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Recupero ore riposo compensativo: diritti ed aspetti retributivi



Recupero ore riposo compensativo: diritti ed aspetti retributivi
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Come si configura la scansione e la gestione del recupero ore riposo compensativo per ciò che riguarda i dipendenti pubblici? A tal proposito va immediatamente premesso che il riposo compensativo si sostanzia alla stregua di un importante istituto per ciò che riguarda la gestione degli orari e delle retribuzioni inerenti a tutti i dipendenti statali (con particolare riferimento alle forze dell’ordine).

 

Fontre: www.lametino.it

Fontre: www.lametino.it

Recupero ore riposo compensativo: la disciplina

 

Il riposo compensativo è una sorta di intervallo lavorativo utile a creare una compensazione nei confronti di una prestazione lavorativa che in termini quantitativi abbia superato i limiti della prestazione ordinaria prevista e retribuita come tale dal contratto esistente. È il Decreto Legislativo n. 66 del 2003 (recante rubrica “Attuazione delle direttive 93/104/CE e 2000/34/CE concernenti taluni aspetti dell’organizzazione dell’orario di lavoro”) a disciplinare tale situazione, statuendo che i contratti collettivi possono consentire che, in alternativa o in aggiunta alle eventuali maggiorazioni retributive previste, i lavoratori usufruiscano di tali riposi compensativi. Il riposo compensativo si concretizza in tutti i casi in cui il dipendente pubblico non abbia utilizzato della giornata di riposo settimanale ordinario, cioè di un intervallo di 24 ore consecutive dopo un periodo di lavoro continuato di 6 giorni. In questo senso è la Costituzione a sancire questo insindacabile diritto: infatti l’art. 36 della medesima (norma cardine per i diritti del lavoratore) sancisce un irrinunciabile diritto al riposo settimanale per il lavoratore dipendente ( e non soltanto).

 

Riposo compensativo passivo: un caso concreto

 

In tale direzione è interessante riportare alla luce una pronuncia della Corte di Cassazione, che chiarisce la questione del recupero ore riposo compensativo: la sentenza 15740/2011 afferma che il dipendente che si trovi in servizio di reperibilità passiva in giornate festive e non abbia in quel frangente reso alcuna prestazione lavorativa, ha diritto al riposo compensativo, ma non anche alla riduzione dell’orario di lavoro settimanale. Pertanto il dipendente deve effettuare il recupero ore riposo compensativo ridistribuendole nell’arco temporale della settimana. Il caso concreto riguardava in questo caso un dipendente dell’Asl che ha condotto in giudizio il datore di lavoro chiedendone la condanna al risarcimento del danno da usura psico-fisica subito a causa del servizio di reperibilità passiva prestato in giorni festivi per tre anni, senza la possibilità di fruire del riposo compensativo.

 

Recupero ore riposo compensativo, cosa dice la Cassazione

 

L’importanza dell’istituto e la necessità del recupero ore riposo compensativo si è riverberata nell’ordinamento della Pubblica Amministrazione anche attraverso una pronuncia delle Sezioni Unite della Cassazione di fine anni ’80: l’indirizzo solidificatosi grazie alla sentenza 1607 del 1989 si sostanzia infatti nella visione per cui in caso di lavoro prestato nel settimo giorno senza riposo compensativo al lavoratore spetta sia la retribuzione (con eventuali maggiorazioni) che un eventuale risarcimento del danno subito causa, spiega letteralmente la Corte, “usura psico-fisica che il lavoro del settimo giorno comporta”. Pertanto il recupero ore riposo compensativo si inserisce all’interno di una materia che le pronunce giurisprudenziali hanno scolpito negli anni con attenzione.
È chiaro come l’utilizzo del riposo compensativo debba comunque essere effettuato in ossequio ad un’ottica informata a criteri di correttezza: sbilanciamenti e sperequazioni nell’utilizzo dell’istituto sono sempre in agguato e vanno pertanto evitati con attenzione.

 

Fonti: wikilabour.it, simpveneto.it

 

Patrizia Caroli

 

 

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