Dipendenti statali -il Blog-

Appunti e riflessioni per un dipendente statale

Appunti e riflessioni: La Community dei Dipendenti Statali e Pubblici

Community

Categorie

 

Archivi per la categoria 'Precariato'

mar, lug 31, 2012  Roberta Buscherini
Insegnanti: Cultura a Scuola? Non Sempre…..
Vota Questo Articolo

Dopo i fiumi di polemiche per i famigerati test per il tirocinio formativo TFA, ora arrivano le polemiche sulla miriade di errori nelle domande e anche nelle risposte degli stessi test. E pensare che si tratta di un meccanismo che dovrebbe selezionare insegnanti per la nostra scuola pubblica!

 

In pratica coloro che hanno elaborato le domande dei test sono risultati più ignoranti di coloro che il test si accingevano a farlo! Un paradosso inammissibile. E cosa ancora più grave, non stiamo parlando di un errore o due a fronte di 11 classi di concorso, ma di ben 7 classi che hanno fatto registrare errori o domande non correttamente formulate.

 

E come lo ha risolto il Ministero?

All’italiana!

Considerando valide tutte le risposte a quella domanda. Non solo, ma fonti ufficiali si sono affrettate a precisare che le prove sono state formulate da una commissione di oltre 100 esperti, riunita a questo scopo, un anno fa, quindi guarda caso, sotto il precedente governo.

 

Ovviamente Profumo dovrà rispondere di questa incresciosa situazione e dovrà anche trovare delle soluzioni rapide e accomodanti per quelle classi che non hanno visto raggiungere il traguardo minimo da oltre il 95% dei partecipanti. Altro problema non certo secondario a cui il ministro dovrà far fronte riguarda quelle classi che non hanno coperto il numero di posti messi a disposizione delle università per il tirocinio formativo, pur avendo superato il 10% di ammissioni.

 

Anche il MIUR si è subito attivato per capire come sia possibile rimediare a una situazione grave come quella che si è creato e ha anche ammesso che “alcune domande erano troppo nozionistiche, mentre altre erano proprio sbagliate”. Proprio il MIUR ha dichiarato che entro l’estate verrà nominata una nuova commissione che indicherà i criteri di redazione dei nuovi test che avverranno in autunno. A questi nuovi test verranno ammessi d’ufficio anche i bocciati di quelle classi che hanno visto superare l’esame da meno del 10% dei partecipanti e senza alcun onere economico aggiuntivo.

 

Di contro però esiste anche la realtà dei non ammessi: nella classe di concorso di filosofia, psicologia e scienze della formazione, per esempio, solo 141 su quasi 5.000 partecipanti ha raggiunto il punteggio minimo e in questo caso non sono stati denunciati errori nei test, ma solo domande particolarmente complesse su autori minori.

 

Non va dimenticato che i test di cui stiamo parlando fanno parte di un sistema di transizione dal vecchio al nuovo modo di accedere all’abilitazione di insegnante, secondo quanto stabilito dalla riforma Gelmini. Si tratta insomma di una parte importante che dovrebbe garantire ai nostri studenti la certezza di poter usufruire di un insegnamento valido.

 

Fonte: Rstampa.pubblica.istruzione.it

 

 

Share and Enjoy

  • Facebook
  • Twitter
  • Google Plus
  • LinkedIn
  • RSS
  • Pinterest
dom, lug 29, 2012  Roberta Buscherini
L’Invalsi e le scuse non richieste di Vincenzo Pascuzzi
Vota Questo Articolo

Infelicissimo il titolo “Le due Italie? Una studia, l’altra copia” (1). Stride, irride, affatto di buon gusto, è ai limiti della provocazione e dell’insulto, sembra quasi uno slogan leghista-padano!

 

Poi, subito all’esordio, la frase: “…. sparuti ma rumorosi gruppi di oppositori contrari alla valutazione, e impegnato, in modo più sereno e assai meno ideologico, gli studenti italiani ….” mette le mani avanti, suona quasi come una richiesta di “scuse non richieste, ecc.” (“excusatio non petita, accusatio manifesta”), tradisce e manifesta il disagio e la preoccupazione dell’intervistato (o dell’intervistatore, o del gestore del sito) in relazione alle numerose critiche anche recenti rivolte all’Invalsi (2) ÷ (6).

