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Scuola Pubblica: Dirigente scolastico riconosciuto colpevole di mobbing



Scuola Pubblica: Dirigente scolastico riconosciuto colpevole di mobbing
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Il mobbing nella scuola pubblica: una pratica che da tempo immemore avviene tra le mura scolastiche, ma che non era mai stata riconosciuta come tale dalla legge e dai tribunali del nostro paese. A quanto pare la situazione sta lentamente cambiando: negli ultimi 10 anni è stata infatti riconosciuta la valenza e la gravità del concetto di mobbing quale “comportamento persecutorio, sistematico, preordinato al danneggiamento della persona del lavoratore” (Tribunale di Ravenna, 21 maggio 2002). Il concetto è stato successivamente chiarito ed estrinsecato in tutta il suo pernicioso significato dalla Corte di Cassazione (sezione Lavoro, nella sentenza 4774 del 6 marzo 2006) la quale definiva il mobbing alla stregua di “una condotta vessatoria sistematica e protratta nel tempo che realizza una lesione dell’integrità psico-fisica e della personalità morale del lavoratore garantite dall’art. 2087 del Codice Civile”. Il concetto è stato approfondito nei suoi contenuti attraverso la definizione della lesione, la quale, sempre nelle parole della Suprema Corte, va puntualmente verificata “in base all’idoneità offensiva della condotta del datore di lavoro, le caratteristiche oggettive di persecuzione e discriminazione, la connotazione emulativa e pretestuosa”.

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Fonte: reggionline.com

Fonte: reggionline.com

Il mobbing nella scuola: ecco un caso emblematico

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Ma nel settore della scuola pubblica è mai stata riconosciuta da un punto di vista giurisprudenziale l’esistenza della pratica del mobbing? Mai completamente: ma una recente della Corte di Cassazione ha modificato l’inerzia della questione, innovando la materia dentro l’ambito scolastico.

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La storia della docente della provincia di Bari offesa dal dirigente scolastico nella sua dignità professionale e personale attraverso ripetuti episodi è stata portata a galla dal sindacato Gilda e dall’avvocato De Grandis. Dopo una serie di processi civili ed amministrativi la Corte di Cassazione ha riconosciuto lo stesso dirigente scolastico colpevole proprio di mobbing, e la professoressa ricorrente ha ottenuto un risarcimento di circa 25mila euro per danno biologico e morale.

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A parere dell’avvocato De Grandis, legale della docente nel processo, la vicenda si configura come storia emblematica e “caso di scuola” per il riconoscimento definitivo del tema del mobbing. Esso, approfondendo la definizione giurisprudenziale, si connota come un comportamento ostile e non etico posto in essere da un dirigente, volto a procurare una situazione di isolamento, danni biologici, psicosomatici e morali nei confronti del sottoposto.

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Una vicenda che si protrae nel tempo

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La vicenda avvenuta a Bari possiede “stimmate” esemplificative in tal senso: tutto inizia con una richiesta della docente di affissione di cartelli antifumo non adempiuta dal preside. Quest’ultimo viene per questo motivo condannato dal tribunale per omissione di atti di ufficio. Questo episodio dà la stura ad una serie di eventi spiacevoli nei confronti della docente, rea (a parere del dirigente) di avere un comportamento troppo puntiglioso e leguleio. Si susseguono poi una serie di cause legali di vario tipo: il dirigente apostrofa duramente la professoressa durante un Collegio professori ed offre continui dinieghi alle richieste della stessa docente, comminandole numerose sanzioni disciplinari. La stessa professoressa viene attaccata anche dall’Ufficio Scolastico provinciale e regionale che prende le parti del preside, e viene trasferita d’ufficio e successivamente dispensata dal servizio per insufficiente rendimento. Successivamente il CNP rigetta l’istanza dell’ufficio scolastico e reintegra la professoressa.

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Risarcimento danni per mobbing: chi paga?

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Ma non finisce qui: il preside giunge addirittura a bloccare il compenso nei confronti di tutti i docenti adducendo come causa le numerose cause giudiziarie intentate contro di lui dalla docente, creando in questo modo un ambiente gravemente ostile all’interno dell’ambiente scolastico nei confronti di quest’ultima. Dopo a questo episodio culminante viene attivata la causa per mobbing, per lesione alla dignità personale e professionale, che giunge al riconoscimento del risarcimento di circa 25mila euro (con rifusione delle spese legali compresa), per danno anche non patrimoniale. La sentenza, nelle parole dell’avvocato De Grandis, riconosce un’indubbia ragione della docente e sottolinea quali devono essere le capacità di relazione e di gestione da parte del preside nei confronti del personale a lui affidato. Dopo questa pronuncia i docenti risultano pertanto effettivamente tutelati da abusi e soprusi da parte del superiore.

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Condannata a risarcire la docente è stata in questo caso l’amministrazione scolastica, ma gli avvocati si stanno attivando presso la Corte dei Conti affinché sia, giustamente, il dirigente scolastico stesso a pagare, visto il suo contegno evidentemente doloso e gravemente negligente nella gestione delle relazioni.

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Marco Brezza  

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Un Commento a “Scuola Pubblica: Dirigente scolastico riconosciuto colpevole di mobbing”

  1. salvo Says:

    esiste tutto nelle scuole da sempre vari problemi ma dal momento in cui i presidi sono diventati Dirigenti Scolastici le cose non sono affatto migliorate e neanche gli stipendi .

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