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Riforma PA: le nuove misure contro i furbetti del cartellino



Riforma PA: le nuove misure contro i furbetti del cartellino
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La Riforma della Pubblica Amministrazione (Riforma Madia) reca al suo interno un importante stralcio dedicato alla lotta contro i cosiddetti “furbetti del cartellino”. Le misure anti-assenteismo non mancano infatti all’interno del bouquet di decreti attuativi (in questo momento fase di definizione) del disegno di riforma che coinvolge anche il Pubblico Impiego. Su 11 schemi di provvedimento che il governo ha approvato in via preliminare nel gennaio scorso per attuare la riforma (legge 124/2015), solo un provvedimento ha terminato in Parlamento l’iter per il parere definitivo, con altri 8 in fase di calendarizzazione presso le Commissioni Parlamentari.

 

riforma pa

Riforma Pubblica Amministrazione: le misure anti-assenteismo

 

All’interno del primo pacchetto di interventi relativi alla Riforma della Pubblica Amministrazione affiora rilevante il provvedimento c.d. “Anti-assenteismo“: sorto all’indomani del caso endemico del Comune di Sanremo il testo si focalizza sulla falsa attestazione della presenza e stailisce la sospensione da lavoro e stipendio nel raggio temporale di 48 ore.
Ricordiamo che il singolo provvedimento (che lo ricordiamo, porovvede a dare piena eseuzione al grande disegno di riforma della macchina dello Stato) si trova già in fase avanzata, avenfo superato il parere del Consiglio di Stato. Al suo interno sono inoltre previsti tempi più brevi per il procedimento disciplinare e il reato di omissione di atti d’ufficio per i dirigenti.

 

I pro e i contro delle nuove misure contro i furbetti del cartellino

 

Ma quali sono i dubbi che attraversano i contenuti di tale intervento? Li elenchiamo in sintesi di seguito. Secondo i pareri incrociati di Consiglio di Stato e dei tecnici di Camera e Senato, l’introduzione di una nuova norma penale non sarebbe prevista dalla legge delega (la legge cornice che stabilisce i confini entro cui devono mantenersi i decreti attuativi della riforma PA). Lo stesso accadrebbe per la applicazione automatica del danno all’immagine. Inoltre le critiche si sono affollate anche sulla previsione che il danno debba essere proporzionale alla rilevanza mediatica del fatto. In ultima istanza, i nuovi termini per i procedimenti rischiano di essere di non facile applicazione.

 

La Riforma Madia: un percorso ad ampio raggio

 

Nel frattempo il processo di riforma della complessa macchina dello Stato continua: un percorso a lunga gittata partito all’alba del Governo Renzi, correva la primavera 2014 e il neonato Governo aveva pochi mesi di vita e dalla sua un entusiasmo incontenibile. Ora la difficile prova alla realtà dei fatti con i decreti attuativi con le misure di accorpamento del Corpo Forestale, la riduzione da 5 a 4 delle Forze di Polizia e una serie di altri provvedimenti attuativi (11 nel complesso) che toccano molteplici aspetti della vita del Paese. Risulta evidente come per la sua complessità, la riforma della Pubblica Amministrazione, battezzata con il nome del ministro del dicasteri preposto, Marianna Madia (nella foto) sia certamente la sede perfetta per misurare la distanza che esiste fra le molteplici indicazioni della politica e gli articoli chiamati a realizzarle. Un insieme di misure che cela al suo interno rilevanti conseguenze per cittadini italiani (compresi coloro che sono impiegati presso la PA). Un banco di prova importante per un Governo Renzi ultimamente in vistosa difficoltà.

 

Fonte: Il Sole24Ore

Patrizia Caroli

 

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