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Insegnanti: Cultura a Scuola? Non Sempre…..



Insegnanti: Cultura a Scuola? Non Sempre…..
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Dopo i fiumi di polemiche per i famigerati test per il tirocinio formativo TFA, ora arrivano le polemiche sulla miriade di errori nelle domande e anche nelle risposte degli stessi test. E pensare che si tratta di un meccanismo che dovrebbe selezionare insegnanti per la nostra scuola pubblica!

 

In pratica coloro che hanno elaborato le domande dei test sono risultati più ignoranti di coloro che il test si accingevano a farlo! Un paradosso inammissibile. E cosa ancora più grave, non stiamo parlando di un errore o due a fronte di 11 classi di concorso, ma di ben 7 classi che hanno fatto registrare errori o domande non correttamente formulate.

 

E come lo ha risolto il Ministero?

All’italiana!

Considerando valide tutte le risposte a quella domanda. Non solo, ma fonti ufficiali si sono affrettate a precisare che le prove sono state formulate da una commissione di oltre 100 esperti, riunita a questo scopo, un anno fa, quindi guarda caso, sotto il precedente governo.

 

Ovviamente Profumo dovrà rispondere di questa incresciosa situazione e dovrà anche trovare delle soluzioni rapide e accomodanti per quelle classi che non hanno visto raggiungere il traguardo minimo da oltre il 95% dei partecipanti. Altro problema non certo secondario a cui il ministro dovrà far fronte riguarda quelle classi che non hanno coperto il numero di posti messi a disposizione delle università per il tirocinio formativo, pur avendo superato il 10% di ammissioni.

 

Anche il MIUR si è subito attivato per capire come sia possibile rimediare a una situazione grave come quella che si è creato e ha anche ammesso che “alcune domande erano troppo nozionistiche, mentre altre erano proprio sbagliate”. Proprio il MIUR ha dichiarato che entro l’estate verrà nominata una nuova commissione che indicherà i criteri di redazione dei nuovi test che avverranno in autunno. A questi nuovi test verranno ammessi d’ufficio anche i bocciati di quelle classi che hanno visto superare l’esame da meno del 10% dei partecipanti e senza alcun onere economico aggiuntivo.

 

Di contro però esiste anche la realtà dei non ammessi: nella classe di concorso di filosofia, psicologia e scienze della formazione, per esempio, solo 141 su quasi 5.000 partecipanti ha raggiunto il punteggio minimo e in questo caso non sono stati denunciati errori nei test, ma solo domande particolarmente complesse su autori minori.

 

Non va dimenticato che i test di cui stiamo parlando fanno parte di un sistema di transizione dal vecchio al nuovo modo di accedere all’abilitazione di insegnante, secondo quanto stabilito dalla riforma Gelmini. Si tratta insomma di una parte importante che dovrebbe garantire ai nostri studenti la certezza di poter usufruire di un insegnamento valido.

 

Fonte: Rstampa.pubblica.istruzione.it

 

 

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