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Polizia Penitenziaria: i mezzi sono rotti e non ci sono soldi per le riparazioni



Polizia Penitenziaria: i mezzi sono rotti e non ci sono soldi per le riparazioni
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La precarietà con la quale deve lavorare la Polizia Penitenziaria in Italia è davvero grave. Tante volte abbiamo già denunciato la situazione di sovraffollamento delle carceri e l’assenza di personale ma la cosa è sempre peggio. Forse dalla prossima settimana non sarà possibile neanche realizzare le “traduzioni”, ovvero il servizio di trasporto dei detenuti. Il motivo: non ci sono mezzi e quelli che ci sono, sono vecchi e rotti.

 

Il segretario generale del Sindacato di Polizia Penitenziaria, SAPPE, Donato Capece, dichiara che: “Abbiamo in tutta Italia centinaia e centinaia di automezzi del Corpo (più di 80 nel solo carcere di Napoli Secondigliano) fermi in attesa di riparazioni che non possono essere eseguite perché mancano i soldi, tanto che è lo stesso Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria a comunicarlo ufficialmente nelle note di risposta alle lettere delle Direzioni delle carceri che chiedono, appunto, fondi per le riparazioni. Non solo: tanti mezzi hanno oltre 300, 400 e persino 500mila chilometri “sulle spalle” e persino procedure obbligatorie di sicurezza come i periodici collaudi non vengono osservati proprio perché non ci sono soldi. E’ una situazione catastrofica: questo deve fare seriamente riflettere sui gravi rischi che le donne e gli uomini della Polizia Penitenziaria quotidianamente affrontano nel trasportare i detenuti”.

 
I rappresentanti sindacali denunciano per l’ennesima volta che in questo modo è impossibile lavorare, le difficoltà operative con cui devono confrontarsi ogni giorni questi lavoratori sono inumane e, di conseguenza, non è possibile garantire un servizio di qualità ai cittadini. In questo senso, Capece ricorda che “il panorama è compreso di agenti che sono sotto organico, non retribuiti degnamente, impiegati in servizi quotidiani ben oltre le 9 ore di servizio, con mezzi di trasporto dei detenuti spessissimo inidonei a circolare per le strade del Paese, fermi nelle officine perché non ci sono soldi per ripararli o con centinaia di migliaia di chilometri già percorsi”.
Forse è arrivato il momento che l’amministrazione penitenziaria, d’una volta, prenda sul serio la situazione.

 

Fonte: SAPPE

Foto: Sicilia 24 ore

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4 Commenti a “Polizia Penitenziaria: i mezzi sono rotti e non ci sono soldi per le riparazioni”

  1. Luca Dragoni Says:

    Mah!!!!!!!! No Comment…. io una soluzione ce l’avrei…. mandiamo i detenuti nei tribunali a mezzi propri e senza scorta….tanto per come stanno bene in carcere….di sicuro ritornano!!!!!!

  2. Beppe Melandri Says:

    Gli prendiamo a noleggio le auto a spese dell’amministrazione.

  3. Pippo Branca Vitello Says:

    Siamo alla frutta

  4. Polizia Penitenziaria: NO ai bimbi in Carcere Says:

    [...] delle prigioni italiane e, non possiamo dimenticare, che i centri penitenziari in Italia sono in pessime condizioni: sovraffollati e con infrastrutture decadenti. Non parliamo più di diritti di detenuti ma di [...]

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