 

Invece di controbattere, di replicare con argomenti nel merito delle critiche stesse, si cerca di passare dalla qualità (delle critiche) alla quantità (degli studenti sottoposti, indotti o costretti ai test), insomma di spostare l’obiettivo, di zumare sui numeri, per giocare in casa, sul proprio campo statistico. E’ pur vero che bisogna comunque tenere in dovuta considerazione le “duecento pagine del volumone”, cioè il Rapporto annuale Invalsi con le Rilevazioni nazionali sugli apprendimenti 2011-12. Ma è anche vero che, dal punto di vista statistico, conterebbe proprio zero il bambino della favola che esclamò: “Ehi, guardate! Il Re è nudo!”. Né è solo una battuta paradossale quella che afferma: “I numeri sono come le persone: torturali abbastanza ed essi ti diranno qualsiasi cosa (Numbers are like people; torture them enough and they’ll tell you anything)”. C’è o ci può essere del vero.

 

Questo comportamento – sfuggire al confronto, mai entrare nel merito, replicare solo con refrain – è atteggiamento ricorrente sia dell’Invalsi stesso che di chi sostiene incondizionatamente il suo operato e i suoi test.

 

Infatti, la frase già citata e virgolettata identifica tout court la valutazione con la somministrazione di quei test ed effettuata in quel modo preciso, cioè come l’unica possibile, punto. Ma non è affatto vero che chi è contrario alla valutazione Invalsi sia contrario alla valutazione. Leggiamo infatti: “Sgombriamo preliminarmente il campo da fuorvianti equivoci: una valutazione rigorosa del sistema scolastico italiano, finalizzata al miglioramento della sua qualità e al potenziamento degli strumenti che consentano l’assolvimento del suo mandato costituzionale, è auspicata, oggi più che mai, non solo dai rappresentanti delle istituzioni italiane e europee, ma da ogni singolo cittadino che abbia a cuore il presente e il futuro del nostro paese, primi fra tutti gli insegnanti” (7).

 

Poi, l’opera dell’Invalsi viene paragonata ora ad una radiografia! In occasioni precedenti era stata paragonata:

a) al metro della sarta (8);

b) al Grand Kilo depositato a Parigi (8);

c) al termometro clinico (9);

d) al colesterolo (10);

e) allo specchio (11);

f) a una fotografia accurata (12).

In altre parole, si cerca un paragone suggestivo, che colpisca e dal quale poi ricavare le conclusioni che si vogliono trarre.

 

Peraltro, anche ammesso valido uno dei paragoni proposti (ad es. termometro o fotografia), rimane il fatto che l’Invalsi si auto-abilita al mono-uso esclusivo delle sue prove, nemmeno lui le usa una seconda volta a mo’ di pura verifica per errori strumentali e procedurali.

 

E che dire delle accuse di cheating rivolte a questa o quella scuola di tale o tal’altra Regione? Sono sentenze inappellabili, indiscutibili, sacre e inverificabili. E perché Invalsi non propone le prove – come fanno in classe alcuni docenti – in 2, 4 o più versioni equivalenti per ridurre il cheating? E indirettamente verificare fra loro le prove stesse?

 

Del resto, il ministro Profumo risulta impegnato in altre iniziative (plico elettronico, porti, smart cities, ticket maramaldi ai fuori-corso, ipotesi di Ministero …. Comprensivo Istruzione e Lavoro – MCIURL) e sembra aver dato carta bianca all’Invalsi. L’Istituto così può operare a briglia sciolta, come meglio crede, utilizzare le risorse e il personale della scuola, estendere le sue prove, proporle per la maturità, e ciò in pratica senza nessun confronto, discussione, tanto meno controllo. Da qui le contestazioni, le resistenze e le critiche, aggirate come detto a priori, con motivazioni ideologiche “buone”.

 

E’ utile, serve davvero un Invalsi che “scopre l’acqua calda” (2) o che “produce risultati analoghi a quelli PISA (che almeno è a campione e quindi molto meno costoso)” (13), che stimola rivalità deleterie tra Nord e Sud, che altera e sconvolge le lezioni e i programmi scolastici, e che costa in termini reali ben più dei costi contabilizzati dell’Istituto stesso? Infatti, ai 5 milioni di euro (14) a carico dell’istituto, bisogna aggiungere una cifra circa 30 volte superiore corrisposta “in natura” dal Miur e dalle scuole (15).

