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Scuola. Rese pubbliche le tabelle per le assunzioni in ruolo



Scuola. Rese pubbliche le tabelle per le assunzioni in ruolo
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Fonte: gildatorino.it

Fonte: gildatorino.it

A dispetto dei più pessimisti il Miur ce l’ha fatta. Habemus tabella!

Ecco dunque tutti i posti disponibili per il nuovo anno scolastico che, come da copione, vedrà l’immissione di un numero inferiore di docenti dopo le varie operazioni di mobilità.

 

In termini numerici infatti i posti disponibili sono esattamente 29.720 dei quali 7.221 saranno dedicati al sostegno e 22.499 ai cosiddetti “posti comuni”.
La comunicazione ufficiale del ministero che porta la firma del ministro Giannini stabilisce già anche la suddivisione dei posti disponibili.
Tra infanzia, primaria, secondaria I e secondaria II saranno a disposizione rispettivamente 3632, 3859, 7570 e 7438 mentre per i sostegni si avranno a disposizione 787, 4043, 1845 e 546 cattedre.
I tempi per le nomine non possono andare oltre il 10 settembre, questo per permettere la scelta della preferenza territoriale dal 10 al 13 sempre di settembre. A ruota, tra il 14 e il 15 ci sarà l’inserimento dei curricula per la chiamata diretta. Riusciranno gli uffici scolastici a rispettare una tabella di marcia così serrata? Vedremo…

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Scuola. Il mistero delle conciliazioni

 

 

 

L’impegno degli uffici scolastici non riguarda solo il lavoro legato alle immissioni in ruolo e i tempi strettissimi di messa in opera, ma verte anche su un altro tema, portato sotto i riflettori da Giuseppe Mascolo, segretario generale Ugl, Unione Generale del Lavoro: “i dirigenti degli Uffici Scolastici territoriali hanno posto un veto sugli elenchi dei tentativi di conciliazione in corso e non è possibile avere spiegazioni in merito, nemmeno in seguito a sollecitazioni scritte”.

 

I tentativi di conciliazione riguardano le operazioni di mobilità nella scuola primaria e dell’infanzia, che dopo le polemiche hanno scatenato anche una serie di tentativi di conciliazione appunto insieme al ministero.
I riscontri a tali tentativi sono stati sterili e con poche spiegazioni: semplicemente veniva indicata la sede alternativa. È questo che contestano i sindacati, a ragione, certo. Ma a onor del vero però le procedure ministeriali non sono mai state né trasparenti tantomeno esaustive, e questo caso non fa eccezione.

 

 

 

Scuola. Esodo verso nord

 

 
L’altra grande conseguenza, del tutto nuova per gli ultimi 20 anni di storia, riguarda la logistica dell’immissioni in ruolo. Mi spiego meglio: per la prima volta negli ultimi decenni le immissioni a ruolo riguarderanno per la maggior parte il nord Italia.

 

Questo fenomeno è legato alla mobilità straordinaria concessa dalla riforma ai tantissimi docenti del sud, trasferiti al nord che avrebbero voluto l’avvicinamento a casa e anche al rientro dei capi famiglia del nord assunti secondo l’algoritmo governativo rimasto un mistero.
La verità è anche che al sud i posti vacanti sono ormai saturi e per questo le immissioni riguarderanno quasi solamente il nord.
Traducendo la teoria in numeri tre assunzioni a tempo indeterminato su quattro andranno al settentrione ovvero il 74 per cento, pari a 18.780 posti. Al Sud ne arriveranno soltanto 2.741, pari all’11 per cento. Il rimanente 5% riguarderà il centro Italia.

 

 

Fonte: blastingnews / repubblica

 
Valentina Stipa

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