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Riforma della scuola: tutto su Quota 96 ed assunzione precari



Riforma della scuola: tutto su Quota 96 ed assunzione precari
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L’apertura della riforma della scuola targata Governo Renzi è alle porte: ormai da mesi si susseguono le indiscrezioni e le anticipazioni in merito ai contenuti dei provvedimenti che dovrebbero essere posti alla base della attesa riforma. Ma ancora non esistono certezze assolute. Anzi una serie di rinvii in queste settimane fanno riflettere su un effettivo stato di indecisione della compagine governativa nel tracciare le linee di un cambiamento a questo punto fondamentale nell’ambito della scuola pubblica.
Ma ecco che cosa ad oggi si sa in merito alle novità che giungeranno (ma è forse meglio usare il condizionale visto i numerosi “stop and go” di questi giorni) nelle prossime settimane in materia di scuola.

 

Riforma scuola

10 marzo: il giorno-chiave per la riforma della scuola

 

Domani è il giorno-chiave per la discussione sulla riforma della Scuola in Consiglio dei ministri: l’originario piano concernente la presentazione congiunta di un disegno di legge e di un decreto sembrerebbe saltato. Tutto, dunque, è stato rinviato ma il premier Renzi e il ministro dell’Istruzione Giannini hanno assicurato che le assunzioni in programma per il prossimo mese di settembre 2015 non slitteranno, assicurando anche che ci sono le risorse necessarie per la loro stabilizzazione.

 

Insegnanti Quota 96, un caso aperto

 

Ma c’è un altro argomento che turba i sonni degli insegnanti (in particolare quelli prossimi alla pensione): il tema “sanguinoso” dei Quota 96 della scuola. Per quello che riguarda questa categoria di insegnanti si rende infatti necessaria un’azione in materia di riforma pensioni: esiste tuttora infatti un problema di mancanza di risorse per la soluzione definitiva del caso dei Quota 96. In questo caso occorrerà aspettare per capire tempi e possibilità di soluzione.
Nel frattempo si sovrappongono le voci polemiche delle confederazioni sindacali: “Come sindacato dei lavoratori della scuola e del pubblico impiego – spiega Marcello Pacifico, presidente Anief e segretario organizzativo Confedir – non possiamo accettare questo modo di fare politica, rimandando decisioni su danni legislativi che stanno distruggendo la vita di migliaia di famiglia. È un modo di procedere che non è più tollerabile. Le opportunità per risolvere la questione dei 4mila Quota 96, in prevalenza docenti che avevano iniziato l’anno scolastico 2011/12 sapendo di andare in pensione e rimasti bloccati sino ad oggi, ci sono state. In lungo e largo”.
Pacifico prosegue affermando: “È esemplare, quanto accaduto in estate, quando, trovato l’accordo delle Camere, ci ha pensato il Governo, con quattro emendamenti approvati dalla commissione Affari costituzionali del Senato al decreto di riforma, a bloccare il via libera ai Quota 96”.

 

Un corpo docente mediamente troppo anziano?

 

Insomma, per la scuola italiana la situazione è da allarme rosso: l’anno scorso si è assistito al dimezzamento dei pensionamenti, dovuto proprio agli effetti nefasti della riforma Fornero. In attesa di avere i dati certi sui prossimi pensionati, la certezza è che da tanti anni in Italia l’unico criterio che è prevalso nel modificare le norme sull’accesso alla pensione è stato quello della salvaguardia dei conti pubblici. La speranza di vita cresce, così, parallelamente, si eleva l’asticella dell’età pensionabile. Ma a soffrirne è chiaramente la qualità della didattica, con un corpo docente che mediamente è troppo anziano. Qual è la soluzione concreta al problema?

 

Fonti: orizzontescuola.it, businessonline.it

 

Marco Brezza

 

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