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Precari nel pubblico impiego: cosa cambia con la Riforma della PA



Precari nel pubblico impiego: cosa cambia con la Riforma della PA
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Giorni di decisioni importanti a livello di riforme nel nostro paese, con una grande attenzione che si concentra in questi giorni sulla Riforma della Pubblica Amministrazione. Ma quali sono gli ultimi aggiornamenti con riferimento al testo che sarà presto licenziato dal team di lavoro del ministro della PA Marianna Madia? Ecco le risposte.

 

Riforma della PA

Precari Pubblica Amministrazione: aggiornamenti

 

Una Riforma quella della Pubblica Amministrazione difficilissima da approvare con definitività: d’altronde andare a cambiare un sistema che da più di 70 anni fornisce determinate garanzie si configura senza dubbio come un compito improbo. Dopo la discussione generale sul provvedimento avvenuta in questi giorni, si provvederà ora ad una prima votazione: come ha sottolineato il viceministro dell’Economia Enrico Morando in commissione Bilancio, alcune novità introdotte alla delega in commissione Affari costituzionali potrebbero saltare.
Ma andiamo ad esaminare la questione precari della Pubblica Amministrazione: i contratti precari della PA dovranno infatti essere circoscritti a fattispecie “limitate e tassative”, si legge nella bozza di testo di riforma, e in ogni caso compatibili “con le esigenze organizzative e funzionali” delle amministrazioni. Tale principio, ribadito più volte nella bozza, potrebbe apparire scontato dal momento che, secondo la Costituzione, per lavorare in un ente statale il passaggio obbligato è il concorso e i contratti flessibili dovrebbero essere l’eccezione e non la regola.
Un concetto non facile da far passare: sul tema, saranno i decreti attuativi della legge delega Riforma PA a fissare in modo tassativo i casi specifici in cui nella Pubblica Amministrazione sia possibile fare ricorso a lavoratori a termine.

 

La questione province e la mobilità

 

Dopo il primo rinvio di definizione per il decreto sugli enti locali a causa del ritardo delle Province nello stilare le liste dei dipendenti in esubero da collocare in mobilità o prepensionare, è giunta la scorsa settimana la bozza del decreto sulla mobilità dei dipendenti pubblici, con le relative tabelle di equiparazione che dovrebbero permettere di inquadrare il lavoratore nella nuova amministrazione con una retribuzione che sia simile a quella di provenienza.
La bozza del decreto, per cui è atteso il via libera dalla Conferenza unificata e la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, è fondamentale per il passaggio dei lavoratori in esubero a causa dello svuotamento delle Province nelle altre amministrazioni dello stato e le tabelle di equiparazione servono per definire l’inquadramento di provenienza del dipendente e quello della sua possibile destinazione. Mediante queste tabelle un lavoratore in un comparto della Pubblica Amministrazione potrà essere trasferito, volontariamente o d’ufficio, presso un’altra amministrazione pubblica in cui si registri una carenza d’organico, ovviamente mantenendo il medesimo livello retributivo.

 

In appendice: la revisione della spesa pubblica

 

Queste le novità in via di definizione in materia di riforma PA. In appendice un piccolo focus in materia di revisione di spesa (tema legato a doppio filo alla riforma della Pubblica Amministrazione): l’obiettivo del programma di revisione della spesa pubblica e di riduzione delle “tax expenditures” (detrazioni fiscali) è quello di “recuperare efficienza nell’azione della Pubblica Amministrazione e di riallocare e contenere la spesa pubblica secondo una visione organica”.

 

Marco Brezza

 

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