Dipendenti statali -il Blog-

Appunti e riflessioni per un dipendente statale

Appunti e riflessioni: La Community dei Dipendenti Statali e Pubblici

Community

Categorie

 

Riforma scuola pubblica: i sindacati salgono sulle barricate



Riforma scuola pubblica: i sindacati salgono sulle barricate
Vota Questo Articolo

Nei cieli della scuola pubblica italiana continua a volare alta la polemica contro il progetto (ancora in embrione) di complessiva ed importante riforma del sistema scolastico: nelle scorse settimane il ministro dell’Istruzione Stefania Giannini ed il sottosegretario Roberto Reggi avevano palesato gli aspetti più rilevanti di un’idea volta a condurre la scuola italiana in prossimità degli orizzonti programmatici già raggiunti in altre realtà europee (come ad esempio l’esperienza virtuosa della Germania). Ad essere modificato in particolare sarebbe il contratto degli insegnanti della scuola pubblica: e proprio su questo tema si stringe il nodo delle polemiche di questo caldo (soprattutto in senso metaforico) mese di luglio.

 

Riforma scuola pubblica: contratto insegnanti

Insegnanti scuola pubblica: in quale direzione vanno le critiche

 

I punti centrali della riforma avvolti dalle critiche sono presto detti: innalzamento delle ore lavorative insegnanti da da 18 a 36 ore, 6 ore di supplenze senza straordinario pagato, formazione obbligatoria più accentuata, 22 giorni di lavoro più per posizionare in equilibrio il saldo dei giorni lavorativi annuali da 208 a 230,  fare ricorso in maniera massiccia alle chiamate interne rispetto alle esterne per quanto riguarda il sistema delle supplenze, scuola aperta fino alle otto di sera ed anche nel mese di luglio.
Un diniego generalizzato ha accolto queste proposte: la maggioranza delle sigle sindacali che tutelano i diritti degli insegnanti e dei lavoratori della scuola stanno organizzando (parole testuali del comunicato rilasciato da Unicobas) una “adeguata controffensiva unitaria a tutela dei lavoratori e della scuola tutta per l’organizzazione dal basso di un grande, pacifico, colorato ma determinato corteo nazionale di tutta la categoria”.

 

Riforma scuola pubblica: i sindacati sulle barricate

 

La linea delle rappresentanze sindacali si assesta sul seguente concetto: l’impianto governativo è tutto da rigettare, soprattutto a partire dall’idea dell’idea (fatta aleggiare nell’aria) dei quattro anni di scuole superiori al posto di cinque: “Così taglieranno sessantamila cattedre” affermano. Mentre più definita  è la voce dell’Anief, l’importante Associazione Sindacale Professionale: “Non è caricando gli insegnanti di nuove mansioni che si garantisce la loro produttività: questa è una logica puramente aziendale. Il docente ha bisogno di tempo per calibrare i suoi impegni, per preparare le lezioni e valutare gli elaborati”. Nel frattempo la Cgil rincara la dose: “Altroché precari da cancellare, chi ha prestato più di 36 mesi di servizio ha diritto alla stabilizzazione e al pagamento degli scatti di anzianità”.

 

Prospettive di riforma scuola pubblica: dove sta la scelta giusta?

 

La linea della resistenza sindacale sembra pertanto tracciata con vigore sul terreno vulcanico di quello che potrebbe configurarsi alla stregua di un campo di battaglia nei mesi che ci separano dall’inizio dell’anno scolastico 2014-15. Ma la domanda è: sono giuste le rivendicazioni e le reiterate difese a spada tratta da parte dei sindacati nei confronti dello status quo insegnanti? Oppure è necessario riflettere su un percorso di modifica della disciplina scolastica (non necessariamente nelle forme suggerite dalla attuale compagine governativa) che probabilmente non può essere in alcun modo differito nell’odierna temperie storica? La domanda rimane sospesa ed aleggia nell’aria, proprio sopra quel terreno eletto a campo di battaglia dalle sigle sindacali in questa estate 2014.

 

Marco Brezza

 

Pinterest

Leave a Reply