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Archivi per la categoria 'Polizia Penitenziaria'

lun, dic 5, 2016  Valentina
Polizia Penitenziaria. Nessun emendamento per incentivare assunzioni
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Fonte: cerchioblu.org

Fonte: cerchioblu.org

“La parola sicurezza è solo una promessa elettorale agitata per ottenere voti, ma quando si può fare qualcosa nel concreto Renzi e compagni lasciano sguarnite le carceri italiane di agenti. Poi ci meravigliamo delle continue evasioni e provano a scaricare la colpa sugli operatori della sicurezza che ormai sono allo stremo delle forze e della pazienza. Si nega a giovani preparati e vincitori di concorso, attraverso lo scorrimento delle graduatorie, di riempirei i vuoti di organico della Polizia Penitenziaria”.

 

 

È questa la rabbiosa reazione del capogruppo della commissione Giustizia Vittorio Ferraresi, in seguito alla bocciatura da parte del governo degli emendamenti che avrebbero permesso l’assunzione di quasi 900 risorse per la polizia penitenziaria e oltre 100 per il DAP.

Impedire nuove assunzioni è una colpa grave, così si fa perdere sempre di più credibilità al sistema Giustizia in Italia”. Carica ferraresi.

 

 

Polizia Penitenziaria. E intanto i suicidi aumentano tra gli agenti

 

 

E intanto in carcere si muore. Ma non muoiono solo i detenuti. Nella più assoluta e silenziosa indifferenza a morire sono sempre più spesso gli agenti. E sono proprio loro che gridano aiuto, che urlano la loro disperazione. Ma nessuno accogli la loro disperazione.

 

 

Adesso basta. Non possiamo più leggere freddi comunicati nei quali si esprime cordoglio, cercando la causa del suicidio altrove, purché non emerga il nesso tra il lavoro e il rischio suicidario; facendo capire all’opinione pubblica che comunque l’ambiente carcerario non influisce minimamente sulla psiche, e che i problemi erano solo personali o familiari”. Si legge in un articolo scritto proprio da un agente.

 

 

Perché in carcere ci sono anche loro. E chi legittimamente si prodiga per rendere gli istituti penitenziari dei luoghi più civili e più vivibili, nei quali i detenuti possano trascorrere le loro giornate in modo tranquillo e dignitoso dovrebbe non dimenticarsi che dentro quelle stesse mura ci sono anche loro.

Quei baschi blu, con la divisa scura, lo sguardo duro e gli attenti. Un esercito di quelle che qualcuno chiamò “guardie bigotte” senza un comandante, alla deriva più totale.

 

 

Polizia Penitenziaria. E’ uno stallo che non può durare

 

 

Ed ecco allora che quando iniziative politiche – rarissime – non trovano il plauso delle stesse istituzioni da cui nascono, l’amaro in bocca è davvero impossibile da mandare giù.

L’aumento dei suicidi tra gli agenti di polizia penitenziaria è un fatto. Reale. Drammatico. In crescita. Di cui nessuno sembra volersi fare carico.

 

Fino a quando mi chiedo? Fino a quando si potrà ignorare? Fino a quando ci si potrà permettere di investire energie in celle migliori e soffioni della doccia nuovi, invece che in risorse umane?  È una domanda che per ora una risposta non ce l’ha. Se la stanno ponendo davvero in pochi. Troppo pochi. E troppo poco potenti.

 

 

 

 

Fonte: poliziapenitenziaria

 

 

 

 

 

Valentina Stipa

 

 

 

 

 

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lun, ago 1, 2016  Valentina
Polizia Penitenziaria. La minaccia Jihadista dietro le sbarre
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Minaccia Jihadista

Che il rapporto tra Isis e polizia penitenziaria esistesse lo sapevamo già. Purtroppo. Abbiamo infatti già affrontato il tema di come le nostre carceri siano poco tsrutturate per affrontare l’emergenza del terrorismo internazionale così come sono strutturate adesso, ovvero sotto organico e con personale che non riceve la corretta e giusta formazione come dovrebbe.

