Dipendenti statali -il Blog-

Appunti e riflessioni per un dipendente statale

Appunti e riflessioni: La Community dei Dipendenti Statali e Pubblici

Community

Categorie

 

Archivi per la categoria 'Ruolo docenti'

gio, lug 4, 2013  Patrizia Caroli
Immissioni in Ruolo 2013: Guida per Insegnanti Neoassunti
4.3 (86%) 10 Vota Questo Articolo

Immissioni in Ruolo 2013: Come affrontare il primo anno di ruolo: consigli, documenti e chiarimenti.

Gli insegnanti neo assunti sono tenuti, per legge, a rispettare una serie di adempimenti e presentare alcuni documenti nel momento in cui firmano un contratto di lavoro a tempo indeterminato. Alcuni di questi documenti sono obbligatori, altri semplicemente utili e consigliabili. In questo articolo vogliamo fare chiarezza su come comportarsi nel momento delle immissioni in ruolo.

 

Documenti Obbligatori per immissioni in ruolo 2013

 

Con le modifiche introdotte dal DPR 445/00, gli insegnanti neoassunti non sono obbligati a presentare documenti di rito come i certificati di cittadinanza o di nascita, in quanto sono considerate sufficienti le dichiarazioni e la documentazione presentata, precedentemente, nelle domande di partecipazione per i concorsi di reclutamento o nelle graduatorie.

La legge 183 del 12 novembre 2011 prevede invece il rilascio di certificazioni da parte della Pubblica Amministrazione in ordine a stati, qualità personali e fatti solo nei rapporti fra privati.

È obbligatorio il certificato di idoneità all’impiego, rilasciato in data non anteriore a 6 mesi da un medico legale dell’azienda sanitaria locale.

Inoltre, il personale nel momento delle immissioni in ruolo 2013 è tenuto a rendere dichiarazioni relative a:

-          iscrizione o non iscrizione al Fondo Scuola Espero;

-          dichiarazioni di non trovarsi in nessuna situazione di incompatibilità o in costanza di rapporti di lavoro con altre aziende, pubbliche o private;

-          autorizzazione all’uso dei dati personali;

-          informazioni contabili riguardo i titolari di partita di spesa fissa (assegno per nucleo familiare, coniuge o figli a carico, …)

-          dichiarazione di servizi, il cui modulo può essere richiesto presso la scuola di servizio, per attestare i servizi realizzati precedentemente all’immissione in ruolo.

 

Documenti Non Obbligatori ma Utili per Immissioni in Ruolo

 

Più che documenti, si tratta di domande che non essendo indispensabili, conviene presentare per poter godere di tutti i diritti che riguardano la pensione o la ricostruzione di carriera. E’ assolutamente consigliabile presentare tutte le domande entro il primo anno d’immissioni in ruolo.

 

1. Ricostruzione ai fini della Carriera

La ricostruzione di carriera è l’operazione che serve per computare tutti i servizi realizzati prima dell’immissioni in ruolo. In questo modo è possibile far valere l’anzianità di carriera complessiva per accedere allo stipendio migliore, dentro del quadro previsto dal Contratto Nazionale.

La ricostruzione di carriera avviene solo dopo la richiesta specifica dell’insegnante interessato. La domanda per la ricostruzione di carriera va presentata, alla direzione scolastica della scuola di servizio, dopo l’anno di prova e una volta ottenute le immissioni in ruolo.

I servizi realizzati prima delle immissioni in ruolo e computabili ai fini della carriera sono:

-          Docenti scuola secondaria: tutti i servizi prestati nelle scuole secondarie statali e pareggiate e, i servizi di ruolo e non di ruolo, presso scuole primarie pubbliche, sussidiarie o sussidiate.

-          Docenti scuola primaria o scuola d’infanzia: tutti i servizi prestati nelle scuole elementari statali o parificate, i servizi realizzate nelle scuole secondarie pubbliche o pareggiate, nelle scuole popolari sussidiate o sussidiarie oppure i servizi prestate nelle scuole materne pubbliche.

Inoltre, sono computabili.

