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Riforma PA, ok agli 11 decreti attuativi: cosa cambia per i dipendenti



Riforma PA, ok agli 11 decreti attuativi: cosa cambia per i dipendenti
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L’ufficialità è infine giunta: è infatti avvenuta l’approvazione, la settimana scorsa, degli 11 decreti attuativi che rendono concreta la riforma della Pubblica Amministrazione elaborata dal Governo Renzi nell’arco degli ultimi 20 mesi. Si tratta dei decreti legislativi attuativi della legge 7 agosto 2015 n. 124. Ecco una rapida disamina dei temi investiti dalla riforma che interessano maggiormente ai dipendenti pubblici: accorpamento della Forestale nel corpo dei Carabinieri, stretta in merito ai licenziamenti per i furbetti del cartellino, semplificazione di un cospicuo numero di procedure amministrative (con il Consiglio dei Ministri che potrà attivare procedure accelerate per gli investimenti strategici), razionalizzazione delle funzioni di tutte le forze di polizia. A parere del ministro della Pubblica Amministrazione Marianna Madia “tutti i provvedimenti danno il segno del cambiamento. Sia questi undici sia gli altri nove che presenteremo entro agosto”. Risulta certo che vi siano alcuni decreti attuativi che rappresentano un sfida di rilievo rispetto al passato, sfida che il Governo Renzi ha deciso di intraprendere. Ma gli strumenti utilizzati per dare forma a questo cambiamento sono realmente corretti?

 

Riforma PA

Razionalizzazione forze di polizia

 

Il decreto che interviene in prima istanza sul corpo forestale stabilisce, in ulteriore battuta, anche la razionalizzazione delle funzioni di tutte le forze di polizia, attribuendo ad ognuna di esse specifici settori di specializzazione. Si profila, inoltre, una ripartizione delle competenze anche sotto il profilo territoriale: da un lato, la Polizia vigilerà sulle grandi aree, dall’altro, i Carabinieri si occuperanno del restante territorio.
Bisogna inoltre annotare che uno specifico articolo all’interno del suddetto decreto attuativo viene riservato al numero unico per le emergenze, che sarà d’ora in avanti il 112. Il pacchetto dei decreti attuativi della riforma Madia comprende anche un decreto relativo al riordino delle autorità portuali che diminuiranno da 24 a 15.

 

Rinnovo contratto dipendenti Pubblica Amministrazione

 

Altro tema rilevante per coloro che sono impiegati presso la Pubblica Amministrazione italiana è quello del rinnovo del contratto di lavoro fermo da sei anni (che i dipendenti pubblici auspicano, anzi reclamano). All’interno della Legge di Stabilità sono stanziati a tal riguardo appena 300 milioni. “Per avviare la trattativa è necessario che i sindacati raggiungano un accordo sulla riduzione a 4 dei comparti, come prevede la legge. Poi se la ripresa dell’economia si consoliderà, i 300 milioni potranno anche crescere” spiega la Madia.

 

“Furbetti”: la questione licenziamenti

 

Infine chiudiamo con un rapido riassunto in merito al tema “bollente” di questa riforma: quello relativo ai licenziamenti per i “furbetti del cartellino”. Il dipendente statale che sarà colto in flagranza a falsificare la sua presenza in servizio sarà punito entro 48 ore con la sospensione dall’incarico e dalla retribuzione. Qualora l’illecito non dovesse essere denunciato il dirigente rischierebbe pesanti sanzioni, fino al licenziamento (al momento al massimo c’è la sospensione). Per i dipendenti che si comportano in questa maniera il decreto stabilisce uno specifico iter accelerato per il licenziamento: entro un mese infatti il procedimento per il licenziamento dovrà chiudersi (con la disciplina, in questo momento vigente, che può invece prolungarsi anche fino a 120 giorni).

 

Fonte: corriere.it

 

Patrizia Caroli

 

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