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Come si diventa insegnante di sostegno? Un breve vademecum



Come si diventa insegnante di sostegno? Un breve vademecum
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Come si delinea la procedura per diventare insegnante di sostegno nella scuola pubblica italiana? Ecco un breve vademecum che contiene tutte le informazioni utili per affrontare questo percorso.
In via introduttiva bisogna specificare la figura dell’insegnante di sostegno: si tratta di un docente specializzato nella didattica speciale per l’integrazione di alunni diversamente abili (certificati “in situazione di handicap” nei modi e nei termini previsti dalla legge 5 febbraio 1992, n. 104). Tali insegnanti sono di norma presenti nelle scuole dell’ordinamento scolastico italiano, nelle classi ove sia presente uno o più alunni “certificati”.

 

Come si diventa insegnante di sostegno

Insegnanti di sostegno: i requisiti richiesti

 

Ma detto questo, veniamo al vademecum. In primo luogo va premesso che il requisito richiesto per acquisire la specializzazione per le attività didattiche di sostegno è l’abilitazione disciplinare: in questo senso nel corso dell’anno scolastico 2014/15 sono indetti appositi corsi universitari, ai quali è possibile accedere tramite selezione.
Il corso per ottenere l’abilitazione al sostegno è disciplinato dal Decreto Ministeriale n. 612 del 16 maggio 2014: particolare interesse riveste in particolare l’art.2 di questo testo. Ecco cosa afferma testualmente: “Sono autorizzati i percorsi formativi finalizzati al conseguimento del titolo di specializzazione per le attività di sostegno didattico agli alunni con disabilità (…). L’accesso ai suddetti percorsi è riservato ai docenti in possesso dell’abilitazione all’insegnamento, ivi compresi, per i relativi posti, i soggetti in possesso di titolo equivalente”.

 

La validità del titolo

 

Il numero dei posti per accedere all’insegnamento di sostegno è stato rettificato con decreto del 5 giugno 2014 e, per ciascuna regione, deve ancora essere ripartito per i differenti ordini di scuola. Va sottolineato che il titolo non si configurerà nella forma cd. “a cascata”: ovverosia, il titolo sarà valido unicamente per l’ordine di scuola per cui è stato conseguito. Per ottenere il titolo per gli altri ordini sarà necessario superare nuovamente le selezioni e seguire il relativo corso.
La figura dell’insegnante di sostegno riveste un ruolo fondamentale nella scuola italiana odierna: esso viene infatti assegnato alla classe e non all’alunno. La risorsa è pertanto finalizzata ad attuare interventi di integrazione attraverso strategie didattico metodologiche specifiche, con agli insegnanti curricolari poiché insieme hanno la responsabilità della realizzazione del processo di integrazione scolastica.

 

Insegnanti di sostegno: chi può diventarlo?

 

Ma quali sono i requisiti di accesso alla figura di insegnante di sostegno? Una nota del Ministero dell’Istruzione ci aiuta a comprenderlo chiarendo quali sono le abilitazione valide per l’accesso al corso di specializzazione di sostegno. Ecco l’elenco: laurea in Scienze delle formazione primaria, diplomi accademici di II livello rilasciati dalle istituzioni AFAM per l’insegnamento dell’Educazione musicale, COBASLID e SSIS (ambedue per la scuola secondaria) TFA, PAS, concorsi per titoli ed esami indetti antecedentemente al Decreto del direttore generale per il personale scolastico (DDG) 82/2012, concorso per titoli ed esami indetto con DDG 82/2012 (esclusivamente all’atto della costituzione del rapporto di lavoro), titoli professionali conseguiti all’estero e riconosciuti abilitanti all’insegnamento con apposito Decreto del Ministro dell’Istruzione e titoli professionali conseguiti all’estero e riconosciuti abilitanti all’insegnamento con apposito Decreto del Ministro dell’Istruzione.
A questa ampia lista va poi aggiunto il valore abilitante del diploma magistrale, come ha affermato il Consiglio di Stato in un recente parere.

 

Fonte: orizzontescuola.it

 

Marco Brezza

 

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