Dipendenti statali -il Blog-

Appunti e riflessioni per un dipendente statale

Appunti e riflessioni: La Community dei Dipendenti Statali e Pubblici

Community

Categorie

 

Riordino carriere carabinieri: prospettive di riforma inefficace



Riordino carriere carabinieri: prospettive di riforma inefficace
3.4 (68.57%) 7 Vota Questo Articolo

Il riordino carriere personale dell’Arma si inserisce all’interno di un lungo corso che inserisce le sue fondamenta tematiche sui binari della necessità di un cambiamento del sistema e sulla volontà di realizzare una efficace ripartizione della funzione di comando e controllo, mediante definizione dei livelli generali di dipendenza delle articolazioni ordinamentali: con la previsione del ricorso a provvedimenti amministrativi per i conseguenti adeguamenti che si potrebbero rendere necessari. Non va dimenticato che i Carabinieri rappresentano una delle quattro forze armate italiane, con collocazione autonoma nell’ambito del Ministero della Difesa: un corpo di rilievo assoluto nella conformazione complessiva della Difesa e dell’ordinamento nazionale.

 

riordino carriere carabinieri

Fonte: pbol.it

Riordino carriere carabinieri: cambiamenti efficaci?

 

Va in via preliminare affermato che le risorse messe in cantiere per per ottemperare al riordino carriere carabinieri e comparto sicurezza/difesa si assestano sui 120 milioni di euro per quello che riguarda l’anno 2014: in questa direzione paiono meritevoli di interesse gli elementi definitori della bozza di riordino contenuti all’interno della nota emessa dal Ministero dell’Interno nello scorso gennaio. Nell’embrione disciplinare sono racchiusi i seguenti punti di rilievo: unificazione del ruolo agenti e assistenti col ruolo dei sovrintendenti, “dirigenzializzazione” dell’attuale ruolo dei direttivi,  mediante la creazione di un nuovo ruolo dei direttivi articolato in tre gradi (ovverosia vicecommissario, commissario, commissario principale) della consistenza di circa 3mila addetti.

 

Un problema di risorse?

 

È di lapalissiana evidenza come, osservando la materia attraverso uno sguardo d’insieme, bozza di riordino carriere personale dell’Arma sia caratterizzata da forti contraddizioni e dall’assenza di risorse per elaborare un progetto che valorizzi realmente tutti i ruoli.
I chiari di luna poco allegri resi ancora più infausti da una “spending review” complessiva che toglie risorse importanti per il settore non aiutano certo ad impalcare un riordino complessivo dalle reale efficacia: il riordino carriere carabinieri elaborato nel passato, infatti, possedeva eminente dignità, racchiudendo al suo interno un reale moto evolutivo nei confronti di quei processi che caratterizzano la progressione di carriera nei singoli ruoli dell’Arma. Ma è chiaro che in una temperie storica (ed economica) diversa da questa l’entità degli stanziamenti poteva contare su ben altri gradi di importanza ed abbondanza: fatto sta che non si possono edificare pompose nozze con i proverbiali “fichi secchi”. Il riordino ai tempi della “spending review” è anche questo, lacrime e sangue (a profusione).

 

Riordino carriere personale dell’arma, cosa accadrà?

 

Insomma la bozza di riordino carriere personale dell’Arma non racchiude al suo interno peculiari novità che possano condurre il vascello del cambiamenti verso una congrua valorizzazione dei ruoli: e nemmeno ad una reale ed effettiva progressione di carriera per coloro che prestano il loro servizio per il corpo dei Carabinieri. Il rischio effettivo, anzi, è quello che una attuazione del provvedimento di riordino porti nella direzione di disallineamenti ulteriori o addirittura penalizzazioni.
Ciò che emerge sulla questione è senz’altro l’urgente necessità di idee serie per una reale riorganizzazione dei meccanismi e delle dinamiche dell’impiego pubblico nel nostro paese, con particolare attenzione per il comparto difesa, fondamentale settore nella complessiva fisiologia dell’ordinamento italiano.

 

Fonte: ilnuovogiornaledeimilitari.it, difesa.it

 

 

Pinterest

Leave a Reply