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Camice Bianche in Piazza per difendere il Diritto alla Salute



Camice Bianche in Piazza per difendere il Diritto alla Salute
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“I cittadini devono capire che la sanità pubblica è quasi morta e devono scendere in piazza con noi per dire basta ai tagli ”. Questo il leitmotiv che ha guidato migliaia di camici bianchi – oltre 20.000 secondo gli organizzatori – in piazza sabato scorso a Roma per dire basta ai tagli che la spietata spending review prevede per il servizio sanitario nazionale.

 

Seppure non presenti in piazza anche i 340 mila infermieri hanno aderito all’iniziativa.

 

 

Spending Review Sanità: I Numeri

 

30 miliardi di tagli in 5 anni, 18.000 posti letto in meno e 2 miliardi di ticket in più per i cittadini dal 2014. Sono queste le motivazioni principali che hanno spinto alla manifestazione di piazza una categoria professionale considerata sotto molti aspetti privilegiata.

“A dispetto di una spesa tra le più basse in Europa, con indicatori di salute tra i migliori, la sanità italiana è diventata il settore più bersagliato da tagli indiscriminati, incentivando così un processo di privatizzazione del sistema, a tutto vantaggio del privato che opera fuori dal Sistema sanitario nazionale ”; questa la dichiarazione di Costantino Troise, segretario nazionale dell’Anaao Assiomed.

Tra slogan e fischi, un cartello su tutti spiccava nella folla, quello che riportata l’articolo 32 della nostra Costituzione in tema di Tutela della salute. Proprio per difendere il  loro diritto alla salute e il legittimo sostegno per le loro famiglie, oltre 70 affetti da patologie gravissime, tra le quali anche la sla, avevano iniziato lo sciopero della fame chiedendo il ripristino del fondo non-autosufficienti azzerato dal Governo Berlusconi e un impegno preciso dell’attuale ministro Fornero.

Impegno che si concretizza al momento con l’incontro previsto oggi tra il ministro della Salute, Renato Balduzzi, e una delegazione  delle organizzazioni promotrici.

 

Proposte del Comitato

 

 

Alcune delle alternative proposte dai rappresentanti dei medici sono, ad esempio, un progetto organico, a costo zero, che creerebbe oltre 90.000 posti di lavoro; è proprio di questo che i manifestanti vogliono parlare ai tre ministri del welfare, della sanità e delle finanze. I sindacati di categoria dei camici bianchi hanno giustificato questa scesa in piazza spingendo proprio sul pericolo che questi indiscriminati tagli provocano ai cittadini: “di tagli si può morire, visto che chi può pagare va nel privato, ma chi non può, si cura sempre di meno ”; è l’allarme lanciato da Massimo Cozza, segretario della CGIL medici, con il quale si invitano anche i cittadini a scendere al fianco dei camici bianchi in segno di una protesta estesa, poiché  riguarda l’intero sistema sanitario internazionale ormai al collasso e quindi tutti gli italiani.

 

Fonti: Ansa, LiberoQuotidiano, Repubblica.it, Tg1.

Foto: Ansa

 

 

 

 

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