-          Il servizio militare o sostitutivo di leva

-          Benefici ex legge 336/1970

-          Servizio di ruolo prestato all’estero

-          Servizio prestato in paesi in via di sviluppo

-          Servizio prestato in sedi di montagna

 

 2. Ricostruzione ai fini pensionistici

 

La legge prevede la possibilità di computare tutti i lavori in cui sono stati versati contributi ai fini pensionistici dei dipendenti di nuova immissioni in ruolo. L’amministrazione valuta in automatico alcuni servizi come quelli di ruolo presso la scuola, incarichi a tempo indeterminato e il servizio militare. Per altri servizi e lavori bisogna chiedere specificamente all’amministrazione che emetterà un decreto di:

-          Computo: spostamento di contributi da altra gestione (senza oneri per il docente interessato)

-          Riscatto: implica un costo per il docente interessato

-          Ricongiunzione: implica un costo per l’interessato

 

I servizi computabili per la ricostruzione ai fini pensionistici:

-          Servizi non di ruolo con versamento all’Inps

-          Servizi presso enti parastatali

-          Servizi di volontariato in paesi in via di sviluppo

-          Servizio militare

-          Maternità in assenza di rapporto di impiego

 

I servizi riscattabili sono:

-          Periodo di studio universitario

-          Diploma ISEF

-          Diploma accademia di belle arti

-          Diploma universitario

-          Diploma di specializzazione

-          Dottorato di ricerca

-          6 mesi di astensione facoltativa per gravidanza

-          I periodi prestati fino al 1 giugno 1974 in qualità di dipendente statale non di ruolo, assistente universitario e professore incaricato a titolo gratuito.

 

I servizi ricongiungibili:

-          Servizi prestati alle dipendenze di privati con contribuzione INPS

-          Periodi di disoccupazione

-          Periodi di iscrizione alle casse di previdenza dei liberi professionisti

 

 

Share and Enjoy

  • Facebook
  • Twitter
  • Google Plus
  • LinkedIn
  • RSS
  • Pinterest
mar, giu 18, 2013  Patrizia Caroli
Obblighi del docente: cosa deve fare quando sono finite le lezioni?
5 (100%) 2 Vota Questo Articolo

Tutti gli insegnanti conoscono quali sono i loro doveri durante l’anno scolastico, sanno perfettamente cosa devono o non devono fare durante i mesi di lezione, ma quali sono gli obblighi del docente terminate le lezioni?

In questo articolo vogliamo chiarire questi punti e parlare degli obblighi del docente che, secondo la normativa in vigore, devono essere rispettati durante i mesi estivi.

 

obblighi del docenteObblighi del docente

 

Gli obblighi del docente vengono perfettamente definiti negli articoli 28 e 29 del CCNL/2007.

Secondo l’articolo 28, una volta finite le lezioni, il docente non ha più dovere di attività obbligatoria in quanto non ci sono più gli allievi a cui insegnare. Ma, secondo l’articolo 29, ci sono attività funzionali all’insegnamento che il docente deve rispettare. Queste attività vengono suddivise in:

-          40 ore annuali per la partecipazione alle riunioni del collegio docenti

-          40 ore annuali per la partecipazione ai consigli di classe, di interclasse e di intersezione.

-          Attività obbligatorie per lo scrutinio e gli esami

Secondo la normativa, una volta raggiunte le 40 ore annuali per la partecipazione a riunioni del collegio docenti, gli insegnanti, se sono previsti altri incontri, hanno diritto al pagamento delle ore aggiuntive o all’esonero dalla partecipazione.

 

 

Obblighi del docente durante l’estate

 

Secondo la normativa in vigore, gli unici obblighi del docente nel periodo di sospensione delle lezioni sono le attività funzionali all’insegnamento relative alla valutazione di esami, riunioni di collegio docenti e consigli di classe, ma unicamente se programmate e comprese nel piano scolastico approvato a inizio dell’anno.

