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Scuola. Un Convegno per fare il punto



Scuola. Un Convegno per fare il punto
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Fonte: napoli.zon.it

Fonte: napoli.zon.it

Questa buona scuola conosce ancora troppi punti oscuri e in molti pensano che “buona” non sia proprio l’aggettivo giusto per descrivere questo provvedimento che senza dubbio risulta rivoluzionario.

 

Per questo il 16 marzo prossimo a Roma, nella sala Capranichetta in Piazza Montecitorio è stato organizzato dall’Associazione Docenti Art. 33 e dal sindacato Gilda degli Insegnanti il Convegno nazionale sul tema La Buona Scuola. Profili di Incostituzionalità.

 

L’obiettivo del convegno è quello di affrontare i punti di incostituzionalità che sembrano coinvolgere la legge 107/2015, con lo scopo di arrivare a proporre alcune modifiche normative e valutare anche la possibilità di intraprendere la strada di un referendum.

 

Come si legge sul manifesto del convegno infatti “La legge 107/2015 appare viziata da forzature normative che stravolgono alcuni dei cardini della Costituzione. Le criticità maggiori riguardano la creazione di ambiti territoriali, finalizzati alla chiamata diretta dei docenti, e la presenza di pesanti deleghe che danno al governo una discrezionalità normativa oggettivamente non coerente con il dettato costituzionale”.

 

Il convegno inizierà alle ore 9.30 del 16 marzo prossimo e la partecipazione viene riconosciuta come attività di aggiornamento con esonero dall´insegnamento (art. 64 CCNL 29/11/2007).

 

 

Scuola. Si avvicina l’opzione referendum

 

 

Al di là del convegno, la possibilità referendaria è sempre più tangibile per poter gridare tutto ciò che in questa legge non va e deve essere cambiato. A partire dagli aspetti considerati incostituzionali.

 

La nostra mobilitazione è partita quando la riforma era ancora soltanto un documento del quale abbiamo contestato subito l´impianto, scendendo in piazza il 23 novembre del 2014 (…) Dando voce al dissenso del mondo della scuola, da allora la nostra lotta non si è mai fermata e, coerentemente (…) la Gilda degli Insegnanti ha deciso di non firmare il contratto della mobilità che conferma ambiti territoriali e chiamata diretta da parte del dirigente scolastico, ovvero i pilastri della legge 107”.

 

A dirlo è Rino Di Meglio, coordinatore nazionale della Gilda degli Insegnanti, spiegando senza indugi, che su questa posizione non si conosce mediazione.

 

L’aspetto di incostituzionalità è stato portato sotto i riflettori dal prof. Michele Ainis, ordinario di Istituzioni di Diritto Pubblico all’Università degli Studi di Roma III ed editorialista del Corriere della Sera e dell’Espresso, il quale ha pubblicato nel numero di marzo di Professione Docente, bimestrale di informazione della Gilda degli Insegnanti un articolo che affrontava proprio questo tema.

 

 

Fonte: gildains / tecnicadellascuola / orizzontescuola

 

 

 

 

Valentina Stipa

 

 

 

 

 

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