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Pubblico impiego: si prospetta un 2015 all’insegna dei cambiamenti



Pubblico impiego: si prospetta un 2015 all’insegna dei cambiamenti
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Il lavoro pubblico in procinto di subire importanti modifiche? È quello che sembra stare per accadere in questo inizio di 2015 che riserverà diverse novità per coloro che sono impiegati presso la Pubblica Amministrazione (in tutte le sue articolazioni) nel nostro paese. Riorganizzazione (o eliminazione?) province, riforma del pubblico impiego, cambiamenti emergenti nella disciplina del diritto del lavoro statale: numerosi sono gli elementi che contribuiranno a modificare la disciplina della PA nei prossimi mesi. Ma andiamo con ordine ed analizziamo la situazione attuale.

 

Pubblico impiego

Riforma del lavoro: il Jobs Act varrà anche per il Pubblico impiego?

 

Del Jobs Act si è parlato davvero tanto, ma alla fine, per chi varranno le nuove norme? Mentre il Governo presenta i primi due decreti legislativi collegati alla legge delega, arriva la conferma che, certamente, la nuova disciplina del lavoro non varrà per coloro che hanno già un contratto di lavoro a tempo indeterminato, dipendenti privati o pubblici che siano. I nuovi contratti avranno valore solo e soltanto per i neoassunti. Ma l’interrogativo che aleggia è: le nuove norme avranno applicazione solo per coloro che verranno assunti presso privati o anche per quelli che opereranno nel settore pubblico?
Il presidente Renzi ha affermato che le nuove regole incluse nel decreto delegato del Jobs Act non saranno valide per i lavoratori di enti pubblici a livello generale. Pertanto nessun cambiamento per chi lavora nel pubblico, ma solo per ora: il premier ha infatti annunciato che presto sarà il Parlamento a ridefinire la materia del pubblico impiego mediante il disegno di legge di riforma della Pubblica Amministrazione che si occuperà di stabilire le novità occupazionali per coloro che sono impiegati nel pubblico. Pertanto le novità non tarderanno a giungere.

 

I cambiamenti per le province

 

Cambiamenti epocali si prospettano poi per quello che riguarda le province: la Legge di Stabilità 2015 stabilisce infatti un programma di sfoltimenti piuttosto intenso a riguardo. Tagli crescenti alle risorse da un lato, dimezzamento del numero dei dipendenti delle province e diminuzione di un terzo di quelli impiegati presso le città metropolitane, oltre al divieto di effettuare assunzioni di personale in tali settori del pubblico impiego. Tali misure (piuttosto dure) si accompagnano al censimento del personale impegnato nelle singole funzioni e alla proroga dei rapporti di lavoro flessibile in scadenza al 31 dicembre (quest’ultimo provvedimento contenuto nelle “pieghe” del Decreto Milleproroghe).  Si provvederà ad effettuare tagli per 1 miliardo di risorse del 2015, 2 miliardi nel 2016 e 3 miliardi nel 2017.

 

Pubblico impiego: cosa riserva il 2015?

 

Verranno pertanto ridisegnate in maniera piuttosto importante nel corso di questo 2015 le competenze, le risorse ed anche il personale impiegato presso le amministrazioni provinciali. Tali scelte verranno scandite e differenziate sulla base delle decisioni assunte dalle singole Regioni negli atti relativi alla allocazione delle funzioni. Il primo “step” di ampio rilievo a riguardo sarà rappresentato dalla scadenza (alla fine del mese di marzo) per l’individuazione dei dirigenti e dei dipendenti da collocare in disponibilità. Un 2015 di cambiamenti epocali per questi enti locali territoriali.

 

Fonte: Il Sole24 Ore

 

Marco Brezza

 

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