 

E poi, Nord virtuoso e Sud somaro, chi studia e chi copia, il livello medio fra le scuole e le Regioni: perché Invalsi non dice se – secondo lui – il livello medio corrisponde alla sufficienza o no, e a quale valore corrisponde? Nord e Sud potrebbero essere entrambi sufficienti o insufficienti, oppure no? Forse si sta assistendo e incitando a una gara senza un traguardo definito in termini assoluti ma solo relativi.

 

Infine, chi provvede, o chi dovrebbe provvedere, a recuperare le situazioni sotto la media o sotto la sufficienza? Nell’intervista si cita la scuola per intendere il sistema scolastico, ma poi le ambiguità non sono casuali e portano a identificare il sistema scuola con le singole scuole e con i prof. In altre parole, a settembre verrà il Miur con i dati del librone Invalsi e dirà a scuole e prof: “Invalsi ha fatto un ottimo lavoro, con prove scientifiche, oggettive e standardizzate, ha misurato le temperature e fatto fotografie accurate, ora tocca a voi, datevi da fare e provvedete a migliorare! Sbrigatevi, cosa aspettate?”.

 

Vincenzo Pascuzzi

 

—–

 

(1) Le due Italie? Una studia, l’altra copia – Intervista a Roberto Ricci – 27 luglio 2012

http://www.ilsussidiario.net/News/Educazione/2012/7/27/SCUOLA-Le-due-Italie-Una-studia-l-altra-copia/306409/

(2) Invalsi 2012: la scoperta dell’acqua calda – di Alex Corlazzoli – 24 luglio 2012

http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/07/24/invalsi-2012-la-scoperta-dellacqua-calda/303261/

(3) Lo scopo dei test Invalsi – di Marina Boscaino – 25 luglio 2012

http://www.scuolaoggi.org/valutazioni/lo_scopo_dei_test_invalsi

(4) Invalsi, Sud bocciato per il deficit di legalità – 25 luglio 2012

http://www.ilmattino.it/articolo.php?id=210304&sez=LETTEREALDIRETTORE

(5) Speriamo che non sia tardi – di Francesco Di Lorenzo – 25 luglio 2012

http://www.didaweb.net/fuoriregistro/leggi.php?a=15834

(6) Più valutazione, meno valutazione o diversa valutazione – di Franco De Anna – 25 luglio 2012

http://www.pavonerisorse.it/riforma/valutazione/diversa_valutazione.htm

(7) Sulla valutazione del sistema scolastico italiano – di Anna Angelucci – 3 dicembre 2011

http://www.gildavenezia.it/docs/archivio/2011/dic2011/riflessione-proposta.htm

(8) Sulle prove INVALSI – di Daniela Notarbartolo

http://atuttascuoladuepuntozero.blogspot.com/2011/03/sulle-prove-invalsi.html

(9) La scuola all’esame dei risultati

http://www.ilsole24ore.com/art/commenti-e-idee/2011-06-25/scuola-esame-risultati-081433.shtml?uuid=Aax5gtiD

(10) Spread immateriale

http://www.vannisavazzi.org/drupal/?q=blog/1

(11) Invalsi: implementare la cultura della valutazione

http://www.tecnicadellascuola.it/index.php?id=36388

(12) Scuola, i risultati delle prove Invalsi

http://www.istruzione.it/web/ministero/cs200712

(13) Le due Italie? Una studia, l’altra copia – commento di Paola Colla – 27 luglio 2012 – 17.08

http://www.facebook.com/#!/groups/310665262338015/

(14) Ugolini: “L’Invalsi conviene ai genitori”

http://blog.iodonna.it/scuola/2012/05/22/ugolini-linvalsi-conviene-ai-genitori/

(15) Lo Stato “regala” 138.000.000 di euro all’Invalsi?

http://www.retescuole.net/contenuto?id=20120510174521&query_start=201

 

Share and Enjoy

  • Facebook
  • Twitter
  • Google Plus
  • LinkedIn
  • RSS
  • Pinterest
lun, lug 23, 2012  Roberta Buscherini
Scuola: Diesse chiede velocità dopo la sentenza del TAR lombardo
Vota Questo Articolo

L’associazione Diesse (Didattica e innovazione scolastica) denuncia la situazione che attraversa la scuola in Lombardia dopo la sospensione del Tar Regionale del concorso a dirigente scolastico per il non rispetto all’anonimato dei partecipanti.