In questo modo, una volta finite le lezioni ed escludendo le attività previste nel piano scolastico, non possono essere obbligati a:

-          Presenza a scuola secondo il normale orario di lezioni

-          Firmare la presenza tutte le mattine

-          Attività di riordino di biblioteca

-          Attività richieste dal dirigente scolastico ma non previste nel piano annuale

 

Obblighi del docente durante l’estate: eccezioni

 

L’art. 11 dell’OM. n. 41 dell’11 maggio 2012 prescrive come eccezione che: “Il personale utilizzabile per le sostituzioni, con esclusione del personale con rapporto di lavoro di supplenza breve e saltuaria, deve rimanere a disposizione della scuola di servizio fino al 30 giugno, assicurando, comunque, la presenza in servizio nei giorni delle prove scritte.”

In questo caso è necessario specificare che “rimanere a disposizione” non significa essere presenti tutte le mattina a scuola, ma essere reperibili e assicurare la presenza in servizio, come dice l’articolo, nei giorni delle prove scritte.

 

Fonte: Miur / Orizzontescuola

 

Patrizia Caroli

 

 

Share and Enjoy

  • Facebook
  • Twitter
  • Google Plus
  • LinkedIn
  • RSS
  • Pinterest
mar, mag 28, 2013  Ranalli
Autonomia Scolastica: Assegnazioni per Compiti, come Presentare le Domande?
Vota Questo Articolo

Autonomia Scolastica: Inizio con il dirvi che comunque quest’anno, le domande vanno presentate entro oggi, ovvero il 28/05/2013. Le indicazioni per l’anno scolastico 2013/2014 sono state fornite dal Ministero dell’istruzione, università e ricerca con  circolare del 14 maggio 2013 n°14.

 

ferienongoduteCosì come avvenuto per i precedenti anni per l’individuazione dei compiti connessi con l’attuazione dell’autonomia scolastica, si fa riferimento alle aree che qui di seguito si trascrivono: – sostegno alla ricerca educativa e didattica, sostegno e supporto per l’attuazione dell’autonomia scolastica nel territorio, sostegno alla persona anche diversamente abile, dispersione scolastica, disagio della condizione giovanile, accordi tra istituzioni, supporti informativi.

 

Le unità che su base nazionale possono essere utilizzati per questo compito è fissato in 150 unità e possono essere sia docenti che dirigenti scolastici. Esse vengono assegnate sia alla sede centrale del ministero dell’istruzione sia agli uffici scolastici regionali così come previsto e secondo il pano di ripartizione che si trova allegato nella circolare n°14/2013.

 

Questi uffici si dovranno fare carico di comunicare il tutto alle organizzazioni sindacali del comporto scuola che partecipano alla contrattazione decentrata sia dei posti disponibili , dei criteri di selezione del personale e della durata dell’assegnazione.

 

Autonomia Scolastica: Come presentare le domande?

 

 

L’avviso delle selezioni dovrebbe già essere stato esposto e la circolare prevede il favore una capillare pubblicazione per consentire a quanti in possesso dei prescritti requisiti di potervi partecipare.

 

  • cognome, nome, luogo e data di nascita;
  • qualifica (se dirigente o docente ), materia di insegnamento
  • sede di titolarità e sede di servizio in caso siano diverse;
  • data di immissione in ruolo.

Ad ogni domanda dovrà essere allegato un curriculum con l’indicazione di ogni titolo culturale posseduto ed anche l’eventuale conoscenza di lingue straniere.

 

Si può formulare una sola domanda

La valutazione degli aspiranti avverrà in considerazione della motivazione professionale a partecipare a processi di innovazione in atto, alle competenze di tipo progettuale gestionale e di promozione. Capacità di relazionarsi, lavorare in gruppo e di assumersi responsabilità, conoscenza profonda deglil ordinamenti scolastici.

 

Il personale selezionato sarà collocato fuori ruolo ed è valido come servizio d’istituto per il conseguimento di tutte le posizioni di stato giuridico ed economico.

 

Se questo collocamento fuori ruolo avrà durata non superiore ad un quinquennio, all’atto della cessazione dalla posizione di collocamento fuori ruolo, costoro sono assegnati alla sede nella quale erano titolari all’atto del provvedimento.
Quale questi collocamenti fuori ruolo abbiano una durata superiore ad un quinquennio comportano la perdita della sede di titolarità.

 

Quei docenti che perdono la titolarità, hanno la priorità di scelta tra le sedi disponibili secondo i dettami delle ordinanze sulla mobilità.