 

Forse proprio dalla consapevolezza di questa mancanza è nata la circolare dello scorso 22 luglio firmata dal ministero della giustizia che affronta il tema di “azioni ostili nei confronti di rappresentati delle forze dell’ordine, quali obiettivi da parte dello stato islamico”.

 

 

Dunque se fino ad oggi il problema era evitare che i detenuti creassero dei punti di formazione e proselitismo all’interno delle mura carcerarie, oggi la priorità diventa esitare che questi stessi detenuti portino avanti vere e proprie azioni violente ai danni degli agenti di custodia.

 

 

 

Polizia Penitenziaria. Cambia la prospettiva di allarme Isis

 

 

Questo cambio di rotta ha ricevuto una spinta forte a causa del un video, nel quale Abou Mohammed Al Adnani, uno dei portavoce dello stato islamico, annunciava che le guardie penitenziarie sono “un obiettivo da colpire”.

 

Un annuncio preoccupante, non c’è dubbio, ma che è stato immediatamente volto a sensibilizzare tutto il personale e i vertici dei baschi blu, affinché non solo non sottovalutino il problema, ma prendano le dovute precauzioni per prevenire eventuali azioni terroristiche, isolando i potenziali autori.

 

È lo stesso Franco Gabrielli, capo della Polizia, a invitare a non sottovalutare il problema: “la dinamica del terrorismo jihadista si prefigge infatti (…) di colpire anche chi abbia una valenza simbolica, in modo da amplificare l’effetto, generativo di insicurezza, movente principale delle loro azioni”.

 

 

 

 

Polizia Penitenziaria: Problema tutt’altro che Italiano

 

 

Il problema non riguarda solo l’Italia. Basti pensare che gli attentatori degli ultimi episodi accaduti in Francia provenivano proprio dalle carceri Francesi e belghe. Proprio per questo motivo, la Gran Bretagna ha deciso di scegliere la strada delle pene alternative proprio per evitare situazioni di proselitismo all’interno degli istituti penitenziari.

 

A ricordarlo è anche Andrea Orlando, ministro della Giustizia durante una trasmissione televisiva sulla rete nazionale, nella quale, dopo aver ricordato gli enormi sforzi, non ancora sufficienti, per migliorare la situazione delle carceri italiani, proprio in favore di un minor astio dei detenuti, ha anche sottolineato come questo allarme proselitismo non vada sottovalutato, ma affrontato nei giusti modi evitando estremizzazioni.

 

 

 

 

Fonte: poliziapenitenziaria / la stampa

 

 

 

 

 

Valentina Stipa

 

 

 

 

 

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mar, apr 26, 2016  Valentina
Polizia Penitenziaria. L’esempio del sistema umanizzato
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pol-penNelle ultime settimane si è spesso parlato di problematiche legate al carcere, ai detenuti, al terrorismo e a tutte quelle questioni che rendono stressante e pericolosa l’attività professionale della polizia penitenziaria, molto più del necessario e del dovuto.

 

Ma così come è giusto conoscere cosa stride e cosa va cambiato, è altrettanto giusto conoscere tutti quegli aspetti che invece non solo vanno bene, ma fungono da esempio e da spinta per un futuro professionalmente migliore e non solo per i baschi blu.

 

Il riferimento è al cosiddetto sistema umanizzato delle carceri della Regione Marche, sul quale il Garante dei diritti, Andrea Nobili, ha speso parole importanti: “se il nostro sistema carcerario è riuscito ad umanizzarsi lo si deve anche alla polizia penitenziaria. Il lavoro degli agenti è fondamentale, impegnativo, difficile e usurante”.

 

 

Polizia Penitenziaria. Nuove regole per il porto d’Armi

 

 

È in pubblicazione sulla gazzetta ufficiale, la modifica al decreto del ministro della sanità datato 28 aprile 1998 che riporta il titolo “Requisiti psicofisici minimi per il rilascio ed il rinnovo dell’autorizzazione al porto di fucile per uso di caccia e al porto d’armi per uso difesa personali”.

