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Prospettive Per I Dipendenti Statali Precari? Forse Sì…



Prospettive Per I Dipendenti Statali Precari? Forse Sì…
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Tra le misure prese da questo governo, senza dubbio una delle più importanti per la pubblica amministrazione riguarda il decreto di stabilizzazione dei precari datato 31 agosto 2013. L’importanza è legata al fatto che lo stato si impegna ad assumere mediante concorso parte dei collaboratori precari che abbiano maturato 3 anni di lavoro nell’amministrazione pubblica durante gli ultimi 5. Secondo una stima eseguita dalle associazioni sindacali i lavoratori interessati sono circa 150 mila, di cui 50 mila dovrebbero essere assunte definitivamente nel 2014.

 

news dipendenti statliIn attesa che in sede di conversione in legge vengano apportate delle modifiche che, si spera, non ne stravolgano l’origine e lo spirito iniziale con cui è stato concepito, questo decreto numero 101, al suo articolo 4, prevede una maggiore valorizzazione della professionalità acquisita dal personale con contratto di lavoro a tempo determinato e una contemporanea riduzione dei contratti a termine.

Infatti, come già definitivo in passato, “le amministrazioni pubbliche potranno utilizzare i contratti a tempo determinato e le altre forme flessibili di lavoro per rispondere ad esigenze di carattere esclusivamente temporaneo o eccezionale” – nuovo art. 36, comma 1, d.lgs. n. 165/2001. Un primo stop a questo decreto in realtà è già arrivato pochi giorni fa al Senato dalla commissione lavoro per mano di Pd-Pdl-Scelta Civica con il favore dell’astensionismo del Movimento 5 stelle.

 

La bocciatura più fragorosa riguarda la norma che riserva ai precari il 50% dei posti messi a concorso, il depotenziamento delle attuali norme sulla mobilità dei dipendenti pubblici,  le sanzioni a carico dei dirigenti che non rilevano le eccedenze di organico e avviano le procedure di mobilità per gli esuberi. La critica più dura a questo decreto riguarda il metodo di concessione del contratto a tempo indeterminato, sul quale però sia il premier Letta che il ministro della Funzione pubblica D’Alia, mente di questa disposizione, non lesinano rassicurazione, parlando di procedure “altamente selettive, in modo da far entrare i migliori”.

 

Oltre ai precari dell’amministrazione statale, esiste anche la categoria di coloro che hanno già vinto concorsi pubblici o sono comunque risultati idonei ma poi sono rimasti fuori. Il decreto per loro prevede la proroga della validità delle graduatorie di concorso fino alla fine del 2015; contemporaneamente, per facilitare il loro inserimento, si renderà più facile l‘accesso alla pensione, bypassando la legge Fornero e i suoi limiti di età.

 

Dunque sulla carta si aprono nuove prospettive di lavoro nel settore della pubblica amministrazione. Sulla carta appunto. La traduzione delle buone intenzioni nella realtà, senza artifici o scorciatoie, è ancora tutta da vedere.

 

 

Fonte: ilfattoquotidiano / altalex / ibtime / imille / lindipendenza

 

 

Valentina Stipa

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