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Risorse Esercito. Facciamo Ordine



Risorse Esercito. Facciamo Ordine
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risorse ed esercitoLa revisione dello strumento militare è una questione tutt’altro che chiusa, che suscita ancora molte polemiche e presenta altrettanti punti oscuri. Per fare un po’ di ordine e tirare le fila di questo provvedimento, iniziamo con il chiarire il quadro giuridico nel quale si inserisce.

 

La revisione dello strumento militare, sancita con legge 244 del 2012, stabiliva una diminuzione delle risorse umane impiegate all’interno delle forze armate da 190.000 a 150.000 unità entro il 2024.

Inoltre nella stessa norma si stabilivano anche secondo quali criteri si sarebbe dovuti arrivare a questa riduzione di organico, ovvero con un transito verso altre amministrazioni pubbliche, con un passaggio verso le professioni civili del comparto difesa e anche attraverso alcune forme di esenzione dal servizio, vincolate alla presentazione di una domanda e alla valutazione da parte dell’amministrazione di appartenenza, come stabilito dal comma sei dell’articolo 2209 della Legge 244.

 

Questi criteri sono frutto dell’esigenza di raggiungere il traguardo delle 150.000 unità entro il 2024 e che farlo servono delle integrazioni oltre alla riduzione del normale reclutamento e del naturale congedo del personale.

 

Il punto certamente più controverso della riforma riguarda l’esenzione dal servizio: dai 50 anni in poi, quindi circa con dieci anni di anticipo, si ha la possibilità di godere di una situazione di passaggio grazie alla quale si conserva l’ottantacinque per cento dello stipendio senza esercitare la propria professione né prendere servizio e con la possibilità di fare altri lavori.

 

Per coloro che sono sobbalzati sulla sedia, anche tra chi questa legge l’ha approvata e discussa, risponde Domenico Rossi, ex generale e adesso deputato di Scelta civica: “è la via d’uscita della generazione delle missioni, i cinquantenni di adesso avevano 35 anni in Kosovo. Non è che si possono mandar via così”.

 

Nel frattempo però non si può neanche dimenticare che  chiudono caserme dove mancano i soldi per la bolletta della luce e le ristrettezze economiche esasperano un settore già molto provato dai tagli della Spending Review.

 

 

 

Fonte: grnet / corriere / ilgiornaledeimilitari

 

 

Valentina Stipa

 

 

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