 

È del 5 aprile scorso infatti l’ufficializzazione di questa modifica che consentirà a tutto il personale in servizio attivo di dimostrare la propria idoneità psicofisica, attraverso un attestato di servizio che sarà la stessa amministrazione di appartenenza a rilasciare, senza quindi che il soggetto debba farsi carico degli oneri di certificazione medica.

 

 

Polizia Penitenziaria. Torna il comitato pari opportunità

 

 

Dopo un lungo periodo di inattività è tornato a riunirsi finalmente il comitato delle pari opportunità.

Alla sua guida ora c’è un nuovo presidente, la dott.ssa Paloscia, alla quale sono arrivati da più parti gli auguri di buon lavoro, carichi di aspettativi e di risultati, come si legge in una nota del sindacato autonomo di polizia penitenziaria Sappe: “apprezziamo il saluto che il Presidente in sede di insediamento ha volto alle organizzazioni sindacali, ma parimenti sollecitiamo la promozione di ogni idonea iniziativa per l’attuazione del principio delle pari opportunità e della parità di trattamento fra uomini e donne, chiedendo che si relazioni alle OO.SS. sull’operato del Comitato, nonché sulle condizioni oggettive in cui si trovano le donne del Corpo rispetto alle attribuzioni, alle mansioni, alla partecipazione ai corsi di formazione e aggiornamento”.

 

 

 

 

Fonte: consap / alsippe / sappe

 

 

 

 

Valentina Stipa

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mer, apr 13, 2016  Valentina
Polizia Penitenziaria. Convenzione per lavori di pubblica utilità
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Fonte: businessonline.it

Fonte: businessonline.it

È fresco di questi giorni la firma della convenzione quadro tra il Ministro della Giustizia Andrea Orlando e il Commissario straordinario di Roma Capitale Francesco Paolo Tronca per “realizzare e promuovere progetti di lavoro di pubblica utilità e di altre attività gratuite a favore della collettività finalizzati a favorire il reinserimento e l’integrazione sociale del detenuto (…) È una convenzione di impianto che immagina un percorso per il reinserimento dei detenuti nella parte più viva della società romana, il decoro della città, la sua manutenzione, il lavoro, insomma le dinamiche più importanti”.

 

Una decisione incisiva quella presa che per molti detenuti e anche per molti baschi blu cambierà il quotidiano in maniera radicale, se non altro per il numero inferiore di detenuti da sorvegliare.

 

Non nascondiamoci però dietro a un dito. Questa iniziativa giova maggiormente ai detenuti e alla città di Roma, che ha un bisogno viscerale di donare nuovamente decoro a un panorama urbano ogni giorno sempre più deteriorato. E in questo in realtà non c’è nulla di male.

 

 

Polizia Penitenziaria. Sicuri che siano la soluzione?

 

 

Quanto appena affermato è tanto più vero se si pensa che le aggressioni ai danni degli agenti di polizia penitenziaria non accennano certo a diminuire.

 

È notizia di pochi giorni di un episodio all’interno delle mura del penitenziario di Pisa, dove un detenuto, apparentemente senza motivo, quando è stato riaccompagnato in cella, ha iniziato a distruggere tutto quanto trovasse a sua portata, compreso l’agente, che ci ha guadagnato 7 giorni di prognosi. E poi ancora dentro al carcere di Monza, a seguito della negazione di un permesso per cambiare cella, un detenuto croato di 40 anni ha aggredito due agenti, finiti entrambi in ospedale per cure mediche ed accertamenti.

