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Riposo Compensativo Autoferrotranvieri: Rapida analisi della normativa



Riposo Compensativo Autoferrotranvieri: Rapida analisi della normativa
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In quale modo si definisce il riposo compensativo autoferrotranvieri? Per comprendere al meglio la questione occorre addentrarsi all’interno della normativa che disciplina la materia del settore autoferrotranvieri, ovvero la risalente legge 138 del 14 febbraio 1958 (innovata in parte nel 1999).

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Fonte: www.fitcislsicilia.it

Fonte: www.fitcislsicilia.it

Riposo compensativo autoferrotranvieri: uno sguardo d’insieme

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All’art.3 del suddetto strumento normativo viene disciplinato il lavoro straordinario: esso non può superare le due ore al giorno (per un massimo complessivo di 12 ore settimanali) e la sua esecuzione deve essere denunciata all’Ispettorato compartimentale della motorizzazione civile e dei trasporti e all’Ispettorato del Lavoro nelle 48 ore successive. L’utilizzo del lavoro straordinario deve essere motivato. Il personale autoferrotranvieri ha poi diritto ad un riposo settimanale di 24 ore da usufruire nella propria residenza e senza pregiudizio del riposo continuato giornaliero e delle ferie stabilite dai contratti di lavoro. Inoltre tale riposo deve normalmente usufruirsi di domenica, fatta eccezione per il personale viaggiante per il quale cade nel giorno stabilito dal turno. In alcuni casi è consentito il cumulo di due riposi settimanali consecutivi  (ad esempio per esigenze del servizio o tramite accordo fra le parti).

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La disciplina di questa tipologia di riposo

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Va detto che la disciplina generale del riposo compensativo autoferrotranvieri si configura come una compensazione di straordinari programmati e non come compensazione per gli straordinari emergenti, per i quali l’unica forma di compensazione prevista è la retribuzione monetaria.

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Analizzando poi il Decreto Legislativo 66/2003 posto a confronto con le leggi specifiche del settore del trasporto pubblico e con la contrattazione nazionale autoferrotranvieri, si può leggere (all’art.17) che: “Le disposizioni di cui agli articoli 7 (riposo giornaliero), 8 (pausa), 11 (lavoro notturno), 12 (modalità di organizzazione del lavoro notturno e obblighi di comunicazione), e 13 (durata del lavoro notturno), possono essere derogate mediante contratti collettivi o accordi conclusi a livello nazionale tra le organizzazioni sindacali nazionali comparativamente più rappresentative e le Associazioni nazionali dei datori di lavoro firmatarie dei contratti collettivi di lavoro o conformemente alle regole fissate nelle medesime intese, mediante contratti collettivi o accordi conclusi al secondo livello di contrattazione”. Tutto ciò però (proseguendo nella lettura del disposto normativo) deve essere fatto “soltanto a condizione che ai prestatori di lavoro siano accordati periodi equivalenti di riposo compensativo, o nei casi eccezionali in cui la concessione di tali periodi equivalenti di riposo compensativo autoferrotranvieri non sia possibile per motivi oggettivi, a condizione che ai lavoratori interessati sia accordata una protezione appropriata”.

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Considerazioni finali sul riposo compensativo autoferrotranvieri

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Il riposo compensativo autoferrotranvieri si configura pertanto come un’importante garanzia per il dipendente pubblico occupato nel settore trasporti, componendo una sorta di bilanciamento ad eventuali deroghe imposte al lavoratore stesso in materia di riposi, pause, e lavoro straordinario. Una normativa che pare evidentemente poter essere applicabile nei confronti di tutti i lavoratori del settore anche se permangono dubbi e critiche di tipo dottrinale in merito ad alcuni precipui termini utilizzati nel dettato normativo dal legislatore: ovverol’utilizzo di termini definiti icasticamente dalla dottrina come “ assurdamente paternalistici” (ad esempio “accordati”, “concessione”) al posto di termini probabilmente più corretti per l’argomento trattato (ci si riferisce ai più canonici “hanno diritto” o “saranno loro riconosciuti”). Insomma il riposo compensativo è un diritto del autoferrotranviere: è pertanto necessario che questo assunto risulti con evidenza anche dal lessico normativo.

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Fonti: uiltrasporti.it

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Marco Brezza

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