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Riforma Pubblica Amministrazione: le 2 novità principali per i dipendenti pubblici



Riforma Pubblica Amministrazione: le 2 novità principali per i dipendenti pubblici
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I decreti attuativi che danno il via alla Riforma della Pubblica Amministrazione nel nostro Paese sono stasi emessi all’inizio del 2016: una riforma importante e molto attesa sia dai cittadini italiani che da coloro che sono impiegati e lavorano presso la Pubblica Amministrazione stessa. Ma quali sono le novità che cambiano maggiormente la fisionomia del Pubblico Impiego in questo 2016? E quali le critiche più forti giunte dai sindacati a questo riguardo? Scopriamolo insieme in questo articolo.

 

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Riforma Pubblica Amministrazione: critiche da più versanti

 

Va, in via introduttiva, affermato che le principali novità del corposo pacchetto di norme che modificano la struttura del Pubblico Impiego in Italia convergono anche verso una serie di misure per il controllo ed i provvedimenti sui cosiddetti “furbetti del cartellino con una accelerazione della procedura di espulsione e un inasprimento delle pene per i dipendenti pubblici e i dirigenti illegittimi. Sono nel complesso 11 i decreti attuativi approvati ed emessi dal Consiglio dei Ministri lo scorso 20 gennaio 2015 in attuazione della legge 7 agosto 2015, n. 124.
Ma le critiche sono giunte cospicue all’indirizzo del team di Governo negli scorsi giorni: non solo da alcuni settori dell’opposizione o da alcune frange dei sindacati, ma anche dai giornalisti.

In questo ha suscitato un certo scalpore la settimana scorsa un corrosivo corsivo di Michele Serra sulle colonne de La Repubblica: il giornalista del quotidiano ora diretto da Mario Calabresi si è dilungato in un articolo in cui ha definito la burocrazia italiana “stalker”. A riprendere le parole di Serra è stato il Segretario Generale della UILPA, Nicola Turco, il quale ha parlato di ”emblema di una riforma che finora non ha prodotto alcun risultato positivo”. E ha poi aggiunto: “Sono già trascorsi due anni dagli annunci roboanti del Premier sulla realizzazione di una riforma che avrebbe dovuto garantire una Pubblica Amministrazione più snella, efficiente e soprattutto più fruibile dal cittadino utente ed ora il Ministro Madia afferma candidamente che ne servono altri 2″.

 

Riforma PA: Questione di tempi

 

“Il tempo perso – prosegue Turco – non si recupera e aggrava una situazione ormai insostenibile per i cittadini e per i lavoratori, costretti ad operare all’interno di un tunnel di cui non si intravede la via d’uscita. Assetti organizzativi incoerenti, condizioni di lavoro indecenti, precarietà progressiva, invecchiamento generazionale, pessimi livelli di sicurezza nei luoghi di lavoro, retribuzioni bloccate, produttività immiserita, richiedono un intervento riformatore che l’attuale politica non è stata in grado di concepire, in quanto ha avuto paura di confrontarsi con chi vive e opera nella pubblica amministrazione e ne conosce ogni disfunzione”.

 

Riforma pubblica amministrazione: i cambiamenti più importanti

 

Ricordiamo che il complessivo disegno che definisce il mosaico della riforma della Pubblica Amministrazione coinvolge una multiforme varietà di materie che coinvolgono a diverso raggio, cittadini e persone impiegate presso lo Stato: sotto il punti di vista di quest’ultima categoria ricordiamo qui le 2 novità più importanti comprese all’interno della riforma: l’inasprimento delle sanzioni disciplinari per la falsa attestazione della presenza in servizio (con la sospensione dal servizio e dalla retribuzione del dipendente colto in flagranza entro 48 ore ed il procedimento disciplinare che può condurre al licenziamento entro 30 giorni) e la razionalizzazione delle funzioni di polizia con l’assorbimento del Corpo forestale dello Stato nei Carabinieri con valorizzazione della specificità agro ambientale (eliminazione di fatto delle duplicazioni delle funzioni dei corpi di polizia.
Fonti: il quotidianodellapa.it, parcodeinebrodi.blogspot.it

 

Patrizia Caroli

 

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