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Precari scuola: la Corte Europea ordina la stabilizzazione al Governo



Precari scuola: la Corte Europea ordina la stabilizzazione al Governo
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Terremoto sul pianeta scuola: è proprio della scorsa settimana il pronunciamento della Corte di Giustizia Europea che spalanca le porte della scuola a migliaia di insegnanti e personale Ata (amministrativi, tecnici e ausiliari) utilizzati per anni con contratti a tempo determinato.

 

Precari scuola

Fonte: pixabay.com

Precari della scuola: la sentenza della Corte di Giustizia Europea

 

Una battaglia legale durata cinque anni: alla fine la Corte di Giustizia Europea ha deciso per la stabilizzazione del personale precario della scuola in Italia che abbia svolto almeno 36 mesi di servizio. A parere della suprema Corte del Lussemburgo l’Italia ha per oltre dieci anni violato la Direttiva CE del 1999 imponendo il rinnovo di contratti a tempo determinato per provvedere alla copertura di posti vacanti d’insegnamento, in assenza di congrue ragioni oggettive. Bisogna dire che il progetto di riforma del Governo Renzi negli scorsi mesi aveva già implicitamente accolto tale istanza: il piano denominato icasticamente “La Buona scuola” (presentato integralmente lo scorso 3 settembre dal presidente del Consiglio) prevede infatti già l’assunzione di tutti i 140mila inclusi nelle liste provinciali dei precari, una cifra che si avvicina però soltanto ala metà di quanto statuito dal principale organo giurisdizionale europeo. E questo non basta, soprattutto se si ascoltano le sirene dei sindacati.

 

Il parere della Gilda insegnanti

 

Questi ultimi non rimangono infatti con le mani in mano: la Gilda degli insegnanti ha prontamente annunciato che invierà subito una diffida al Governo e poi, entro il mese di dicembre, darà il via in tutta Italia ad iniziative di stampo giudiziario per la stabilizzazione dei precari. Nella diffida indirizzata a Palazzo Chigi e al ministero dell’Istruzione verrà fissato un termine breve entro cui dare esecuzione alla sentenza emessa dai giudici europe: “Vogliamo sapere quando e come l’Esecutivo intenderà provvedere alla stabilizzazione dei precari della scuola – spiega l’avvocato Tommaso De Grandis, legale rappresentante della Gilda nella causa presso la suprema Corte comunitaria -. In seconda istanza, entro il mese di dicembre, verranno impartite istruzioni operative a tutte le nostre sedi provinciali per intraprendere iniziative, anche giudiziarie, volte alla stabilizzazione del precariato pubblico”.

 

Ma quanti sono davvero gli insegnanti precari?

 

Ma l’interrogativo è d’uopo: quanti tra i 140mila insegnanti inclusi nelle graduatorie ad esaurimento possono definirsi precari? Il governo in questo momento ci sta ragionando e potrebbe decidere di apportare qualche modifica al Piano che prevede di svuotare le graduatorie e cancellare il precariato della scuola in un unico colpo. Il tema è delicato e le contraddizioni non mancano di certo. Per fare un esempio di quanti insegnanti rientrino a tutti gli effetti nella sentenza pronunciata settimana scorsa basta scorrere alcune graduatorie. Nella lista della scuola dell’infanzia di Palermo, un terzo dei 2251 aspiranti all’assunzione col piano Renzi hanno meno di sei punti di servizio, che equivalgono a un anno di lavoro in una scuola privata prima del 2000 o a tre mesi di servizio nella scuola statale o paritaria. In provincia di Milano solo 173 dei 583 presenti nella graduatoria di Italiano alla scuola media (una quota vicina al 30%) hanno al massimo 6 punti di servizio. Dati che non consentono pertanto la regolarizzazione statuita dalla Corte europea.

 

Fonti: orizzontescuola.it. repubblica.it, lastampa.it

 

Marco Brezza

 

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