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Archivi per la categoria 'Precariato'

ven, feb 1, 2013  Roberta Buscherini
Concorso scuola e TFA per diventare insegnanti nel 2013
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Il Senato da un primo ok e ora dovrà essere la Commissione Cultura della Camera dei Deputati, chi dovrà esprimere un parere il prossimo 6 febbraio alla possibilità di inserire un TFA (tirocini formativi attivi) per poter diventare insegnanti.

Infatti, in questo modo chi aspira a diventare professore potrà non sono affrontare il concorso scuola ma anche provarci tramite i TFA ordinari e speciali, sempre che sia in possesso di tre anni di servizio tra il 1999 e il 2011.

Inoltre, sarà necessario decidere se avviare i TFA Speciali per insegnanti con anzianità di servizio senza previa selezione.

Il prossimo 6 febbraio, la Commissione Cultura della Camera, dovrà dire qualcosa sulla questione. In ogni caso, una volta il Senato ha detto si, non ci sono motivi per cui la Commissione dovrebbe non essere d’accordo, secondo afferma la UIL.

 

Contrari al TFA

 

I detrattori del TFA speciali potrebbero essere i candidati che hanno già superato le prove di selezione del TFA ordinario.

Loro considerano che non sarebbe giusto il riconoscimento dell’anzianità di servizio come requisiti per poter accedere al TFA speciale, in quanto per l’altra categoria non viene considerato.

Inoltre, esiste la preoccupazione tra gli insegnanti già abilitati e iscritti nelle graduatorie ad esaurimento in quanto, un esagerato numero di docenti abilitati potrebbe richiedere, ancora, l’ingresso nelle graduatorie ad esaurimento.

 

Fonte: Business online / orizzonte scuola

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gio, nov 15, 2012  Roberta Buscherini
Scuola Pubblica? In Italia Non Ne Abbiamo Bisogno
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Scuola Pubblica, cos’è successo?

Ricordo quando ero piccola e la scuola era importante. Mia mamma me lo diceva sempre: “devi andare a scuola, comportarti bene ed imparare tanto”. Sono stata educata per rispettare la scuola pubblica e gli insegnanti perché i valori, presenti a casa mia, erano quelli di la scuola pubblica è futuro, la scuola è crescita e la scuola sono opportunità.
Ho sempre creduto a questi principi, a quella della scuola pubblica, e sono diventata insegnante. All’inizio, qualche anno fa il mio lavoro era davvero soddisfacente per me, pensavo di essere la persona più fortunata del mondo per avere la possibilità di formare persone che un giorno sarebbero stati adulti e professionisti. Mi faceva sorridere il fatto di pensare che magari un giorno i miei alunni mi avrebbero ricordata con certa tenerezza, è bella questa cosa.
Invece, oggi qualcosa è cambiata. Purtroppo, ad oggi, i valori non sono più quelli e la scuola pubblica non è più futuro ma quasi una pesantezza o un punto sul quale risparmiare.

 

 

Scuola Pubblica: Non esiste più il rispetto!

 

scuola pubblicaUna volta, gli insegnanti della scuola pubblica erano in tanti per garantire una corretta attenzione agli studenti ed una formazione di qualità. Ad oggi sono sempre di meno: il calo di alunni ha provocato nel 2007 la chiusura della scuola di specializzazione all’insegnamento secondario (SSIS).  Inoltre, sempre nello stesso anno, la legge finanziaria trasformò le graduatorie permanenti provinciali degli insegnanti in graduatorie ad esaurimento. In questo modo, gli ultimi ad avere diritto ad iscriversi sarebbero stati gli specializzandi SSIS dell’VIII Ciclo (organizzato negli Anni Accademici 2006-2007 e 2007-2008), come ricorda bene un articolo pubblicato da Elisabetta Michilin su Lindro.it.

 

Nel 2009, il MIUR riapre, in modo eccezionale, le graduatorie e consente le iscrizioni degli abilitati col IX Ciclo ma poco tempo dopo viene sospeso anche il X Ciclo. E questa è stata la fine della SSIS con la scusa che non c’era bisogno di tanti insegnanti. Perché mai investire nella formazione di insegnanti per la scuola pubblica che dopo sarebbero andati ad occupare le liste di disoccupati?

 

Scuola Pubblica, quale futuro?

