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Redistribuzione incarichi province: ecco cosa succederà nei prossimi mesi



Redistribuzione incarichi province: ecco cosa succederà nei prossimi mesi
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Come si profila questa prima metà di 2015 per i dipendenti pubblici impiegati presso le province? Bene ma non benissimo, reciterebbe un modo di dire abbastanza di moda in questo periodo: il grande piano degli esuberi sta infatti per avere inizio. E con esso anche la potenziale odissea per coloro che negli enti provinciali lavorano. Ma cerchiamo di capire qualcosa di più.

 

incarichi province

 

Le istruzioni che avviano gli spostamenti del personale delle province

 

Il ministero per la Pubblica amministrazione (capeggiato da Marianna Madia) ha nelle scorse settimane pubblicato la circolare che stabilisce le linee guida per l’attuazione degli spostamenti di personale a seguito della riforma delle province. Sono proprio queste le istruzioni che andranno ad interessare oltre 20mila dipendenti pubblici in tutto il paese: quei dipendenti la cui sorte è stata modificata dalla cosiddetta Legge Delrio, il provvedimento che ha di fatto modificato per sempre la fisionomia degli enti provinciali, in attesa della loro definitiva eliminazione dall’ordinamento (prevista dal disegno di legge costituzionale che modificherà l’architettura dell’ordinamento).

 

Province: cosa accadrà per i dipendenti?

 

Come affermato da una molteplicità di analisti, si tratta del più grande processo di mobilità relativo ai dipendenti pubblici mai realizzato in Italia: e proprio per questo un processo molto delicato e da gestire con grande attenzione. Ma che cosa accadrà realmente per i dipendenti pubblici impiegati presso le province? Sono diverse le biforcazioni e le possibilità che si presentano in concomitanza con la redazione dei piani di riassetto organizzativo, economico, finanziario e patrimoniale che dovranno effettuare le province. In primo luogo è necessario sottolineare che il numero preciso di lavoratori coinvolti in questo processo (secondo computi ministeriali) dovrebbe assestarsi sulla quota di 15mila unità, poiché alla quota di partenza devono essere sottratti quelli legati ai centri per l’impiego, dei quali dovrebbe occuparsi direttamente il Jobs Act, così come coloro che avrebbero le carte in regola per la pensione prima del 2016 (requisiti precedenti alla riforma Fornero), quando si chiuderà l’iter di mobilità pilotata.

 

4 cose fondamentali da sapere

 

Ecco le 4 cose fondamentali da sapere per non farsi trovare impreparati di fronte agli eventi dei prossimi mesi.
- In primo luogo va detto che c’è tempo fino al 1 marzo per Province e Città metropolitane per individuare i dipendenti che dovranno essere coinvolti all’interno del processo di redistribuzione degli incarichi. A tal riguardo i limiti sono delineati in uno sfoltimento che va in riduzione del 30% e del 50% in base alla spesa per il personale.
- Ovviamente diventa importante a questo punto il bilanciamento degli equilibri con le funzioni che devono essere assegnate a Comuni o Regioni: queste ultime dovranno per prime allargare i propri organici, poiché saranno proprio loro a dover integrare una quota più ampia di lavoratori fuoriusciti dalle province stesse. Medesima linea che dovrà essere seguita da Stato e Comuni, gli altri due enti in cui saranno dirottati i lavoratori in esubero.
- Sarà prevista la possibilità di avvalersi di contratti di solidarietà, nel caso in cui dovessero esaurirsi le riserve per gli esuberi e rimanessero alcuni dipendenti da collocare in mobilità. In questa particolare circostanza orari e compensi dovranno essere ridefiniti in maniera specifica.
- Un’altra strada percorribile sarà quella del collocamento in disponibilità. Con la possibilità di vedersi riconosciuti due anni di stipendio ad una quota dell’80%, con l’eventualità successiva del licenziamento.

 

Marco Brezza

 

 

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