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Riforma PA e Polizia: scompare il Corpo Forestale dello Stato?



Riforma PA e Polizia: scompare il Corpo Forestale dello Stato?
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Si riduce il numero dei corpi di polizia all’interno del nostro ordinamento? È quello che sembrerebbe concretizzarsi come conseguenza del complessivo disegno di legge che provvede alla riforma della Pubblica Amministrazione in Italia. Sono due i decreti legge che daranno forma al profilo della riforma (Decreto Pa e Decreto Sviluppo) e che andranno a modificare in maniera importante la disciplina del pubblico impiego, apportando anche alcune novità per il comparto delle forze di polizia.

 

Riforma PA e Polizia: scompare il Corpo Forestale dello Stato?

I corpi di Polizia rimangono tre: Polizia, Carabinieri, Guardia di Finanza

 

Ovviamente i decreti dovranno essere convertiti in legge entro la fine di agosto, pertanto inevitabili modifiche potranno giungere: è comunque nel frattempo interessante analizzare il contenuto e le modalità dell’accorpamento. Ciò che si delinea nel testo di legge è, in concreto, l’eliminazione della Polizia Penitenziaria e del Corpo Forestale dello Stato: pertanto oltre 45mila dipendenti statali (8500 agenti di Polizia Penitenziaria e 38mila membri del Corpo Forestale) sarebbero riassorbiti all’interno delle restanti tre forze di polizia presenti nell’ordinamento italiano. Continuerebbero così ad operare sul territorio Carabinieri, Polizia di Stato e Guardia di Finanza.
Non è certamente la prima occasione in cui si tenta di operare questo tipo di razionalizzazione strutturale all’interno dei corpi di polizia, sfoltendone alcuni rami: evitare duplicazioni e sprechi è il leit-motiv dell’opera di “spending review” che il Governo (insieme al commissario “ad hoc” Carlo Cottarelli) sta cercando di intraprendere (non senza difficoltà di percorso).

 

Questione di sinergia

 

La parola d’ordine rimane comunque la solita, in tempi di crisi: ovvero, sinergia tra corpi, intesa come ottimizzazione di risorse ed oculata gestione strategica dei corpi di polizia stessi. Per dare concreta esecuzione a questa opera dovrà essere disposto un pacchetto di misure certamente drastico da molteplici punti vista: ed ovviamente si sono già fatti sentire i primi conati di polemica e le prime voci di opposizione all’embrionale proposta di riforma (circostanza sempre pronta ad accadere nel momento in cui si va a modificare  l’organizzazione generale del personale impiegato nel comparto sicurezza).

 

Sparisce anche la Polizia penitenziaria? Le voci del sindacato

 

Le voci che si innalzano a barricata dei corpi di polizia in potenziale via di sparizione (o sarebbe meglio dire di assorbimento) appartengono al segretario nazionale Ugl Corpo Forestale dello Stato, Danilo Scipio ed all’analogo rappresentante della Polizia penitenziaria, Giuseppe Moretti: a parere dei due rappresentanti qualora il progetto dovesse concretizzarsi, affiorerebbero “serie conseguenze non solo per la gestione delle emergenze ambientali e della custodia detentiva, ma anche per il sistema sicurezza nel suo complesso”. Parole di “sindacalista” circostanza o reali pericoli? Per ora la risposta aleggia nel vento. In tal senso interessante e non scolpita con l’accetta è l’opinione di Leo Beneduci, segretario del sindacato di agenti penitenziari Osapp, il quale spiega: “Una riforma di questo tipo è positiva se risolve i problemi di organico, negativa se comporta un dequalificazione del corpo. Ricordiamo che gli organici sono sotto di 8mila unità, e sono stati fissati nel 1992, quando in Italia c’erano 35mila detenuti: ora sfiorano i 60mila”. Una questione che va pertanto ad innestarsi anche sui copiosi problemi di sovraffollamento delle carceri che ammorbano il sistema italiano in questo momento. Che riforma sia, ma con coscienza e consapevolezza dei problemi da risolvere.

 

Fonte: lettera43.it, blitzquotidiano.it

 

Patrizia Caroli

 

 

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