 

Revoca collocamento fuori ruolo: Autonomia Scolastica

 

Il collocamento fuori ruolo può essere anche revocato e della qual cosa va data immediata comunicazione all’interessato. Questo può essere possibile se si verificano gravi motivi personali o familiari.

 

La revoca ha effetto dall’inizio dell’anno scolastico

Questi sono i numeri:

 

autonomia scolastica

Share and Enjoy

  • Facebook
  • Twitter
  • Google Plus
  • LinkedIn
  • RSS
  • Pinterest
gio, mag 9, 2013  Ranalli
Docenti Religione a Tempo Indeterminato e a Tempo Determinato
Vota Questo Articolo

Docenti religione cattolica rappresentano oggi una figura professionale che ha trovato una sua dimensione nell’ambito del mondo della scuola decisamente consistente se è vero che su base nazionale più del 95% aderisce all’ora di religione che comunque resta una materia soggetta ad opzione nel senso che ogni anno l’allievo o chi ne fa le veci deve decidere se avvalersi o meno di questo insegnamento.

 

docenti-religioneQuesto articolo non vuole essere un excursus storico della figura dei docenti religione che nel bene e nel male tutti conosciamo ma essere qualche cosa di diverso. Raccontare un po’ gli alti e i bassi vissuti da questa categoria di docenti, i docenti religione, nel corso degli anni e che tante volte a rasentato una vera e propria follia.

 

Fino all’anno scolastico 1985/1986 l’insegnamento della religione cattolica era previsto solo nelle scuole secondarie di primo e secondo grado. Per poter insegnare era necessario oltre che dell’idoneità diocesana anche di uno specifico titolo religioso.

Dall’anno scolastico 1986/1987 a seguito di revisione del concordato quest’insegnamento è stato esteso anche alla scuola primaria e dell’infanzia.

 

Docenti religione idoneità

 

Tutti i docenti religione che furono chiamati ad insegnare questa materia oltre alla prescritta idoneità dovevano dotarsi entro l’anno 1990 anche di uno specifico titolo religioso. Fino al predetto anno bastava uno dei qualsiasi titoli di scuola secondaria di secondo grado.

La specificità di questi docenti consisteva nel fatto che seppur pagati dallo stato essi venivano nominati direttamente dall’ordinario diocesano e pertanto il loro status era quello di docenti incaricati o supplenti.

 

Nel tempo e con l’evolversi della normativa a costoro pur rimanendo docenti religione a tempo determinato ( incaricati e supplenti ) veniva riconosciuta una prima progressione di carriera e riconosciuti gli stessi diritti dei docenti religione a tempo indeterminato dal punto di vista delle assenze dal lavoro.

Requisito fondamentale per maturare questi diritti per i docenti di scuola primaria e dell’infanzia era avere un orario cattedra di almeno 12 ore ed insegnare per almeno quattro anni con un servizio non inferiore a 180 giorni e il prescritto di titolo di studio.

Per i docenti di scuola secondaria di primo e secondo grado era necessario oltre che del prescritto titolo di studio , insegnare per almeno quattro anni consecutivi per non meno di 180 giorni per anno e per un orario cattedra non inferiore alla metà (9 ore) se dovuta a ragioni strutturali.

 

Ricostruzione carriera docenti religione

 

Una volta acquisito tale diritto si poteva produrre richiesta di ricostruzione di carriera. L’istituzione scolastica era tenuta a predisporre l’atto. Con la ricostruzione di carriera in effetti ai docenti religione cattolica pur non essendo di ruolo veniva riconosciuta l’anzianità di servizio con conseguente e consistente aumento della retribuzione. Un riconoscimento questo ottenuto dopo innumerevoli battaglie e dopo tante traversie . Bisogna infatti dire e ammettere che i docenti religione sotto il punto di vista retributivo ha ottenuto quanto altri precari non hanno ancora ottenuto è cioè il riconoscimento del pre-ruolo ai fini della carriera ancor prima di essere a tempo indeterminato proprio perché per costoro dopo quattro anni di servizio con le modalità su indicate la norma contrattuale estendeva ogni beneficio normativo e contrattuale previsto per i docenti di ruolo.