Quelli magari come me, con vocazione per questo mestiere, hanno seguito il loro sogno e forse hanno fatto bene. Oggi sono precari o supplente nella scuola pubblica (di precarietà in Italia né abbiamo e non poca).
Ora però, di punto in bianco, sono necessari 11.000 insegnanti. Il ministero apre un megastragalactico concorsone e si presentano 300.000 disoccupati con il sogno di poter fare degnamente il loro lavoro. Chi è che non si aspettava questa cosa? Io si.
Ora il MIUR deve fare fronte a una situazione anomala e senza precedenti, non solo in Italia ma neanche negli altri paesi del mondo sono stati affrontati concorsi nazionali di questo tipo. Le procedure e le prove di selezione saranno tutte informatizzate, è necessario preparare postazioni nelle scuole di tutto il paese per accogliere i partecipanti al concorso.
Tutti i giorni, fin dall’inizio, sentiamo critiche dei sindacati, dei docenti, della scuola pubblica, degli studenti, riguardo a quanto sia stato pianificato male questo concorso da tutti i punti di vista, ora mi chiedo come farà il nostro governo a sistemare le cose e a risolvere tutte le questioni che riguardano il concorso a cattedra del prossimo anno?
Fiducia sinceramente non ne ho più, per diversi motivi: ci sono tagli dappertutto e il governo si permette inoltre di dire che le riduzioni miglioreranno l’offerta formativa…..non vi sembra un’ulteriore presa in giro?
Forse è vero che la scuola pubblica non è più necessaria e stiamo andando verso il Si salvi chi può.

 

Roberta Buscherini

 

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mar, nov 13, 2012  Roberta Buscherini
Di Paola scrive ai Militari per Giustificare i Tagli
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Ministro Di Paola

Il ministro di difesa, Giampaolo Di Paola, ha inviato una lettera al personale militare e civile sui tagli previsti nel compartimento delle forze armate. Nel documento ha chiesto comprensione e ha ribadito la necessità di realizzare sacrifici “anche notevoli” da parte di “tutti gli italiani, in divisa e non”. In questo modo, il ministro ha segnalato che “pretendere che tutto resti come è stato fino ad oggi non è giusto e non è possibile”.

 

Efficienza Operativa

 

Il ministro ha dichiarato la propria sensibilità alle esigenze specifiche del personale militare ma assicura che, nel trovare percorsi e soluzioni per risparmiare, non può dimenticare che il fine ultimo delle Forze Armate è “l’efficienza operativa nel quadro delle risorse disponibili” ed è proprio questo – afferma- l’obiettivo della revisione dello strumento militare che pretende avviare il Governo.
Il ministro assicura voler trovare un equilibrio tra personale, operatività e investimento. Altrimenti viene penalizzata l’operatività e questo “è fuori di ogni logica”. Di Paola considera che salvaguardare l’operatività dello Strumento Militare “dovrebbe rappresentare la spinta motivazionale per chiunque indossi l’uniforme”.

 

Pensioni e Tagli di Personale: Il Ministro Risponde

 

Riguardo le recenti proteste del personale civile e militare delle Forze Armate riguardo i tagli di personale e l’innalzamento dell’età pensionistica, Di Paola assicura essere consapevole delle preoccupazioni del personale e segnala che “stiamo ancora lavorando”. In ogni caso, ha allegato un documento alla lettere per spiegare e fornire ulteriori informazioni riguardo le modifiche che sono studiate in questo momento per la revisione dello Strumento.

 

Tagli al Personale Militare e Civile

 

Per il personale non dirigenziale, i provvedimenti approvati prevedono:
-    170.000 dipendenti in meno: nello specifico si tratta di 100.211 dipendenti in meno per l’Esercito; 30.421 per la Marina e 39.368 per l’Aeronautica Militare.
-    20 % in meno dei generali
-    10 % in meno dei colonnelli
Le eccedenze di personale potrebbero essere trattate:
-    Tramite riduzione dei reclutamenti
-    Pensionamenti anticipati
-    Transito in altre amministrazioni
Per quanto riguarda il personale civile è prevista la riduzione degli uffici dirigenziali generali e non e dell’organico dei dirigenti di I e II fascia, in misura non inferiore al 20 %, non chè delle dotazioni organiche del personale civile non dirigenziale, in misura non inferiore al 10 % della spesa complessiva del relativo organico.

 

Fonti: Forzearmate.org

 

 

 

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mar, set 18, 2012  Roberta Buscherini
Polizia Penitenziaria: i mezzi sono rotti e non ci sono soldi per le riparazioni
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La precarietà con la quale deve lavorare la Polizia Penitenziaria in Italia è davvero grave. Tante volte abbiamo già denunciato la situazione di sovraffollamento delle carceri e l’assenza di personale ma la cosa è sempre peggio. Forse dalla prossima settimana non sarà possibile neanche realizzare le “traduzioni”, ovvero il servizio di trasporto dei detenuti. Il motivo: non ci sono mezzi e quelli che ci sono, sono vecchi e rotti.

