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Riposo compensativo scuola: Tutto quello che devi sapere



Riposo compensativo scuola: Tutto quello che devi sapere
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Quali sono gli elementi fondamentali da conoscere per un dipendente della scuola pubblica, che abbia necessità di recuperare le ore di riposo compensativo? Il tema possiede evidenti ed interessantissimi risvolti pratici a livello di gestione dell’orario di lavoro per quello che riguarda coloro che sono impiegati presso le scuole pubbliche (o presso lo Stato a livello generale). In che modo è strutturata la concreta gestione del recupero di queste ore? In questo articolo un sintetico ed utile vademecum per rispondere a questa importante domanda (con l’aggiunta di un esempio finale concreto).

riposocompensativo scuolaIn via introduttiva è necessario affermare come il riposo lavorativo sia un concetto ed un diritto tutelato dalla nostra Carta Costituzionale: l’art. 36 recita infatti che il diritto al riposo settimanale per il lavoratore dipendente è irrinunciabile. Tale contrafforte costituzionale contribuisce a fornire la struttura basilare a questo istituto. Inoltre, la fondamentale importanza del riposo compensativo scuola è stata più volte sottolineata dalle Sezioni Unite della Cassazione nel corso dei decenni, a partire dagli anni ’80.

 

 

Riposo compensativo scuola : che cos’è (una premessa)

Piccola premessa per chiarire il tema a livello di definizione: il riposo compensativo scuola è un concetto che fa riferimento alla gestione degli orari e delle retribuzioni dei dipendenti statali, con un peculiare ambito applicativo rivolto alle forze dell’ordine. Di fatto, esso è un intervallo lavorativo utile a creare una compensazione nei confronti di una prestazione lavorativa che in termini quantitativi abbia superato i limiti della prestazione ordinaria prevista e retribuita come tale dal contratto esistente. A disciplinare il riposo compensativo insegnanti è il decreto legislativo 8 aprile 2003, n. 66 (“Attuazione delle direttive 93/104/CE e 2000/34/CE concernenti taluni aspetti dell’organizzazione dell’orario di lavoro”): in esso si afferma che i contratti collettivi possono consentire che, in alternativa o in aggiunta alle eventuali maggiorazioni retributive previste, i lavoratori usufruiscano di tali riposi compensativi. Il riposo compensativo matura in tutti i casi in cui il dipendente non abbia fruito della giornata di riposo settimanale: ovvero, di uno stacco di 24 ore consecutive dopo un periodo di lavoro continuato di 6 giorni.

 

Recupero ore riposo compensativo scuola : focus sui dipendenti statali

 

Il riposo compensativo per la categoria dei dipendenti della scuola o i dipendenti pubblici si configura come un giorno non lavorativo idoneo a compensare la mancata fruizione di un giorno ordinario di riposo (come ad esempio la domenica o un qualsiasi giorno festivo) in cui il dipendente, per esigenze aziendali, abbia dovuto effettuare la prestazione lavorativa. Ecco un esempio concreto per capire immediatamente la questione: se un dipendente pubblico lavora sette giorni di seguito, inclusa la domenica, nei giorni successivi è tenuto ad usufruire di una pausa dalla sua attività (più precisamente si parla di un intervallo di 24 ore consecutive dopo un periodo di lavoro continuato di 6 giorni). In ulteriore istanza, il riposo compensativo possiede anche la funzione di compensare la gravosità di un determinato lavoro che costringe il dipendente a sostenere turni notturni fuori dall’ordinario orario d’ufficio (oppure qualora il dipendente stesso sia esposto a condizioni di lavoro logoranti).

 

Riposo compensativo  insegnanti (e non solo): un esempio concreto

 

 

riposo compensativo insegnantiUn interessante caso di specie in materia di riposo compensativo si può analizzare attraverso l’analisi di un orientamento applicativo dell’ARAN che ha preso in considerazione il seguente caso reale: può un ente organizzare lo svolgimento di attività formative per il personale nella giornata del sabato, in presenza di una settimana lavorativa articolata su cinque giorni (dal lunedì al venerdì)? Ed entra qui in gioco il riposo compensativo scuola? L’Agenzia, nei suoi orientamenti applicativi, aveva già evidenziato che “secondo le regole generali, nel caso di corsi di formazione o di aggiornamento professionale organizzati dall’Ente o comunque autorizzati dal medesimo Ente presso altri soggetti pubblici o privati, le ore effettive di  partecipazione alle attività formative devono essere considerate come servizio prestato a tutti gli effetti e, quindi, anche come orario di lavoro, ai fini del completamento del debito orario delle 36 ore settimanali”.

Ciò comporta anche la conseguenza ulteriore che, per la parte eccedente l’orario d’obbligo giornaliero, devono essere considerate lavoro straordinario, con l’applicazione della specifica disciplina. “Evidentemente, nei termini sopra descritti, venendo in considerazione attività rese in orario di lavoro, di esse si terrà conto a tutti gli effetti stabiliti dalla legge (D.Lgs.n.66/2003), ivi compresi la durata massima della prestazione lavorativa e i riposi”. In tal senso, prosegue l’ARAN, la prestazione lavorativa resa, in via occasionale, in giorno feriale non lavorativo (il sabato) in presenza di un’articolazione dell’orario di lavoro su cinque giorni, dà titolo “a richiesta del dipendente, ad equivalente riposo compensativo o alla corresponsione del compenso per lavoro straordinario con la maggiorazione prevista per il lavoro straordinario non festivo”.

Pertanto, il dipendente che, secondo l’articolazione qui abbozzata, svolga la prestazione lavorativa nella giornata del sabato ha facoltà di chiedere, in via opzionale: o il riposo compensativo di durata equivalente alle ore di lavoro rese, oppure il riconoscimento, per le medesime ore, del compenso per lavoro straordinario.

 

Fonte: aranagenzia.it

 

Roberta Buscherini

 

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