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Il settore Pubblico Costa Troppo? Tagli al personale ininfluente



Il settore Pubblico Costa Troppo? Tagli al personale ininfluente
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Da quando si è iniziato a parlare di spending review, di tagli agli sprechi e al settore pubblico sono state svolte innumerevoli indagini per appurare se effettivamente i numeri del nostro ben paese in tema di dipendenti pubblici siano effettivamente maggiori dei nostri cugini europei.
Il dato costante emerso è che il problema non sta nei numeri ma nella distribuzione del costo; in altre parole i nostri dipendenti pubblici sono stimati in 3 milioni e trecentomila unità, quindi perfettamente in linea con la media europea e addirittura inferiore rispetto alla Francia. Il problema vero è che questi dipendenti ci costano troppo e male.
Questa analisi è confermata dal fatto che tra il 2001 e il 2009 il numero degli impiegati statali è diminuito di quasi 111mila unità, ciò nonostante  la spesa totale degli stipendi è aumentata di 39,4 miliardi di euro (+29,9%) . Questo effetti, mai registrato in nessun altro stato europea è legato al fatto che a fronte di una diminuzione del numero degli statali, le retribuzioni di coloro che sono rimasti sono cresciute, sia in rapporto al Pil, sia in valore assoluto.
Inoltre come ha spiegato il presidente della Cgia Bortolussi “è evidente che questi aumenti non sono finiti in tasca a bidelli o infermieri, ma hanno avvantaggiato con ogni probabilità i livelli dirigenziali medio alti del nostro pubblico impiego “.
Secondo la Corte dei Conti, i dipendenti pubblici costano a ognuno di noi la bellezza di 2.849 euro a testa, contro i 2.830 euro della Germania, contro i 2.708 euro della Spagna e contro i 2.436 euro della Grecia . Anche questa indagine quindi conferma che il problema è rappresentato dall’efficienza, e non dal mero costo: “in un contesto caratterizzato dalla perdita di competitività del sistema Italia preoccupanti segnali riguardano la produttività del settore pubblico ”.
Nella stessa analisi viene specificato che il costo maggiore all’interno del settore pubblico è rappresentato da Palazzo Chigi, non dagli enti locali. Ciò nonostante i tagli maggiori e incisivi riguardano sindaci, province e regioni. Ogni altro commento a questa spending review nel settore pubblico appare superfluo e fuori luogo.

 

Fonti: Il Salvagente, Manageronline, Giornalettismo

 

 

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