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Rinnovo Contratti Statali



Rinnovo Contratti Statali
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Il parto sembra ormai vicino. Questa riforma del pubblico impiego, che ha visto la sua approvazione definitiva poche settimane fa, ha riacceso un lumino di speranza per la spinosa questione del rinnovo dei contratti, fermi da 8 anni. Manca ancora la direttiva della Funzione pubblica all’Aran che sancirà l’inizio delle trattative, ma possiamo sbilanciarci e dire che oramai la strada, per quanto ancora lunga e complessa è senza dubbio stata imboccata nella direzione del cambiamento.

contratti-PA

 

Proprio il ministro madia ha  comunicato che “l’incontro con i comitati di settore è stato positivo e, visto che siamo già a un ottimo punto, ho invitato il presidente dell’Aran a iniziare formalmente la sessione dei contratti”.

 

 

 

Rinnovo contratti statali; percorso a ostacoli?

 

 

Seppure si è intrapreso la giusta direzione, agognata da anni su più fronti, il percorso per il rinnovo contratti statali è decisamente a ostacoli. Come sempre accade quando si ha a che fare con lo stato e le sue risorse. E il primo ostacolo sono proprio loro, le risorse.

 

 

Servono infatti altri 1.2 miliardi per far fronte a tutti i cambiamenti in scadenza. A partire dagli 85 euro promessi nel lontano novembre, questione che sarà oggetto della autunnale. Questo aspetto non è quello davvero preoccupante. Quello che davvero crea ansia è il miliardo aggiuntivo che dovrà saltare fuori dal del fondo sanitario e dai bilanci locali. Ma a quanto pare per il momento nessun sindaco è preoccupato. Forse lo sarà quando usciranno i decreti con l’obbligatorietà di stanziamento…

 

 

Sul tema economico esiste poi anche l’aspetto delle distribuzione delle risorse che negli intenti ministeriali dovrà essere piramidale, cioè considerare prima di tutto alle fasce di reddito più basse. Anche questa sfida è piuttosto ambiziosa, in quanto valutare una situazione piramidale su settori completamente diversi è un lavoro di massima complessità. Insieme alla questione economica anche quella della tempistica rappresenta una sfida ambiziosa e direttamente collegata a quella delle finanze. Ci spieghiamo meglio. Il rinnovo comprende il triennio 2016/2018, ma solo nel prossimo anno si dovrebbe avere la totale copertura economica di questa operazione. Dunque è davvero difficile studiare una direttiva e farla approvare dalla ragioneria generale, senza avere una certezza della copertura economica.

 

 

 

Rinnovo contratti PA. La vera sfida è la riprogettazione

 

 

 

Insieme alle questioni tecniche per il rinnovo dei contratti statali di cui abbiamo parlato fino ad ora, c’è anche un’ulteriore sfida per questo rinnovo contrattuale, che riguarda la riprogettazione vera e propria della pubblica amministrazione. In termini teorici, gli 11 comparti nei quali era divisa la pubblica amministrazione devono diventare 4 più uno – Palazzo Chigi rimane autonomo. Sanità ed enti territoriali non subiranno grandi rivoluzioni. Diverso invece è per l’ambito istruzione, nel quale dovranno confluire molte realtà completamente differenti tra loro, dai docenti a non docenti alle agenzie fiscali agli enti pubblici.

 

 

L’obiettivo comune è quello di armonizzare anche le retribuzioni. Come era già nell’intento della Riforma brunetta del 2009. La fretta è tema comune di tutte e parti in causa che non siano politiche. Perché proprio la politica potrebbe trasformarsi in un nuovo freno per questo progetto. Si parla infatti in modo piuttosto insistente di elezioni anticipate e di riforma elettorale, eventi entrambi che provocherebbero la fine della legislatura e un nuovo drammatico slittamento del rinnovo dei contratti.

 

 

 

 

 

 

Fonte: ilsole24ore / ildubbio

 

 

 

 

 

 

 

Valentina Stipa

 

 

 

 

 

 

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Un Commento a “Rinnovo Contratti Statali”

  1. Ruggero Says:

    Il sistema di valutazione del “merito” previsto dal Dlgs 150/2009 è anticostituzionale oltre che immorale.
    Sta trasformando le categorie protette in categorie bandite.
    I lavoratori disabili hanno diritto ad avere PARI OPPORTUNITÀ DI RETRIBUZIONE E PROGRESSIONE IN CARRIERA, un contratto identico agli altri e non possono essere impiegati in mansioni NON COMPATIBILI con le proprie minorazioni, e invece le “valutazioni” li confrontano con gli “altri” sui bisogni di cure e riposi, sulla impossibilità di fare servizi esterni, turnazioni pomeridiane e notturne, capacità intellettiva, penalizzandoli perfino se fruiscono dei permessi Legge 104/92.

    Una vera e propria selezione nazista, altro che valutazioni del “merito”.
    La disabilità non è un demerito.

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