 

Il segretario generale del Sindacato di Polizia Penitenziaria, SAPPE, Donato Capece, dichiara che: “Abbiamo in tutta Italia centinaia e centinaia di automezzi del Corpo (più di 80 nel solo carcere di Napoli Secondigliano) fermi in attesa di riparazioni che non possono essere eseguite perché mancano i soldi, tanto che è lo stesso Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria a comunicarlo ufficialmente nelle note di risposta alle lettere delle Direzioni delle carceri che chiedono, appunto, fondi per le riparazioni. Non solo: tanti mezzi hanno oltre 300, 400 e persino 500mila chilometri “sulle spalle” e persino procedure obbligatorie di sicurezza come i periodici collaudi non vengono osservati proprio perché non ci sono soldi. E’ una situazione catastrofica: questo deve fare seriamente riflettere sui gravi rischi che le donne e gli uomini della Polizia Penitenziaria quotidianamente affrontano nel trasportare i detenuti”.

 
I rappresentanti sindacali denunciano per l’ennesima volta che in questo modo è impossibile lavorare, le difficoltà operative con cui devono confrontarsi ogni giorni questi lavoratori sono inumane e, di conseguenza, non è possibile garantire un servizio di qualità ai cittadini. In questo senso, Capece ricorda che “il panorama è compreso di agenti che sono sotto organico, non retribuiti degnamente, impiegati in servizi quotidiani ben oltre le 9 ore di servizio, con mezzi di trasporto dei detenuti spessissimo inidonei a circolare per le strade del Paese, fermi nelle officine perché non ci sono soldi per ripararli o con centinaia di migliaia di chilometri già percorsi”.
Forse è arrivato il momento che l’amministrazione penitenziaria, d’una volta, prenda sul serio la situazione.

 

Fonte: SAPPE

Foto: Sicilia 24 ore

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gio, ago 30, 2012  Roberta Buscherini
Concorso per Docenti 2012: Aperto a chi?
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Il 24 settembre il MIUR pubblicherà il bando di concorso per la copertura di circa 12.000 cattedre nelle scuole pubbliche italiane.
Si tratta di un concorso regionale che verrà seguito di un secondo concorso nei primi mesi del 2013. La preselezione è prevista entro la fine di ottobre, a gennaio la prova scritta, quindi la prova orale e a luglio 2013 i risultati con le graduatorie per accedere al ruolo dal primo settembre 2013.

 

 

Requisiti per partecipare al concorso

 

Ci sono ancora alcuni dubbi rispetto alle categorie di insegnanti che potranno partecipare al concorso di settembre, per il momento, è aperto a:
- Docenti abilitati
- Docenti in possesso del titolo di laurea conseguito entro il 2001 / 2002 per corsi quadriennali
- Docenti in possesso del titolo di laurea conseguito entro il 2002 / 2003 per corsi quinquennali
- Docenti in possesso del titolo di laurea conseguito entro il 2003 / 2004 per corsi esaennali
- Diplomati ISEF
Inoltre, il concorso è aperto a conservatori e accademie con i diplomi necessari (ovvero diplomi conseguiti entro l’anno in cui si conclude il periodo prescritto dal relativo piano di studi a decorrere dall’a. s. (1998 / 99).
Esiste la possibilità, ancora senza conferme dal MIUR, che possano anche partecipare al concorso i docenti non abilitati ei 20.000 laureati ammessi a frequentare i TFA.

 

 

 

Profumo, cosa dice?

 

Per il momento, queste sono le uniche parole del Ministro Profumo: “Il docente deve avere le competenze per insegnare a giovani che andranno nel mondo del lavoro tra dieci anni o più. Necessario avere, quindi, competenze informatiche, da qui l’insistenza sull’agenda digitale, e le competenze linguistiche, per essere un Paese sempre più europeo. Più insegnanti rispetto alla media europea? Il concorso è previsto da una legge. Per 13 anni non si sono fatti concorsi. I posti a disposizione sono il risultato del turn over degli anni precedenti. Una quota è di recupero e viene dalle sole graduatorie. La legge prevede invece il doppio canale: graduatorie e concorso. Abbiamo risposto a quello che dice la legge. Se non va bene la legge forse il governo avrebbe dovuto cambiarla”.

 

Fonte: International Business Time

 

 

 

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