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Servizio di pronta disponibilità infermieri: tutto quello che c’è da sapere



Servizio di pronta disponibilità infermieri: tutto quello che c’è da sapere
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Nel novero complessivo dei diritti e dei doveri che fanno capo alla professione dell’infermiere nel comparto del pubblico impiego non si può non citare l’interessante articolazione della pronta disponibilità infermieri: questo servizio si configura come un dovere protetto da un’ampia fascia di tutele che sono poste a tutela del dipendente pubblico. Andiamo ad osservarne da vicino la struttura disciplinare.

 

Servizio di pronta disponibilità infermieri

Pronta disponibilità infermieri: diritti e doveri

 

All’interno del servizio di pronta disponibilità è stabilito che l’infermiere dipendente pubblico sia immediatamente reperibile: in parole povere, il dipendente è obbligato a raggiungere la struttura nelle tempistiche e tramite le modalità stabilite in sede di concertazione. Tale tipologia di servizio di può essere svolto solo dai dipendenti addetti alle attività operatorie e nelle strutture di emergenza, in numero strettamente necessario a soddisfare le esigenze funzionali dell’unità sanitaria in questione e, normalmente, dal personale della stessa unità operativa.
La pronta disponibilità infermieri si configura pertanto alla stregua di un dovere per il dipendente pubblico: ma come tutti i doveri anch’esso è protetto da un “cappello” di diritti che ne disciplinano lo svolgimento. In primo luogo, da un punto di visto temporale, il servizio di pronta disponibilità va limitato ai turni notturni ed ai giorni festivi: in quest’ultimo caso all’infermiere spetta un riposo compensativo senza riduzione dell’orario settimanale. Si tratta, in sostanza, di un servizio che viene reso dal dipendente al di fuori del normale ed ordinario orario di lavoro.

 

Indennità e scansione temporale della disponibilità

 

In seconda istanza, il regime delle tutela va a disciplinare anche la durata del servizio: quest’ultima in genere ammonta a 12 ore, ma può tranquillamente oscillare all’interno di un “range” che varia da un minimo di 4 ore ad un massimo di 24, in quest’ultimo caso soltanto nei giorni festivi. Ovviamente la pronta disponibilità infermieri conferisce al dipendente diritto ad una congrua indennità per le 12 ore di servizio e nel caso in cui il turno sia articolato in orari di durata inferiore, tale indennità dovrà essere corrisposta in maniera proporzionale alla sua scansione temporale, con una maggiorazione del 10%. In tale circostanza la chiamata per il servizio di pronta disponibilità viene calcolata alla stregua di lavoro straordinario.
Di regola non possono essere previste per ogni dipendente pubblico più di 6 pronte disponibilità al mese, con compensazione nell’arco dell’anno solare. In caso di particolari e differenti esigenze organizzative in rapporto a specifiche e deliberate scelte individuali dovranno essere vagliate e considerate in altra sede (tendenzialmente periferica) con la congrua attivazione delle relazioni sindacali.

 

Servizio di pronta disponibilità infermieri: finalità e “ratio” dell’istituto

 

Il servizio di pronta disponibilità assume ingente rilevanza nel panorama del servizio sanitario nazionale dal momento che risponde all’obbligo di garantire interventi assistenziali urgenti e non programmabili. Questo avviene in costante rapporto con la rilevazione statistica di un numero di interventi (nel tempo e nella durata) tali da rendere inopportuna o dispendiosa la presenza in servizio attivo del personale durante le ore notturne e festive. Inoltre il servizio è fondamentale per fare fronte alla necessità di assicurare la funzionalità organizzativa o tecnica delle strutture.

 

 

 

Marco Brezza

 

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