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Protesta Dipendenti Provinciali. Ecco Le Motivazioni



Protesta Dipendenti Provinciali. Ecco Le Motivazioni
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Fonte: ilpiacenza.it

Fonte: ilpiacenza.it

Tutto nacque in Toscana, da Firenze, poi Pistoia e poi giù fino a Roma e in Puglia e a nord Reggio Emilia, Torino e il Veneto. Una protesta trasversale che riguarda i dipendenti provinciali di tutta Italia contro il maxiemendamento governativo alla legge di stabilità discussa al Senato, il quale prevedrebbe tagli le province di un miliardo nel 2015, due nel 2016 e tre a partire dal 2017 con un conseguente esubero di dipendenti.

 

 

 

 

Protesta Dipendenti Provinciali Tra Tagli E Riforme

 

 

 

Prima della legge di stabilità appena approvata, era stata varata un’altra riforma che aveva per oggetto i dipendenti provinciali:  si tratta del Disegno di legge Del Rio, approvato lo scorso aprile dalla Camera, secondo il quale circa 20 mila dipendenti dovrebbero passare dalla provincia ad altre amministrazioni locali come regioni e comuni, mentre altri 27 mila sarebbero stati riconfermati nelle loro attuali posizioni professionali.

 

La situazione drammatica viene riassunta correttamente da Alessandro Pastacci, presidente dell’Unione delle Province italiane durante un’intervista rilasciata al quotidiano Repubblica: “dal primo gennaio alle province è stato chiesto di tagliare un miliardo dalle loro uscite, l’equivalente cioè degli stipendi dei 20 mila dipendenti che dovrebbero passare alle regioni. Ma le regioni e i comuni non li hanno ancora assunti e non hanno avuto risorse extra per assumerli, bensì tagli alle risorse esistenti”.

 

Il governo si è affrettato a precisare che non ci sarà alcun licenziamento e che queste 20 mila persone saranno accompagnate lungo un percorso di mobilità biennale, che permetterà loro di conservare il posto di lavoro e di percepire una regolare retribuzione. Qualora, alla scadenza dei due anni il dipendente non sia stato ricollocato in nessun altro ente locale, verranno applicate le leggi che prevedono una retribuzione equivalente all’80% dello stipendio.

 

Non si parla più dunque dell’ipotesi di prepensionamento per i dipendenti in esubero. E questo è uno dei motivi della protesta di piazza, incitata dalla Cgil.

 

 

Dipendenti Provinciali. Che Ne Sarà Di Coloro Che Hanno Vinto I Concorsi?

 

 

Già perché in questi anni di concorsi pubblici ne sono stati indetti molti, con relative graduatorie che ad oggi potrebbero essere rivoluzionate con la ricollocazione dei dipendenti in esubero che arrivano dalle province.

 

In altre parole chi ha vinto il concorso e tecnicamente dovrebbe occupare il primo posto disponibile nell’ente locale, verrà probabilmente “scavalcato” da un dipendente provinciale da ricollocare.

Un beffa su tutti i fronti insomma, per i vecchi e anche per i nuovi.

 

 

 

Fonti: ilpost/ repubblica /  ilsole24ore

 

 

 

 

Valentina Stipa

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