 

Insomma una bomba a orologeria quella dei nostri carceri, non c’è dubbio alcuno su questo. Una bomba che va portata all’attenzione delle istituzioni. Ed è proprio quello che succederà il 18 e il 19 aprile prossimi, grazie al coordinamento del sindacato di categoria Sappe. “Le carceri scoppiano: ma solamente per gli Agenti di Polizia Penitenziaria, sempre più al centro di violenze assurde e ingiustificate, favorite anche dal sistema della vigilanza dinamica, che vuole meno ore i detenuti in cella senza però che facciano alcunché”. Si legge in una nota ufficiale del Sappe.

 

 

Fonte: polpen / romait / sappe

 

 

 

Valentina Stipa

 

 

 

 

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mar, apr 5, 2016  Valentina
Sciopero Polizia Penitenziaria. Aggressioni in pericoloso e costante aumento
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Fonte: sappebasilicata.it

Fonte: sappebasilicata.it

Se l’amministrazione si gongola per idee e progetti che, a loro dire, dovrebbero migliorare le condizioni di lavoro all’interno delle carceri, la realtà delle cose è ben diversa per coloro che la vivono sulla propria pelle.

 

Negli ultimi giorni, da nord a sud gli episodi di violenza e aggressione ai danni degli agenti di polizia penitenziaria hanno fatto registrare u pauroso e costante aumento che rende ancora più fallimentare quella manciata di provvedimenti presi dall’amministrazione e che già sapevamo essere del tutto irrilevanti in termini di miglioramento delle condizioni di lavoro.

 

 

 

Polizia Penitenziaria. Secco No al corpo di giustizia

 

 

L’ultima idea in termini di tempi, già boccata da tutti i sindacati di categoria, è la creazione di un Corpo di Giustizia.

Le motivazioni di questa forte opposizione è ben spiegata in un comunicato stampa del sindacato autonomo Si.N.A.P.Pe.: “i buoni propositi dell’ampliamento (…) delle competenze esterne della Polizia Penitenziaria non hanno bisogno di riforme legislative per essere attuati, essendo le stesse (…) prerogative insite nei dettami del codice di procedura civile, stante l’attribuzione al Corpo (dal lontano 1990) delle funzioni di polizia. Allargare le maglie fino a ricomprendere sotto una medesima uniforme figure professionali che di polizia non hanno nulla (si pensi agli assistenti sociali piuttosto che agli educatori) non crea delle specializzazioni nel Corpo, ma spersonalizza i 38 mila poliziotti penitenziari che dovrebbero davvero rinunciare alla propria identità”.

 

 

Polizia Penitenziaria. Si scende in piazza

 

 

Anche per questa pseudo riforma del corpo, il 18 e il 19 aprile prossimi si scenderà in piazza a Roma, proprio davanti al carcere di Rebibbia, luogo in cui, è già stato annunciato, si terrà l’ufficializzazione del fine lavori degli Stati Generali dell’esecuzione della pena, alla presenza delle maggiori cariche istituzionali.

 

La manifestazione non sarà contro il capo di stato, presente all’evento, ma avrà lo scopo di “portare l’ira e le urla di rabbia di chi ogni giorno rischia di essere aggredito e ferito perché rappresenta lo Stato nella prima linea delle sezioni detentive, gli appartenenti alla Polizia Penitenziaria”.

 

Oltre all’istituzione del corpo di giustizia, i motivi della protesta sono molteplici. Non ultimo, come già detto, l’aumento senza controllo degli episodi di violenza e aggressione ai danni degli agenti in servizio.

Tale escalation è legata, secondo il Sappe, altro sindacato autonomo di categoria, al regime di vigilanza dinamica, che ha modificato lo stare in carcere per i detenuti, a danno dei baschi blu, i quali sono carenti in termini di risorse umane e per questo non possono vigilare come dovrebbero in questo nuovo regime.

 

Non solo, ma le stesse istituzioni hanno anche bocciato un emendamento, proposto nella legge di stabilità, che avrebbe previsto l’inserimento di altri 800 agenti, a partire dagli idonei non vincitori dei precedenti concorsi.

 

 

Fonte: sinappe / sappe

 

 

 

 

 

Valentina Stipa

 

 

 

 

 

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