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Scuola, Brescia: Insegnanti Pensionati Assistono Gratis Studenti Stranieri



Scuola, Brescia: Insegnanti Pensionati Assistono Gratis Studenti Stranieri
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Scuola ed immigrazione: un binomio che negli ultimi anni, a seguito dei folti movimenti migratori che continuano ad interessare la penisola italiana, ha cominciato a rivestire una notevole importanza. Da circa una ventina d’anni a questa parte si assiste infatti nel nostro paese ad una profonda trasformazione del tessuto sociale: è evidente come i flussi migratori provenienti da altre parti del mondo abbiano progressivamente modificato la conformazione sociale, etnica e religiosa della popolazione italiana. Tale mutamento di prospettiva ha investito i più svariati settori della vita dell’ordinamento italiano, ed in particolar modo il settore dell’istruzione.

Fonte: www.acliroma.it

Fonte: www.acliroma.it

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Il registro degli ex insegnanti pensionati

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L’intersezione di questo ampio movimento migratorio con la fase congiunturale di crisi economica che ha colpito l’Europa e l’Italia sta creando nuove particolari situazioni proprio nel settore scolastico: è il caso di ciò che sta accadendo in questi giorni a Brescia. Nella città lombarda infatti sta partendo una nuova iniziativa contro i dolorosi tagli della scuola pubblica causati dalla necessità di reperire risorse attraverso la “spending review”: l’Assessore alla Pubblica Amministrazione del Comune di Brescia, Roberta Morelli, ha infatti accolto il suggerimento degli istituti scolastici al fine di istituire un inedito registro all’interno del quale raccogliere la disponibilità di ex insegnanti, ora in pensione, a collaborare in forma gratuita per contribuire a consentire l’alfabetizzazione degli studenti stranieri.

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Per questi ex insegnanti sarà creato un albo ad hoc: coloro che saranno interessati dovranno soltanto consegnare il loro curriculum al Comune. Le loro richieste verranno poi trasmesse ai singoli istituti i quali potranno utilizzare il prezioso contributo degli insegnanti pensionati al fine di fornire assistenza agli studenti stranieri, che in quest’anno scolastico sono, soltanto nella città di Brescia, oltre il 25 per cento di tutti gli iscritti alle scuole statali elementari e medie del territorio del Comune lombardo.

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Il rombo delle polemiche: ecco l’opinione dell’Anief

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L’eco della iniziativa non ha mancato di causare forti polemiche: in particolare molto dure sono state le reazioni dell’Anief, l’associazione professionale sindacale che unisce docenti e ricercatori. Un comunicato emanato da quest’ultima ha infatti rivolto parole infuocate nei confronti dell’idea nata in territorio lombardo: “Dopo la carta igienica pagata dalle famiglie, le minacce di ridurre i riscaldamenti, i ritardi nel pagamento dei supplenti e il tentativo di assicurare gli aumenti di stipendio con il taglio delle attività extra-didattiche, arriva il professore in quiescenza che torna a lavorare senza compenso: la carenza di soldi nelle scuole sta producendo delle soluzioni sempre più ingegnose. Ma che a volte sembrano oltrepassare il buon senso”.
Secondo l’Anief, l’iniziativa sarebbe solo un altro fantasioso metodo utilizzato al fine di evitare di retribuire dei professionisti, una pericolosa deriva che trae la sua origine, sempre a parere dell’associazione sindacale, “dai tagli ai finanziamenti per le scuole e dalle inadempienze dei pagamenti da parte del Ministero delle Finanze”. Insomma si tratterebbe solo di una cattiva soluzione alla incipiente mancanza di fondi da destinare all’istruzione nel nostro paese, capace solo di reiterare ancora una volta la rinuncia ad assumere nuovi insegnanti.

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Ottima idea o smaccato sotterfugio?

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Le ragioni della protesta dell’Anief risiedono principalmente in due tematiche: da una parte l’associazione ritiene non corretto il fatto che non si sia atteso lo stanziamento dei fondi del Miur destinati alla formazione dei docenti impegnati nell’insegnamento dell’italiano come seconda lingua; dall’altra viene stigmatizzata la riduzione del 25 per cento complessivo delle risorse destinate al Fondo per il miglioramento dell’offerta formativa.
Insomma, l’idea dell’assessorato bresciano lascia permanere il dubbio: ottima idea per reperire in economia risorse verso l’integrazione o smaccato sotterfugio per evitare di pagare i professori? Enigmi ai tempi della spending review.

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Fonti: Repubblica, Orizzontescuola.it

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Marco Brezza

 

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