto in qualsiasi sezione del comune idn cui si trovano per cause di servizio e con precedenza su altri alettori iscritti“; inoltre verranno concessi brevi concedi non retribuiti per cloro che per esigenze di servizio dovrennao andare a votare in altri comuni.

 

La sintesi dunque qual è? Che la politica viene sempre prima di tutto. E allora lasciamo tutto come sta fino alle elezioni. Poi, qualcosa succederà.

 

 

 

 

Fonte: sappe / blastingnews / leggo / fnscisl

 

 

 

 

Valentina Stipa

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