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Riposo compensativo Polizia di Stato: disciplina e modalità di fruizione



Riposo compensativo Polizia di Stato: disciplina e modalità di fruizione
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Riposo compensativo Polizia di Stato: come si delinea la disciplina di questo rilevante istituto nell’odierno periodo? Al fine di tracciare un quadro complessivo il più possibile nitido è necessario effettuare una introduzione in cui delinearne le caratteristiche generali.

 

Riposo compensativo Polizia di Stato

Riposo compensativo: analisi dei lineamenti generali

 

Il riposo compensativo si configura alla stregua di un riposo idoneo a compensare una prestazione lavorativa quantitativamente superiore a quella ordinaria prevista e retribuita come tale dal contratto. In questo senso il d.lgs. 66/2003 in materia di “orario di lavoro” (all’art. 5, ultimo comma) sancisce che i contratti collettivi hanno la forza, in ogni caso, di consentire che, in alternativa o in aggiunta alle maggiorazioni retributive, i lavoratori usufruiscano di riposi compensativi. Il riposo compensativo matura in tutti i casi in cui il dipendente non abbia fruito della giornata di riposo settimanale: ovvero di uno stacco di 24 ore consecutive dopo un periodo di lavoro continuato di 6 giorni.

 

La disciplina e le modalità di fruizione

 

A definire le modalità di fruizione del riposo compensativo Polizia di Stato è l’Accordo Nazionale Quadro vigente (stipulato tra Ministero dell’Interno e i rappresentanti delle organizzazioni sindacali del personale di Polizia di Stato). Particolarmente interessante a livello di disciplina generale è quello che viene affermato all’art. 15, commi 5 e 6: “Le giornate di riposo compensativo di cui al comma precedente debbono inderogabilmente essere fruite a richiesta dell’interessato e tenuto conto delle esigenze di servizio, nei tre mesi successivi a quello nel quale sono state maturate. Per la fruizione del riposo nel terzo mese, le richieste devono essere avanzate entro la fine del secondo mese. La fruizione del riposo compensativo di cui al comma quattro deve essere effettuata evitando sperequazioni in presenza di situazioni analoghe. A tal fine la retribuzione dello straordinario programmato, qualora venga superato il monte ore assegnato complessivamente, a ciascun Ufficio, Reparto o Istituto, deve essere effettuata secondo un criterio di proporzionalità, riducendo tutte le prestazioni di lavoro straordinario programmato della stessa percentuale”. Come è evidente, all’interno di questi due commi sono racchiusi i confini disciplinari che rendono esplicita la ratio del riposo compensativo Polizia di Stato.

 

Come richiedere il riposo compensativo

 

La disciplina di settore inerente al riposo compensativo Polizia di Stato si staglia definita in relazione alle modalità di fruizione del riposo stesso. In tale direzione, le prestazioni orarie di lavoro straordinario obbligatorio e programmato effettuate possono essere convertite, a richiesta del dipendente membro della Polizia di Stato, in un numero corrispondente di giorni di riposo compensativo.
Ma a livello disciplinare come si concretizza l’atto della richiesta di riposo compensativo? Quest’ultimo deve essere tassativamente richiesto dal dipendente mediante atto scritto: per il computo di ciascun giorno di riposo compensativo è necessario fare riferimento alla durata effettiva dell’orario di lavoro relativo al giorno in cui si usufruisce del riposo. Secondo quanto affiora dalle disposizioni in materia, il riposo compensativo è cumulabile con il riposo settimanale e con il congedo ordinario, ma soltanto nel caso in cui via sia piena compatibilità con le esigenze di servizio.

 

Fonte uilpolizia.it, wikilabour.it

 

Marco Brezza

 

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