Vi rimando ad un prossimo articolo per parlarvi sempre di questa categoria di docenti dopo la loro immissione in ruolo.

 

 

Share and Enjoy

  • Facebook
  • Twitter
  • Google Plus
  • LinkedIn
  • RSS
  • Pinterest
mar, mag 7, 2013  Valentina
Tfa Scuola. Poca Luce All’Orizzonte
4 (80%) 3 Vota Questo Articolo

Quando si parla di tfa scuola c’è ancora molta confusione e malcontento nel settore. Il nuovo regolamento sul faf scuola che è andato a modificare il decreto 279/2010 ha introdotto infatti il divieto espresso di inserimento nelle graduatorie a esaurimento, senza che tale comma venisse prima vagliato e discusso all’interno delle commissioni parlamentari.

Proprio per questo motivo molte associazioni di categoria, in prima linea l’ANIEF – il giovane sindacato salito agli onori della cronaca per le battaglie in favore degli esclusi dal concorso scuola – hanno chiesto la mobilitazione degli iscritti al tfa scuola ordinario, senza che l’abilitazione sia ancora stata raggiunta.

 

tfa scuola

 

Lo scopo di questa mobilitazione di massa degli iscritti al tfa scuola ha lo scopo di produrre manifestazioni e rumore a livello nazionale affinché venga vagliato un emendamento legislativo necessario alla corretta regolamentazione dei tfa scuola.

A questo panorama sui tfa scuola si aggiunge in ultima analisi, ma non ultima in ordine d’importanza, la decisione dell’ex Ministro dell’Istruzione Profumo che ha dato il via libera al decreto per l’avvio dei tfa scuola speciale attraverso i quali circa 75 mila docenti non abilitati potranno accedere alle graduatorie per l’insegnamento, qualora avessero maturato un’esperienza almeno triennale nel ruolo.

 

Tfa Scuola. Tutto Iniziò Così

 

Va ricordato che i tfa scuola speciali sono stati introdotti al posto della Scuola di specializzazione all’insegnamento secondario e non sono altro che una sorta di condono per i non abilitati che hanno maturato un minimo di 180 giorni per ogni anno scolastico tra il 1999/2000 e il 2011/12. Attualmente coloro che accedono al tfa scuola ordinario e raggiungono l’abilitazione possono usufruire di un unico canale di reclutamento, ovvero le graduatorie ad esaurimento.

 

Tfa Scuola. Quali Prospettive e Quali Soluzioni

 

Le promesse istituzionali di nuovi concorsi, che pure ancora non hanno alcun aspetto concreto, non risolverebbe il problema dei tfa scuola, mantenendo di fatto una disparità di trattamento tra docenti. I tfa scuola non sono forse corsi abilitanti all’insegnamento tramite superamento di un esame finale secondo quanto stabilito dal DM 39/1998 e dal DM 22/2005? E allora come mai chi partecipa e supera i tfa scuola dovrebbe avere un acceso al ruolo limitato? È su questo che l’ANIEF in particolare ma anche molti altri sindacati della scuola si battono e stanno raccogliendo ricorsi da presentare al TAR per affrontare una battaglia che si annuncia molto dura.

Questo trattamento relativo ai tfa scuola viene considerato senza mezzi termini un’assurdità: perché i tfa scuola non possono usufruire di canali di reclutamento al pari degli iscritti Facoltà di Scienze della Formazione primaria nel 2012 e nel 2013 e a coloro che decideranno di intraprendere il percorso dei tfa scuola speciali? A questo si aggiunge anche che nel 2008/2012 con un emendamento speciale era stato consentito l’accesso ai tfa scuola nelle ex graduatorie permanenti degli specializzati e dei laureati in Scienze della Formazione primaria. Dunque cosa è cambiato da allora per i tfa scuola?

 

 

Fonte: orizzontescuola / lascuolaconvoi / leggioggi /ctzen / investireoggi

 

 

Valentina Stipa

Share and Enjoy

  • Facebook
  • Twitter
  • Google Plus
  • LinkedIn
  • RSS
  • Pinterest