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Rinnovo contratti PA: la stagione del disgelo comincia ora



Rinnovo contratti PA: la stagione del disgelo comincia ora
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I giorni decisivi per il rinnovo dei contratti della Pubblica Amministrazione stanno per arrivare: dopo l’incontro rilevante tra il ministro della PA Marianna Madia e i Sindacati riuniti avvenuto lo scorso 26 luglio, ampio spazio sarà riservato in questo “caldo” autunno ad uno temi più rilevanti dell’agenda del 2016 (soprattutto per le tasche di quasi 3 milioni di dipendenti pubblici). Le richieste dei sindacati hanno preso forma, e subito dopo Ferragosto ampio spazio è stato riservato all’argomento sui principali quotidiani italiani. Al momento, secondo l’ultima rilevazione ISTAT, sono 15 i contratti della Pubblica Amministrazione da rinnovare, con una platea interessata di 2,9 milioni di addetti su un totale di 8,2 milioni.

 

Rinnovo contratti PA

Rinnovo contratti Pubblica Amministrazione: le pretese dei sindacati

 

“Il blocco della contrattazione dal 2010 al 2015 ci è costato 35 miliardi come certificato dalla Avvocatura dello Stato” hanno spiegato con una solo voce le maggiori sigle sindacali: ed in tale direzione non bisogna dimenticare che l’anno scorso la Corte Costituzionale aveva dichiarato illegittimo (da agosto del 2015) il blocco della contrattazione, escludendone tuttavia la retroattività che avrebbe portato disastri e aperto una voragine nel bilancio dello Stato. Ma sul campo la pronuncia ha effetti enormi per i dipendenti pubblici che da oltre 7 anni vedono la loro busta paga immobile di fronte ad un costo della vita che si innalza. Come se non bastasse è giunto poi il conteggio dell’Avvocatura generale, che ha quantificato il costo dei mancati rinnovi 2010-2015 in 35 miliardi. Da qui le pretese (sacrosante) dei sindacati.

 

Rinnovo contratti PA: All’appello mancano 212 euro lordi al mese a testa

 

Dall’altro lato la CGIL ha quantificato i mancati aumenti in busta paga cagionatisi in questi anni di congelamento dei contratti. Il saldo è il seguente: 212 euro lordi al mese per ogni anno. Per giungere a tale cifra è infatti sufficiente dividere i 7 miliardi annui mancanti per la platea di circa 3 milioni di dipendenti della Pubblica Amministrazione.
La richiesta delle sigle sindacali è tuttavia abnorme per le casse (piangenti) dello Stato: i 7 miliardi di euro richiesti per “restituire dignità e professionalità ai lavoratori”sono un’utopia fatta e finita in tempi di revisione della spesa e finanziarie lacrime e sangue. Tuttavia una spazio di sacrosanta mediazione deve affiorare.

 

Il balletto delle cifre e la realtà delle cose

 

Sono ora in arrivo le settimane decisive per il rinnovo contratti PA : negli scorsi giorni il viceministro dell’Economia Enrico Morando ha evidenziato nella giornata di ieri la necessità di “aumentare le risorse”, andando oltre i 300 milioni previsti dal Governo, ritenendo tuttavia impossibile raggiungere i 7 miliardi evocati (messianicamente) dai sindacati. Il balletto delle cifre dovrà concludersi presto, però, per affluire poi nell’alveo onnicomprensivo della Legge di Stabilità 2017 (attesa come di consueto per la fine dell’anno, a ridosso di Natale). Un contenitore “polivalente” attraverso il quale dovrà essere trovata una formula magica per “coprire” da un punti di vista economico una serie di misure idonee a favorire la crescita nel Paese, dall’anticipo pensionistico alle ricongiunzioni gratuite transitando per un ampliamento della quattordicesima.

 

Fonte: Sole24Ore

 

Patrizia Caroli

 

 

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