 

 

Diesse ha emesso una nota nella quale considera che la situazione diventa difficile in quanto “questa volta quindi il TAR non si è limitato a riammettere all’esame orale i ricorsisti, ma invalidando alcune procedure ha creato una situazione molto grave per la quale la Lombardia si ritrova a poco più di un mese dall’inizio della scuola senza i dirigenti necessari alle scuole sedi vacanti (c.ca 350) e in tutte le altre regioni altri docenti  bocciati negli scritti possono a loro volta fare ricorso avvalendosi della sentenza del TAR lombardo buttando nel caos la riapertura delle scuole sull’intero territorio nazionale”.

 

 

La domanda, secondo Diesse, è: come ripartiranno le scuole a settembre?

L’associazione mostra i suoi sospetti che i tempi di un ricorso da parte dell’amministrazione lombarda potrebbe essere lungo e, in questo senso, “che ne sarà di quei 409 colleghi che hanno superato tutte le prove e che quindi hanno il diritto a veder riconosciuto il titolo acquisito con molta fatica?”.

 

 

Inoltre, continua la nota, “Sarebbe troppo facile dire che ancora una volta la macchina mastodontica che occorre realizzare per mantenere una gestione centralistica della procedura amministrativa dei concorsi ha mostrato tutta la sua inefficienza”

 

 

Diesse afferma che ora ci vuole rapidità e soluzioni veloci per ripartire normalmente a settembre: “adesso non è tempo di analisi, ma di soluzioni veloci: a settembre i dirigenti devono poter entrare nelle scuole”.

 

 

Share and Enjoy

  • Facebook
  • Twitter
  • Google Plus
  • LinkedIn
  • RSS
  • Pinterest
lun, lug 16, 2012  Roberta Buscherini
Scuola: date di scadenza per utilizzazioni e assegnazioni provvisorie
Vota Questo Articolo

Il Ministero ha pubblicato le date di scadenza per la presentazione di domande di utilizzazione e di assegnazione provvisoria per l’anno scolastico 2012 / 2013 da parte del personale docente, educativo ed A.T.A (nota n.5375 / 12 luglio 2012)

 

  • 25 luglio 2012 il personale docente della scuola del primo ciclo;
  • 4 agosto 2012 il personale docente ed educativo della scuola secondaria di II grado;
  • 4 agosto 2012 il personale docente di religione cattolica;
  • 23 agosto 2012 il personale A.T.A..

 

Le istanze dovranno essere presentate utilizzando i modelli del decorso anno scolastico 2011/12 con la sola variazione dell’anno di riferimento (2012/2013).

Modulo U1

Modulo U2

Modulo U3

Modulo U4  

Modulo UN  

Modulo UR1  

Modulo UR2

Modulo UE Personale Educativo

 

(Fonte:orizzontescuola)

 

 

Share and Enjoy

  • Facebook
  • Twitter
  • Google Plus
  • LinkedIn
  • RSS
  • Pinterest
lun, lug 16, 2012  Roberta Buscherini
L’ANP richiede l’abolizione della trattenuta ENAM
Vota Questo Articolo

 

L’Associazione Nazionale Presidi (ANP), si mobilizza per esigere l’abolizione della ritenuta ENAM, considerata “inutile e anacronistica”. Il sindacato ricorda che si tratta di una trattenuta a favore di un ente che non esiste più da due anni in quanto confluito prima nell’Inpdap e ora nell’Inps, in questo senso, la trattenuta –considera- non ha più senso.

L’Associazione insiste nella necessità dell’iniziativa politica al riguardo, approfittando il momento di approvazione del decreto legge n.95 sulla Spending Review. In questo senso, considera che questo momento offre l’occasione giusta per proporre a tutte le forze politiche rappresentate in Parlamento la presentazione di un emendamento volto ad abrogare le norme che impongono la ritenuta obbligatoria, ossia il DLCPS 21 ottobre 1947 n.1346, la Legge 7 marzo 1957 n. 93, il D.Lgs. n. 297/1994 al comma 2 dell’art. 605. “La nostra proposta emendativa – continua L’ANP – è coerente con l’impostazione del provvedimento, tesa a semplificare e razionalizzare i servizi a favore del cittadino.”

L’associazione conclude con un invito a docenti e presidi delle scuole elementari alla mobilitazione e richiede spiegazioni al Ministero.

(Fonte: orizzontescuola)

Share and Enjoy

  • Facebook
  • Twitter
  • Google Plus
  • LinkedIn
  • RSS
  • Pinterest