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Riforma Pubblica Amministrazione, ci siamo: ecco il testo approvato



Riforma Pubblica Amministrazione, ci siamo: ecco il testo approvato
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Riforma PA DDL

A circa 12 mesi dalla sua ideazione e dopo 8 mesi esatti mesi di continue partenze, frenate, accelerazioni e rallentamenti, la delega sulla Pubblica Amministrazione ha compiuto il suo primo passaggio istituzionale completo ed è stata approvata dall’aula del Senato con 144 voti favorevoli e 1 astenuto, la scorsa settimana. Le opposizioni non hanno partecipato al voto e sono uscite dall’Aula. Ad esprimersi per il “sì” sono stati i partiti che rappresentano la maggioranza (Pd, Area popolare di centro) e il Gruppo per le autonomie. Contro il provvedimento si sono espressi tutti gli altri movimenti presento in Aula: M5S, Lega, Sel, Fi, Gal.
Ma cosa accadrà ora? Dopo il via libera definitivo, che potrà scattare solo dopo un’approvazione in identico testo sia a alla Camera che al Senato, il governo avrà il compito finale di varare i decreti delegati che dovranno rendere effettiva e concreta la riforma della Pubblica Amministrazione.

 

Riforma PA: ecco cosa cambia (in rapida sintesi)

 

Ma ecco in rapida sintesi i contenuti del testo approvato al Senato: al centro del nuovo provvedimento fanno capolino le figure dei dirigenti, che cominceranno a convergere verso la figura unica del dirigente della Repubblica, a prescindere dalle funzioni rivestite. Gli incarichi assegnati dovrebbero passare da due trienni a un quadriennio, cui potrebbe aggiungersi un ulteriore biennio di completamento.

 

Concorsi e durata degli incarichi dirigenziali: cosa accade?

 

Giungono cambiamenti anche con riferimento al tema dei concorsi: viene impostata l’immissione in ruolo dei vincitori di concorsi più veloce, assieme all’enunciazione di una nuova staffetta generazionale che, tuttavia, dovrà tenere conto degli attuali vincoli che prevedono precise quantità di esuberi, prepensionamenti e ingressi negli organici della Pubblica Amministrazione.
Le novità dell’ultimo minuto non sono trascurabili: oltre alla già citata rimodulazione della durata degli incarichi, l’Aula ha detto sì ad assunzioni più veloci per i vincitori di concorsi e alla staffetta generazionale, anche se in una versione più morbida al fine di con incorrere in problemi di copertura finanziaria. Viene infine istituito un polo unico della medicina fiscale, con accentramento dei controlli sull’INPS oggi capitanata da Tito Boeri.

 

Il cammino della Riforma PA, un vessillo del Governo Renzi

 

Il processo di riforma cominciò circa un anno fa: si configurò certamente come uno dei vessilli portati in altro dal Governo Renzi nella sua volontà programmatica di cambiamento e di “dinamismo decisionale”, una sorta di metaforico araldo capace di caratterizzare la volontà di cambiamento del giovane presidente di Consiglio. Il progetto di riforma della Pubblica Amministrazione aveva immediatamente lasciato sul terreno del dibattito politico un discreto numero di strascichi anche di tipo polemico. E non soltanto: ampi spazi di dibattito si erano spalancati sulle istruzioni relative al tema dei prepensionamenti del personale della PA. Le cose si sarebbero poi direzionate verso un altro versante.
Come detto in apertura, ora il testo transiterà a Montecitorio (alla Camera dei deputati) in seconda lettura. L’obiettivo della compagine governativa è abbastanza chiaro: giungere ad un’approvazione definitiva entro l’estate, un evidente segnale lanciato dal Governo per dimostrare la sua operatività sul campo dei fatti.

 

Fonte: repubblica.it

 

Marco Brezza

 

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