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Riforma scuola a un passo dall’ok definitivo: cosa cambia per i prof.



Riforma scuola a un passo dall’ok definitivo: cosa cambia per i prof.
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È giunto giovedì scorso in Senato il sospirato ok alla riforma della scuola: dopo circa un mese di esame Palazzo Madama ha approvato il provvedimento sulla Buona Scuola, redatto dal Governo Renzi, con un computo finale di 159 voti favorevoli e 112 contrari. Il Governo aveva posto la fiducia sul provvedimento (tra le polemiche). Ora il passaggio finale alla Camera. Non dovrebbero esservi sorprese, il provvedimento dovrebbe ricevere l’ok definitivo di Montecitorio entro pochi giorni (il prossimo 7 luglio, tra 8 giorni).
Il rafforzamento dell’autonomia scolastica, ovverosia una maggiore libertà nella gestione degli edifici, della didattica, dei progetti formativi e dei fondi a disposizione di ogni singola scuola, è sicuramente uno dei temi centrali della riforma dell’ambito scolastico. Ma andiamo ad esplorare tre punti-chiave relativi alle novità che si concretizzeranno a partire dal prossimo anno scolastico per i docenti impiegati presso la scuola pubblica.

 

Riforma scuola

Fonte: clipartpanda.com

Ok definitivo all’assunzione di 100mila docenti

 

Confermata (ed è il punto al centro del palcoscenico mediatico in questi giorni) l’assunzione, da quest’anno, di circa 100mila docenti: i vincitori, gli idonei del concorso a cattedre del 2012 e gli iscritti nelle graduatorie ad esaurimento. Rimangono fuori dal Piano straordinario di assunzioni gli abilitati della seconda fascia delle graduatorie di istituto. Un prima stralcio di riforma riguarderà le immissioni in ruolo al fine di coprire i posti vacanti, che rimarrà con le modalità ordinarie del turover. Le immissioni in ruolo disposte dopo il 15 settembre 2015 (anche su organico dell’autonomia) prevederanno nomina giuridica dal 1° settembre 2015, mentre la nomina economica sarà dal 1° settembre 2016. Le assunzioni costeranno a regime (alla macchina dello Stato) 2,1 miliardi l’anno.

 

Il rafforzamento dell’autonomia scolastica

 

Tramite l’art.1 del provvedimento viene confermata l’autonomia scolastica da attuare mediante compositi strumenti: in primo luogo con la possibilità di rimodulare il monte ore annuale di ciascuna disciplina e con il potenziamento del tempo scuola anche oltre i modelli e i quadri orari. Inolte viene concessa la possibilità di effettuare una programmazione plurisettimanale e flessibile dell’orario complessivo. Gli istituti scolastici saranno tenuti a garantire l’apertura pomeridiana e potranno rimanere aperti anche durante il periodo estivo. Nei periodi di sospensione dell’attività didattica, infatti, gli istituti e gli enti locali potranno promuovere attività educative, ricreative, culturali, artistiche e sportive da svolgersi all’interno degli edifici scolastici.

 

L’era della supplenze non è finita

 

Leggendo il testo del maxiemendamento del Governo si scopre inoltre che non è ancora terminata l’era delle supplenze: nel mese di settembre si continueranno a firmare contratti a tempo determinato, vista la tempistica sfasata delle immissioni in ruolo. Tra due mesi e mezzo in cattedra saliranno 47.476 professori, con i restanti 55.258 docenti dell’autonomia entreranno in gioco in corso d’anno.
Insomma serviranno ancora supplenti: ecco il perché dell’inserimento nel maxi-emendamento della norma che autorizza l’istituzione di “un ulteriore contingente di posti” volto a soddisfare in extremis questa esigenza. In connessione a ciò si è anche deciso di spostare al settembre 2016 il divieto di autorizzare incarichi temporanei superiori a 36 mesi, anche non continuativi.

 

Fonti: orizzontescuola.it, Sole24Ore

 

Marco Brezza

 

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